mercoledì 22 gennaio 2014

Lavorare con il proprio marito

Ho scoperto che, forse a causa di questa quasi infinita crisi in cui ci dibattiamo, molte coppie che prima svolgevano lavori differenti, si sono uniti o per condividere semplicemente  le spese di affitto di un ufficio, o per svolgere una nuova attività’ congiunta.
Il che ha i suoi pro e i suoi contro come per tutte le cose, soprattutto se stiamo parlando di coppie non proprio novelle.
Distinguiamo prima di tutto tra, come dicevo prima, il condividere i locali dal 
lavorare insieme.

Condividere i locali significa essere capaci ( non e' cosi facile come sembra) di non prevaricare gli spazi l’ uno dell’altra. Ingiusto tenere per se’ la stanza piu’ luminosa , più grande o con il parquet e lasciare all' altro la stanza che magari in origine era una piccola cucina con le piastrelle per terra e una finestrina piccola e stretta ( di solito quello della coppia che viene confinato nella stanza peggiore e' l uomo, la donna e' piu scaltra e riesce a far apparire un bugigattolo come se fosse la Reggia di Versailles e viceversa, aggiudicandosi cosi la stanza migliore senza che il marito osi obiettare). Significa anche non litigare per le targhe da mettere sulla porta, per la segretaria che " fa sempre prima le tue pratiche rispetto alle mie", quando invece la poveretta cerca con tutte le sue forze di non fare preferenze anche se lui e' gentile ed educato e voi un' arpia isterica; per ogni piccolo problema logistico (" la fotocopiatrice messa li per me e' scomoda, mi da’ fastidio sentire quando parli al telefono,perché mi deconcentri, io voglio l’ aria condizionata non un ventilatore "ecc).

Lavorare insieme, invece, può anche portare al divorzio, e non scherzo.
Io da 17 anni lavoro con mio marito e devo dire che e' stata ( e qualche volta lo e' ancora) dura. Perché prima di tutto una volta facevamo attività diverse e quindi abbiamo dovuto scendere reciprocamente a compromessi per dividerci i compiti del comune lavoro in base alle reciproche capacita’, e non e' stato facile, perché gli uomini ( o almeno il mio) sono convinti di saper e poter fare tutto; poi perché avendo idee e caratteri diversi, io avevo sempre un' opinione differente dalla sua; e anche perché ritrovarsi l'altro intorno tutto il giorno per tutti i giorni, per quanto l’ amore sia grande, e' difficile da sopportare per qualsiasi coppia, soprattutto se non ha iniziato da subito a lavorare insieme. Infine perché e' fisiologico data la differenza di sesso e quindi di pensiero, scatta la competizione. 

A meno che il lui sia il capo e la lei la segretaria, se l ‘unione lavorativa prevede entrambi i coniugi ( come nel mio caso) in posizioni direttive pari grado, e' facilissimo scadere nella lite e altrettanto facile cadere nell ‘insulto con tutte le conseguenze sulla vita privata che ciò comporta.
Noi una soluzione l ‘abbiamo trovata: A) chiarire molto bene ruolo e responsabilità, limiti e confini delle stesse. B) non parlare MAI di lavoro quando siamo a casa. 

I conflitti professionali si risolvono in ufficio oppure si lasciano lì e si riprendono la mattina dopo. A casa siamo due coniugi, e ci comportiamo come tali; in ufficio siamo due colleghi e ci comportiamo come tali.

1 commento:

  1. se poi come nel tuo caso a comandare sei tu in prima persona è super semplice

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