giovedì 20 febbraio 2014

Come si fa a parlare davanti a tante persone?

I motivi per cui una donna può trovarsi a parlare in pubblico non si limitano solo alle circostanze in cui possono trovarsi  manager che occupano posti dirigenziali in Azienda o a donne  che fanno politica, anche un avvocatessa  parla davanti a una platea (piccola o grande che sia ,sempre gente è), e anche un’ insegnante e una professoressa hanno un  uditorio (che può essere  composto sia da ragazzi che da professionisti che assistono a un master) , e un’ amministratice di condominio  nel momento in cui gestisce le riunioni, o una guida turistica che deve illustrare  monumenti o guidare una visita al museo e così via.

Non sempre e non tutte però hanno la scioltezza e la sicurezza di sé che impedisce loro di sentirsi in preda “all’ansia da palcoscenico”, con relativa salivazione azzerata, sudore freddo, mani che temano e cuore a mille. 

Certamente saranno molto abili nel nascondere questi sintomi, e ci riusciranno, ma ogni volta sarà uno stress che può essere ovviato con alcuni accorgimenti che vi illustro:

  • Prima di affrontare la platea, fate un bel respiro lungo e profondo e  accertatevi di essere in ordine (abito, capelli, calze - attenzione alle smagliature-  , mani) perché se per caso durante la vostra esposizione vi accorgete che avete qualcosa di fuori posto, addio concentrazione perché vi convincerete che se l’avete visto voi l’avranno fatto anche gli altri e questo vi metterà sicuramente in uno stato d’ansia con il risultato che chi vi ascolta perderà immediatamente interesse in quello che dite. Se ne avete occasione , tempo e possibilità, (soprattutto se è la prima volta che vi trovate a parlare in pubblico) provate a  usare un microfono, per abituarvi al fatto che sentirete la vostra voce molto diversa da come la sentite quando parlate normalmente. Anche questo può essere un elemento di disturbo alla vostra concentrazione e memoria. Se invece partite sapendo già che quella che sentite è la vostra voce, sarà tutto più semplice. Faccio un esempio : io parlo con la erre moscia (cosa che gli altri trovano carina e io detesto) e al microfono mi sembra di parlare come una rana. La prima volta che mi sono “sentita” al microfono  ho dichiarato che mai e poi mai avrei tenuto la conferenza che dovevo fare, ero convinta che nessuno mi avrebbe capita, io sentivo solo questa orrenda erre che si infilava dappertutto e mi pareva che tutte le parole che dicevo avessero questa consonante. Un incubo. Naturalmente, nonostante le mie dichiarazioni, non potevo rifiutarmi di fare ciò per cui  ero pagata, quindi  ho dovuto fare buon viso a cattiva sorte e , il giorno prima, mi sono esercitata per un’ora. Alla fine la mia voce mi era diventata familiare e la erre che tanto mi dava (e mi dà) fastidio  mi sembrava meno pronunciata .Potere dell’allenamento e dell'assuefazione!!!
  • Una volta presa posizione davanti a chi vi ascolta dovete essere (o sembrare) tranquille e sciolte, quindi starete  in posizione frontale, cioè rivolte alla platea e non di fianco. Attenzione, se proiettate qualcosa , evitate assolutamente di dare le spalle al pubblico mentre illustrate quello che viene proiettato sullo schermo. Purtroppo capita molto di frequente, perché si tende a leggere, ma è molto maleducato dare le spalle, quindi o leggete sul monitor che avrete messo davanti a voi, oppure scrivetevi degli appunti che vi ricordino cosa la gente sta vedendo mentre parlate. Se preferite parlare stando sedute, fatelo pure, ma attenzione alla posizione delle gambe (che tutti vedranno).
  • Il tono della vostra voce deve trasmettere tranquillità e sicurezza (non importa se dentro l’ansia vi divora), quindi evitate di gridare (convince molto di più un discorso pacato di uno urlato),di parlare troppo in fretta (attenzione!! L’ansia porta spesso a questo tipo di verbalizzazione) perché darete l’impressione di voler finire al più presto possibile e renderete difficile seguire quanto state dicendo, così come dovete evitare di parlare troppo lentamente e in tono monocorde, perché il rischio sonnifero da parte della platea diventa altissimo . Imparate anche  a dosare il tempo delle pause , che non devono mai essere troppo lunghe, a meno che non abbiate posto una domanda e aspettiate la risposta.
