venerdì 7 febbraio 2014

Il mio secondo nome è Ansia

Di questi tempi le donne sono quasi tutte e quasi sempre ansiose, e più si va avanti con gli anni e più lo si diventa, perché la vita che tutte conduciamo in questa società, in un certo senso “ ci obbliga”  a subire questa patologia.

Diventiamo ansiose perché le città diventano sempre più pericolose , perché le malattie sono sempre più diffuse, perché perdiamo il  lavoro, perché se non lo perdiamo dobbiamo fare i salti mortali per tenercelo, perché non ci sono più soldi, perché se ci ammaliamo e non abbiamo l’assicurazione sono attese infinite, perché le Banche non concedono più prestiti, perché l’età avanza….e i problemi pure !

Però bisogna fare un po’ di distinzioni , perché  spesso molti problemi ce li creiamo noi o non abbiamo la voglia di risolverli quando invece la soluzione ci sarebbe.

Ad esempio c’è il tipo di donna che:

  • ·        Va in ansia perché pur avendo figli grandi, vive nel costante terrore che qualcuno li aggredisca o che abbiano un incidente in auto o che non siano valorizzati sul lavoro. Questo succede di solito alle donne che non lavorano e che vivono solo  in funzione della loro famiglia e questa è quella che io classifico come  ansia  tipica delle donne che considerano i loro figli  come se non fossero mai cresciuti e che quindi non riescono a evitare di farsi scenari apocalittici che li riguardano.


Una possibile soluzione: cercare di crearsi altri interessi che non siano i figli,  in modo da indirizzare i propri pensieri a qualche cosa di meno ansiogeno:  per esempio fare volontariato aiuta a sentirsi utili e allo stesso tempo coinvolge molto la persona che  così non deve focalizzare la propria attenzione solo sulla famiglia.

  • ·        Va in ansia perché deve prendere una decisione. E’ vero che oggi le donne sono molto più forti e autonome di una volta, ma è altrettanto vero che ci sono ancora molte donne che dipendono in tutto e per tutto dal marito o da altre persone e quando – non importa il motivo – devono agire da sole non sanno più che pesci pigliare.


Una possibile soluzione: abituarsi piano piano a non chiedere sempre l’aiuto o il parere di qualcun altro cominciando  a prendere  da sole piccole iniziative, come pagare una bolletta via internet o aggiustare qualcosa di rotto e poi via via allargare sempre di più lo spazio della propria autonomia. Più si farà, più si riuscirà, più crescerà l’ autonomia.

  • ·        Va in ansia perché non è capace di dire di no e quindi ogni volta che qualcuno , soprattutto sul lavoro, le chiede aiuto, le si affollano nel cervello mille motivi per cui secondo lei deve dire di sì, salvo poi entrare in panico perché voleva dire di no.. Questo accade di solito perché si ha un basso livello di autostima e quindi di sicurezza di sé, cioè si ha paura che la non disponibilità possa creare un allontanamento delle persone.


Una possibile soluzione: leggere libri che parlano di autostima, e mettersi bene in testa che se si dice sempre di sì si finisce per essere sfruttate e non amate!

  • ·        Va in ansia perché deve viaggiare da sola e ha paura di essere rapinata, abbordata da sconosciuti, incapace di badare a sé stessa in situazioni e luoghi non conosciuti

Una possibile soluzione:  non rapportarsi con gli sconosciuti, iniziare a fare brevi viaggi , documentandosi bene prima sul luogo in cui ci si troverà ( se si conosce un posto, lo si sentirà amico e quindi la paura dell’ignoto cesserà di esistere) , portandosi in borsa qualsiasi cosa si ritenga essere utile alla difesa personale ( att! le pistole e i coltelli non sono consigliabili) , un buon libro  che distrae  e soprattutto l’amato cellulare (e relativo filo di ricarica in caso di morte della batteria) che fa restare chiunque e dovunque sempre collegati con i nostri “punti fermi”, qualsiasi essi siano.

  • ·        Va in ansia perché deve occuparsi contemporaneamente della casa, dei figli che non sono ancora andati a vivere per conto loro, del lavoro, del marito, del cane o del gatto, dell’organizzazione  di vacanze/feste comandate/compleanni/anniversari ecc. e si isterizzano per quasi 24 ore al giorno


Una possibile soluzione: smetterla di credersi indispensabili a tutti e a tutto, farsene una ragione se la casa non è in perfetto ordine, imparare a  lasciare che la vita scorra senza volerla a tutti i costi “imbrigliare”.

  • ·        Va in ansia perché ha oltrepassato una certa soglia di età e non accetta di non essere più vigile, scattante e bella come una volta e al minimo malessere ne fa una tragedia greca.


Una possibile soluzione: fare regolari check up per tranquillizzarsi sul proprio stato di salute, ed evitare così  di assillare medico, parenti e amici per ogni doloretto che arriva. Farsi una ragione del fatto che il tempo passa per tutte  e che anche le più belle e agili donne del mondo prima o poi invecchieranno, esattamente come  capita a noi. Pensare che – come diceva qualcuno di cui non ricordo il nome – l’alternativa alla vecchiaia è la morte, quindi….meglio la vecchiaia!

  • ·        Va in ansia perché psicologicamente non ce la fa più e allora l’ansia si trasforma in crisi di panico.



Una possibile soluzione:  appoggiarsi a un bravo psicoterapeuta e, all’insorgere della fase acuta di una  crisi – quando il respiro sembra farsi difficoltoso, il cuore batte all’impazzata, le mani tremano, i muscoli si irrigidiscono – prendere  un piccolo  asciugamano, bagnarlo tutto, strizzarlo e posizionarlo sulla bocca respirandoci attraverso. In questo modo la quantità di ossigeno introdotto dall’iperventilazione si abbasserà e i sintomi diventeranno, nel giro di 5 minuti, molto meno forti.

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