lunedì 27 gennaio 2014

Come reagire ad un abbandono dopo gli “anta” ...



E' indubbio che essere abbandonate a 20 o 30 anni, anche se sempre molto doloroso, e' decisamente diverso che esserlo dopo gli “anta”, quando magari chi ci abbandona e' stato con noi per 10,15,20 anni e oltre.
L ‘essere umano, uomo o donna che sia, ma soprattutto noi donne , tende a " fare il nido" e a restarci per sempre, a crogiolarsi nelle abitudini, a fare dei riti quotidiani ( il bacetto mattutino prima di uscire, il cinema insieme, magari anche il lavoro in comune, le liti - certo anche quelle!-le lotte per il telecomando) un' ancora di sicurezza e quando tutto si rivoluziona, quando queste abitudini vengono a mancare ci si ritrova perse e improvvisamente ci sentiamo " vecchie ciabatte" , specialmente se siamo state lasciate per una bella ragazza trentenne.


Idem come sopra - con la grande differenza del non poter avere nessuna speranza di lotta per riottenere il nostro amore- se restiamo vedove. E vi sembrerà strano, ma anche la perdita del nostro animale ( cane o gatto o pappagallo che sia) , se era il nostro compagno di vita, può gettarci nella tristezza e nello sconforto più totale.

La solitudine e' una signora sempre poco gradita perchè sempre in agguato, sempre pronta ad impadronirsi di noi.
E allora e' fondamentale reagire, sempre e comunque. Non cedere, non mollare, non arrendersi.
Sì, direte voi, ma come si fa?

Per mia personale e decisamente poco piacevole esperienza - non solo di una volta, ma avvenuta più volte - posso dichiarare che, anche se al momento non sembra, il dolore passa. Quello che e' importante  è non perdere  la propria autostima e cura di se'. Sbagliato lasciarsi andare, sbagliato non chiedere aiuto, perchè no anche ad un medico specialista, sbagliato pensare che non ci sia più futuro.

Bisogna invece farci forza, crearci interessi che non necessitano essere in coppia ( a vedere una mostra ci si può andare da sole, idem frequentare un corso o andare in palestra), frequentare persone  un po' più giovani perchè ci daranno la spinta per imitarle, per essere come loro, per non sentirci " anziane" solo perchè abbiamo passato la boa dei 50 o 60. Reagire vuol dire anche imparare a stare bene da sole, a godere delle piccole grandi cose che apparterranno , d’ ora in poi, solo a noi: non dover per forza rispettare orari che non ci piacciono, non dover dormire con la mascherina sugli occhi perchè la luce accesa del compagno ci terrebbe sveglie, non litigare per la scelta del programma tv, stare al telefono tutto il tempo che vogliamo , insomma essere libere!!!!

Non e' per caso che quasi tutti gli uomini dopo un divorzio si risposano mentre le donne non lo fanno! E' perchè, una volta sperimentata, seppur dolorosamente, l ‘autonomia e la liberta di non dover rendere conto a nessuno delle nostre azioni, difficilmente una donna vorra' rinunciarvi.

Quindi signore mie ricordatevi che la vita non finisce se qualcuno ci lascia, ma continua e , come dicono i francesi "tout passe, tout lasse , tout se remplace" ( tutto passa, tutto si lascia, tutto si rimpiazza).


1 commento:

  1. ...Già ..è doloroso dopo aver superato la soglia di una certa età .sopravvivere senza dolore ..anche per chi ( come me ) che ha passato non pochi abbandoni e vita da single troppi anni ..ricominciare ad appropiarsi della vita e non "condividere " gioie o momenti problematici ..per superarli magari in coppia non ti appaga più ..! e questo sostanzialmente credo sia dovuto in particolar modo all'età non più giovane ..!!

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