lunedì 24 febbraio 2014

Come si fa a vivere con un alcolista

Avendo avuto esperienze personali e vivendo tuttora a contatto con un’amica che ha un marito dedito all’ alcool, posso affermare che è una condizione che comporta un altissimo livello di stress per chi deve sopportare questa situazione .


La persona che  inizia a bere  di solito lo fa a seguito di un evento traumatico che non riesce a superare, o per ricerca assoluta di protagonismo nelle occasioni sociali,(l’alcool disinibisce)  o per cercare di eliminare sentimenti di ansia, depressione o inadeguatezza. Chi è dedito all’alcool ne diventa completamente schiavo e non comunica più con gli altri, meno che mai con i familiari più stretti, la moglie in primis.

I segnali per capire se vostro marito beve sono abbastanza facili:

  • inizia con sbalzi di umore senza ragione
  • sembra sempre “perso nei suoi pensieri”
  • non vi ascolta e non vi parla
  • prova antipatia per gente che prima gli piaceva
  • non riesce a smettere di bere anche se questo gli provoca problemi di salute
  • si cura poco, si lava poco
  • diventa una persona totalmente diversa da quella che avete conosciuto


Infatti il suo comportamento cambia totalmente: se era una persona aperta, diventa chiusa e irascibile oppure  se amava fare sport, diventa pigra, soprattutto  non ammette di bere nemmeno se la beccate con la bottiglia in mano, nasconde le bottiglie nei posti più impensati (e ha una capacità pazzesca di trovare nascondigli sempre diversi) , non ammette di avere alcun tipo di problema, perché lui “beve solo due dita a pasto”. Purtroppo in molti casi diventa anche violento e aggressivo, spesso  non solo a parole…..in altri può compiere gesti – tipo non trattenere  feci o urina, vomitare  e sporcarsi – di cui poi non si  ricorda affatto.  In molti casi non agisce e non reagisce più e si limita a vivere senza uno scopo preciso se non quello di bere per obnubilarsi il cervello, per dimenticare o per affrontare le proprie paure.

Chi si trova a vivere di fianco a un bevitore incallito rischia davvero di deprimersi, di vivere un incubo, di subire le manipolazioni e i ricatti , di vedere anche la propria vita cambiare totalmente, di avere problemi sul lavoro perché la testa è costantemente rivolta a quello che potrebbe succedere in sua assenza.

E’ davvero molto difficile riuscire ad aiutare un bevitore, soprattutto perché nega, nega, nega e non vuole  accettare di parlare del problema che lo ha indotto a tale condizione.
Certamente una moglie farà di tutto per  aiutare il proprio marito e quindi potrà  cercare di adottare rimedi “casalinghi” come quello di scovare le bottiglie e vuotarle (ma lui riuscirà sempre a procurarsene altre) – a questo proposito ad esempio ricordo che una persona a me cara, alcolista e ricoverata in ospedale per disintossicarsi, era riuscita a corrompere un’infermiera per procurarsi qualcosa di alcolico – oppure come quello  di aggredirlo a parole per far sì che si renda conto della sua condizione, o ancora di far leva sul sentimento che li unisce, ma nel 99% dei casi è tutto inutile, perché se non è l’individuo stesso che vuole smettere, nessuna moglie o parente riuscirà mai a convincerlo. Si troverà solo davanti ad una persona che simulerà ancora meglio di essere astemio…..

Il risultato, per la donna, è quello di sentirsi impotente, inadeguata, triste e soprattutto non più amata, in quanto non più presa in considerazione dal marito che l’ha sostituita con la bottiglia.


La cosa migliore da fare  quando ci si trova a condividere la propria vita con un alcolista è quella di chiedere aiuto ai Centri di recupero e non tentare di risolvere il problema da sole,  e convincendosi che l’alcool è come la droga: raramente se ne viene fuori totalmente, soprattutto se il soggetto ha già una certa età ed un carattere non fortissimo.

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