giovedì 13 febbraio 2014

Come faccio per gestire la mia ansia o i miei attacchi di panico?

Nel passato, per fortuna ormai davvero passato, ho avuto un lungo periodo in cui soffrivo sia di attacchi di panico che di ansia. 
A parte i segni fisici (tremori, cuore a mille, sensazione di non “tirare il fiato”,  sensazione di morire di lì a poco) ogni problema mi pareva inaffrontabile, avevo paura di uscire da sola, peggio che mai di viaggiare da sola, vedevo sempre le cose in modo negativo, ingigantivo qualsiasi sciocchezza, mi chiudevo in me stessa e non frequentavo più gli amici. Al lavoro era una tortura.  In casa era anche peggio: mi sentivo “malata” e nessuno mi capiva, perché esteriormente  stavo benissimo .

Non riuscivo a capire cosa mi stava succedendo, quindi per prima cosa sono andata dal cardiologo:  dato che spesso mi sentivo morire ho imputato al cuore i miei problemi. Responso: il tuo cuore sta benone è la testa che non va.

Allora sono andata da uno psicoterapeuta che, grazie a un anno di sedute e un po’ di farmaci mi ha aiutato a riconoscere che i miei malesseri nascevano davvero dalla mia mente , ma non ha risolto del tutto il problema perché dopo anni passati a stare male, non riuscivo comunque a togliermi di dosso la paura che mi venisse un attacco di panico o di ansia mentre meno me lo aspettavo.

L’ansia è così, ti prende alla sprovvista, magari mentre stai bene e ti stai divertendo….di colpo ti senti male, non sai il perché, non c’è apparentemente una causa scatenante, ma tu ti blocchi e non riesci a fare niente.

Cosa potevo fare? Non sapevo più che pesci pigliare, ma non volevo sottomettermi ad una situazione che non mi apparteneva.

  • Allora ho deciso di condividere il mio malessere  e  ho cominciato a parlarne in giro, scoprendo che un sacco di gente aveva il mio stesso problema.  Forse vi parrà strano, ma solo il fatto di condividere con gli altri e di rendermi conto che non ero la sola a star male, ha contribuito non poco a farmi accettare la mia condizione .  


  • Ho poi cercato in tutti i modi di combattere la paura, o meglio di combattere la paura della paura: dato che ormai riconoscevo i prodromi dell’attacco (un lieve senso di vertigine e di distacco dalla realtà), cercavo di fare subito del movimento. Si non sto scherzando, ho capito sulla mia pelle che se correvo, ballavo, saltavo, facevo qualche esercizio di ginnastica, il malessere spariva. Perché? Non ne ho idea, forse perché il movimento mette in circolo le endorfine, cioè gli ormoni del benessere o forse perché  facendo un po’ di fatica mi distraevo, non saprei di preciso il motivo , ma la cosa importante è che funzionava!


  • Infine ho anche capito che se  mi mettevo a piangere a dirotto, dando quindi sfogo al “malloppo “ che mi sentivo dentro, questo spariva e dopo il pianto liberatorio stavo decisamente meglio.


In poche parole: ho imparato, grazie a questi piccoli accorgimenti , a convivere con  quello che io chiamavo “la cosa nera” e nel tempo è sparita. Certo ci ho messo un po’ , non è stata una cosa immediata, ma ce l’ho fatta e spero che le mie soluzioni possano servire anche a voi!



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