giovedì 30 gennaio 2014

Basta con la sindrome da onnipotenza!



Purtroppo per noi e per fortuna per gli altri, noi donne (quasi tutte) siamo soggette alla sindrome da onnipotenza, cioè siamo convinte – e spessissimo ci riusciamo – di riuscire a fare sempre tutto e tutto bene.
Siamo abilissime nel gestire la casa, il marito, i figli, i suoceri, il lavoro, la vita sociale, i problemi di salute nostri e altrui,  tutto in contemporanea, senza mai sgarrare, senza mai dimenticarci di qualcosa. 
Il nostro ormai non è più un cervello: è un computer e questo fa sì che le persone che ci circondano si appoggino e contino su di noi per ogni piccola cosa. Faccio un paio di esempi pratici dove sono certa che molte di voi si riconosceranno: marito:  “ tesoro, hai disdetto la mia partita di tennis?” nonna:  “amore, ti sei ricordata di andare a ritirare i miei esami del sangue vero?” figlio:  “mamma, ho dimenticato le scarpe da calcio in spogliatoio, passi tu a ritirarle”? e potrei andare avanti per pagine e pagine…. E noi, non solo diciamo sempre di sì, ma riusciamo anche ad essere perfette sul lavoro: siamo puntuali, attente, sorridenti, motivanti con i sottoposti…….Bene, siamo delle superdonne, vero, ma A CHE PREZZO??? Facile risposta: il tempo per noi non ce lo concediamo o, le rare volte che lo facciamo, ci sentiamo talmente in colpa che non ce lo godiamo neppure.

E allora diciamo basta! Rendiamoci conto che Dio esiste, ma non siamo noi, quindi rilassiamoci e cerchiamo di arginare questa pessima abitudine del “mi occupo io di tutto, state tranquilli”. Ma quando mai? Ma perché? Se guardiamo la faccenda da un punto strettamente psicologico è ovvio che la spiegazione è abbastanza facile anche per un profano della materia: abbiamo  un bisogno inconscio di sentirci importanti e indispensabili, perché questo ci gratifica. Ma se invece guardiamo la faccenda da un punto di vista solo pratico e razionale, scopriremo che ci stiamo massacrando per soddisfare tutti, meno la persona in assoluto più importante per noi e cioè NOI STESSE. Abbiamo il sacrosanto diritto, per non dire dovere, di prenderci cura di noi stesse, di volerci bene, di coccolarci. Questo non significa abbandonare tutti al loro destino, ovviamente , ma  io sono profondamente convinta che almeno un quarto delle incombenze che ci accolliamo possano tranquillamente essere delegate ad altri, magari abituando piano piano i nostri congiunti (col capo in ufficio non si può) a non contare sempre sulla nostra presenza e facciamo nostra una considerazione importante: noi  dobbiamo essere disponibili, non a disposizione. C’è una bella differenza, non credete?

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