martedì 4 febbraio 2014

Il fascino dei mercatini

Non conosco donna che alla vista di un paio di bancarelle non esclami " che bello! Un mercatino!" Che poi il mercatino in questione sia composto solo da frutta e verdura o da piccoli, orribili oggettini di artigianato fatto da signore di buona volonta' , ma scarsa manualita' non importa. Non si puo' mica sempre avere la possibilita' di frequentare il mercato di viale Papiniano o via Fauchè a Milano o quello di Forte dei Marmi. Bisogna accontentarsi.


Il mercatino, grande o piccolo, alimentare o di antiquariato, di abiti o di vecchie cose ha sempre un fascino irresistibile. L ' idea di scovare l’ abito vintage, il pezzo unico, le olive umbre, il vecchio macinino da caffe' come quello che avevamo in casa quando eravamo piccole , e' irresistibile.
Girare per un mercatino ci fa sentire un po' esploratrici,  un po' intenditrici, un po' risparmiose e un po' avventurose, soprattutto se siamo all 'estero. A Roma c’ e un mercatino ( forse e' meglio dire un mercatino in un mercatone) in via Sannio dove in una certa bancarella, c ‘e un uomo simpaticissimo che vende abiti vintage e la sua bancarella e' frequentata da molte costumiste teatrali in cerca del boa di struzzo o del vestito anni 20 per una commedia. Personalmente, poiche' faccio parte della nutrita schiera delle innamorate dei mercatini, cerco, ogni volta che vado a Roma per lavoro, di ritagliarmi un'ora per andare da lui e un giorno ho avuto un vero colpo di fortuna: mentre frugavo qua e la' e' arrivata una costumista del Sistina , donna deliziosa, che pur non conoscendomi, forse per deformazione professionale, mi ha scovato un abito da sera di seta bianco anni 30 tutto ricamato a perline ed e' riuscita a convincere il padrone della bancarella a cedermelo per 30 euro!!!! Tutte le volte che l’ ho messo ho ricevuto complimenti a non finire e mi sono ben guardata dal dire dove l ' avevo preso, ma la mia gratitudine per quella sconosciuta costumista e' imperitura.
Si perche’ andare per mercatini significa anche avere la possibilita’ di scambiare due parole con qualcuno, di sentire la storia di un vecchio oggetto, di rivivere con la memoria qualche ricordo di quando eravamo piccole e avevamo una bambola identica a quella esposta...
Significa frugare, cercare, scoprire, divertirsi. Significa tornare un po' bambine nel mondo dei grandi. Significa poesia, allegria, casino, risate, incontri e chiacchiere.
Una mia amica che vive in Florida, mi da' della pazza, perche' non capisce come ci si possa divertire a zigzagare continuamente, fra spintoni e possibili borseggiatori, per vedere delle bancarelle...ma lei e' americana, non puo' capire......




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