venerdì 28 febbraio 2014

Come sentirsi indipendenti

Dal Dizionario online tratto da Grande Dizionario italiano di GABRIELLI ALDO Dizionario della Lingua italiana Editore: " che non dipende da altri, che non è soggetto all'altrui dominio"  
Questa definizione, se  meditata attentamente  dice tutto, cioè afferma che l’individuo può essere in grado di provvedere a se stesso, senza dipendere dal giudizio, sostegno, aiuto, controllo degli altri. Non si tratta infatti di autonomia nel significato economico del termine, bensì in quello sociale e personale.


Molte donne, arrivate alla svolta dei primi  “anta” hanno già raggiunto la loro indipendenza sia economica che personale, ma molte altre, invece, non sono riuscite ad ottenere questo risultato, vuoi perché professionalmente non ne hanno avuto l’occasione, vuoi (spesso)  per i loro tratti caratteriali.
Scrivo quindi proprio per questa seconda categoria di persone, per quelle donne cioè che, pur possedendo intelligenza e perspicacia  si sentono sempre  inadeguate  e di conseguenza non sanno come fare per riuscire a  sentirsi autonome.

Vi racconto un episodio di quando ero giovane (molto) e alla mia prima esperienza lavorativa. Premetto che il soprannome datomi dai colleghi era “Biancaneve” non certo per l’aspetto , quanto per il carattere docile, tenero, sempre disponibile con tutti . Un giorno il mio capo mi chiese di andare in un altro reparto per farmi affidare un prototipo da dargli. Io sono entrata nell’ufficio della persona che doveva consegnarmi il materiale chiedendogli gentilmente se poteva provvedere. Risposta:  “no”. Senza alcuna spiegazione.(I maleducati , lo sappiamo tutti, sono sempre esistiti, ma questo oltre che maleducato era anche arrogante e, oggi che ho 65 anni mi  ricordo ancora quanto era odioso…..!). Ovviamente non ribadisco e torno dal mio capo riferendo che non avevo ottenuto il materiale. Lui, senza fare una piega, alza il telefono e chiama il tipo dicendogli che doveva consegnarmi quanto gli serviva. Replay: scendo, entro, chiedo, ottengo!!!  e riporto.  Dopo una settimana la scena si ripete  e così per circa due mesi. Alla fine la mia pazienza e docilità si è esaurita perché non capivo il motivo per cui il tipo diceva sempre di sì al  mio capo e di no a me e la cosa mi irritava molto: mi sentivo considerata meno di zero.. Allora  ho preso tutto il mio coraggio, sono andata dal mio “gentile collega” e gli ho chiesto il motivo del suo atteggiamento. Risposta: “perché tu non conti niente!”. Me ne sono andata senza replicare, ma da quel momento gli ho reso la vita impossibile e – cosa davvero importante – non mai più permesso a nessuno di decidere se io contavo o no qualcosa e da Biancaneve mi sono trasformata in Grimilde (e lo sono tuttora).

Ho raccontato questa storia perché voglio farvi capire che anche se molto giovane e inesperta, la molla che ha fatto scattare in me la consapevolezza di avere il diritto di impormi e di non essere giudicata incapace da chi nemmeno mi conosceva, è stata proprio quella di comprendere che mi stavo assoggettando al giudizio altrui e questo non era giusto, dato che non avevo fatto niente di male (diverso sarebbe stato se – come ne avevo una gran voglia – l’avessi ferito a morte, perché il giudizio negativo su di me sarebbe stato corretto ).

Insomma quello che voglio dire è che non si deve delegare agli altri la mansione di farci sentire brave, capaci di difenderci e di prendere iniziative: dobbiamo essere noi a fare un accurato esame di coscienza sulle nostre capacità, i nostri pregi, le nostre abilità, senza falsa modestia, ma guardando bene  in faccia realtà.

Faccio un altro esempio: conosco una ragazza che, pur non avendo studiato, ha imparato da sola e senza l’aiuto di nessuno a “padroneggiare” perfettamente il web, ma non solo: è in grado di avere anche idee di marketing, di creare siti, di confrontarsi con esperti tecnici per risolvere problemi informatici.  E’ una ragazza con un’intelligenza molto molto brillante e vivace e soprattutto con una volontà di ferro. Bene, questa ragazza mi fa regolarmente infuriare perché si svaluta, non si sente all’altezza, si fa dei problemi inesistenti su eventuali giudizi che la gente potrebbe dare sulla sua preparazione (quando è lei che dà dei punti a loro!!!)  e si sente rassicurata solo quando viene messa di fronte all’evidenza o quando il marito riesce a convincerla che lei è una persona fantastica sia sotto l’aspetto professionale che sotto quello personale. (dimenticavo di dire che oltre a lavorare al pc tutto il giorno, ha un bimbo piccolo che segue, una madre vecchia e noiosa che abita con lei , una casa che accudisce al meglio delle sue possibilità e pochi soldi per far quadrare il bilancio). Insomma, psicologicamente non è autonoma, non è sicura della validità di quello che fa e sa e questo è sbagliatissimo perché perde continuamente occasioni per dimostrare sia a sé stessa che agli altri le sue competenze e le sue  capacità  ,  la sua determinazione e il suo  impegno nell’esecuzione di qualsiasi compito . ( sarebbe bello se cominciasse con lo  scriversi su tutti i  muri di casa la citazione di Obama “Yes we can”!!)

So perfettamente che se una donna nasce “agnellino” non avrà la strada spianata per trasformarsi in lupo, ma come dico sempre, c’è una misura per tutto, quindi basta che l’agnellino si trasformi in lupacchiotto e convinca sé stessa  che è capace, magari provando a scrivere e rispondere a queste domande:

  • quando ero piccola dovevo sempre e solo ubbidire a tutti e non mi era mai permesso di dire la mia?
  • Sono davvero così incapace come mi sento?
  • Sbaglio sempre tutto quello che faccio oppure è solo una mia sensazione?
  • Mi sembra che tutte le persone che conosco siano più brave, più intelligenti, più colte di me?
  • Quando ricevo un complimento mi schermisco pensando che me lo fanno solo per cortesia?
  • Mi viene la tachicardia al solo pensiero di prendere un’iniziativa?
  • Devo/voglio sempre avere qualcuno con cui verificare che sto facendo/dicendo la cosa giusta?
  • Dico sempre di sì a tutti e la mia serenità dipende solo dall’approvazione del prossimo?
  • Sono capace di reagire di fronte a un sopruso?



Se le risposte sono tutte positive, è assolutamente necessario, per non dire indispensabile,  rimediare, attuando tutte le strategie che possono venire  in mente (e se davvero lo si vuole  le strategie si  trovano!!) per ribaltare completamente il  modo di agire e pensare e diventare finalmente indipendenti.


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