  • Un altro accorgimento da adottare  è il sorriso. Niente facce tirate ( a meno che l’argomento non sia tale da richiedere un’espressione di circostanza) , o peggio espressioni di fastidio della serie “sono qui perché devo , ma vorrei essere altrove”. Anche se vi prende un mal di pancia  o di testa tremendo, continuate a sorridere, nessuno se ne deve accorgere. Lo so che può essere difficile (due anni fa ero uscita da due ore dopo essere stata “bombardata” ai reni per un calcolo e avevo dolori terribili, ma dovevo tenere un seminario e mi sono costretta a farlo, piantandomi le unghie nel palmo della mano. Riguardando il filmato ho visto che avevo la faccia pallida come un cadavere, e il sorriso un po’ tirato, però nessuno mi ha chiesto “si sente male”? Quindi nessuno se ne è accorto.)
  • E poi ancora: niente gesti di chiusura (braccia incrociate, gambe con i piedi intorno alla sedia, sopracciglia aggrottate) e soprattutto dovete avere l’accortezza di evitare di guardare sempre e solo la persona che sta davanti a voi evitando tutte le altre. Se lo fate, lui o lei si sentirà preso di mira e si imbarazzerà, gli altri si sentiranno esclusi (cioè come se il discorso fosse solo tra voi due) e perderanno rapidamente interesse in quello che dite. Un buon sistema è quello, mentre parlate, di passare con lo sguardo partendo da destra fino a sinistra e poi in da davanti al fondo e viceversa. Non importa se non vedete le persone, quello che importa è che loro vedano che voi li state guardando tutti. Anche qui ci vuole esercizio perché  l’istinto invece è quello di parlare ad un unico interlocutore. Da evitare come la peste le mani in tasca che  danno un’immediata impressione di menefreghismo da parte vostra, o dietro la schiena: fanno tanto scolaretta e non danno certo un’impressione di sicurezza di sé. L’ideale sarebbe parlare muovendosi per il palco o la stanza e non stare impalate davanti al microfono: il pubblico in questo modo si sente molto più coinvolto e non gli darete l’impressione di essere ancora alla  scuola elementare (“tutte zitte, attente e mani in seconda”!!! Ve lo ricordate?). Anche gesticolare un po’ può essere utile per sottolineare certi concetti, ma attenzione a non esagerare.
  • Fate attenzione anche ai tempi e ai contenuti di quello che dite e cercate di renderlo il meno noioso possibile, soprattutto  se è un argomento serio. Uno dei “segreti” che ho imparato in America quando lavoravo là è quello di iniziare sempre con il racconto di qualcosa che faccia sorridere, un aneddoto, una breve barzelletta, o una domanda diretta. Naturalmente il “prologo” deve essere poi collegato al discorso che farete, ma è un modo molto efficace per attirare simpatia , attenzione e sciogliere il ghiaccio (anche per voi).  Evitate i discorsi lunghi , pieni di citazioni, “pomposi”: ricordate che  il tempo massimo di attenzione da parte di una persona si attesta sui 30/35 minuti, non di più. Non usate parole straniere delle quali non sapete  la pronuncia corretta, e se la sapete però non enfatizzatela. Mi spiego : se da una parte, a chi conosce  una certa lingua, dà fastidio sentire l’ accento sbagliato , dall’ altra a chi non la conosce,  il sentir pronunciare la parola con spiccato accento, può sembrare che l’oratore abbia un atteggiamento sussiegoso. Come sempre il giusto sta nel mezzo: senza forzare la pronuncia basta mettere gli accenti correttamente. Ricordatevi infine che ogni discorso deve avere una chiusura, quindi fate sempre , in finale, un veloce riassunto dei punti fondamentali di cui avrete parlato. In questo modo le persone ricorderanno più facilmente quanto avete detto.
  • Se durante il vostro discorso vi accorgete che la gente sta perdendo interesse e non vi ascolta più, abbassate di colpo la voce di parecchi toni. Per reazione tutti si domanderanno il motivo per cui non vi “sentono” più (sentire non significa ascoltare)  e riavrete la loro attenzione. Se qualcuno (i maleducati abbondano) si mette a parlare a voce abbastanza alta con il vicino durante la vostra esposizione, smettete immediatamente di parlare, individuate chi è che sta facendosi i fatti suoi e fissatelo in silenzio per qualche minuto. Dopo un po’ si renderà conto della situazione e imbarazzato , smetterà subito. A questo punto, se siete abbastanza sicure di voi (o abbastanza incavolate) potete anche  rivolgervi a lui dicendogli “se disturbo la sua conversazione me lo dica pure e smetto finchè non ha terminato”, ovviamente questa frase va detta con un sorriso a 32 denti, per non scatenare un furioso litigio. Credetemi, l’ho fatto parecchie volte: si zittiscono immediatamente e si fanno piccoli piccoli……


Non so se seguendo questi consigli diventerete delle oratrici fantastiche e del tutto prive di ogni accenno di ansia, ma sicuramente sarete un pochino più convincenti.


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