martedì 4 febbraio 2014

Fare un figlio a 50 anni

Ho scoperto che molte donne che a 30 anni dichiaravano che non era il momento adatto per fare un figlio, causa carriera o " singletudine", si ritrovano oggi, alla soglia dei 50 ad accorgersi che ormai e' - quasi- troppo tardi e quindi si affannano a cercare di rimediare, con tutti i mezzi possibili. 
Alcune obbligano il marito a sfinenti sessioni di sesso quotidiano il cui unico scopo e' il concepimento quindi con zero romanticismo e termometro per la temperatura basale sempre a portata di mano. Risultato: spesso il lui della situazione, non essendo piu’ di primo pelo, incontra una certa difficolta a soddisfare i ritmi richiesti e quindi le possibilita’ di procreazione si allontanano. Altre, senza esitazione, ricorrono alla fecondazione artificiale che garantisce la vitalita’ degli spermatozoi, ma non il successo al primo tentativo. Risultato: ogni mese una speranza, ogni mese una delusione e non sempre un successo garantito.
Altre ancora optano per l’ adozione. Risultato:  poiche’ in Italia niente e' facile, e le adozioni sono praticamente impossibili, si dovranno rivolgere a Paesi stranieri con tutte le lungaggini e le procedure che questo comporta.
Qualunque sia il mezzo con il quale si diventa madri, e' un dato di fatto che  un figlio a 50 anni puo’ essere un impegno non indifferente. Tralasciando il periodo di gravidanza che naturalmente richiedera’ precauzioni particolari, dopo la nascita i problemi vengono fuori pesantemente: prima di tutto dal punto di vista fisico, perche’ sembrera’ impossibile, ma sollevare un esserino di 3 o 4 chili, piu’ volte al giorno, comporta uno sforzo muscolare, soprattutto per la schiena, che potrebbe dare seri problemi. Anche la mancanza di sonno, dovuta ovviamente alla necessita di provvedere al bimbo anche di notte, se a 30 anni non costituisce problema, a 50 puo’ compromettere seriamente il nostro equilibrio psicologico. E che dire poi degli orari e quindi dell’ impossibilita’ di avere tempo per noi stesse - certo che e' normale per qualsiasi mamma, ma dopo aver passato circa 30 anni a prendersi cura esclusivamente del nostro corpo, dei nostri desideri, abitudini, manie, non e' cosi automatico rinunciarvi completamente. 
E non dimentichiamoci che, anche se portati benissimo, abbiamo comunque 50 anni, cioe’ un eta’ in cui alcune nostre coetanee sono gia’ nonne, e potremmo sentirci un po’ in imbarazzo portando ai giardinetti il nostro bambino insieme a mammine decisamente piu’ giovani. 
Man mano che nostro figlio crescera’, fatalmente crescera’ anche la distanza di anni che ci separa. Quando lui o lei avranno 15 anni noi ne avremo 65, un eta’ in cui e' davvero difficile, anche con tutto l impegno del mondo, capire davvero i bisogni, le insicurezze, le cretinate di un adolescente , perche’ saranno  lontane anni luce da quelle che abbiamo sperimentato noi a quell’ eta’ e quindi i conflitti generazionali saranno piu’ pesanti.
Con questo non voglio dire che se una donna vuole recuperare il tempo perduto e godersi lo stato di mamma non debba farlo perche’ ha raggiunto la cinquantina: ci sono fior di esempi di donne famose e non che hanno fatto un figlio e si godono la maternita’ alla grande; dico solo che prima di prendere una decisione di questo tipo bisogna essere sicurissime che non sia solo una ricerca di giovinezza, ma un vero e forte istinto materno. Solo con questo presupposto saremo mamme felici di figli felici.


Nessun commento:

Posta un commento