martedì 4 febbraio 2014

Le donne sono ancora affascinanti dopo gli “anta” ?

Il fascino non finisce mai e quindi se una donna è affascinante lo sarà sempre. Ma cosa vuol dire essere affascinanti?
E’ un po’ complicato rispondere ma ci provo elencando tutte le voci che, a mio parere,  lo compongono:

Il movimento. Sapersi muovere con grazia,  evitare di gesticolare, di sedersi a gambe divaricate o, peggio, come gli uomini con una gamba accavallata a triangolo sopra l’altra tenendosi la caviglia in mano, evitare di ancheggiare smaccatamente,  camminare con la testa alta e le  spalle rilassate, senza ingobbirsi e soprattutto senza portare il bacino in avanti. Il corpo deve essere morbido e flessuoso, non importa quale sia il vostro peso. Osservate come camminano i gatti e imparate !

L’aspetto. Innanzitutto la cura della persona deve essere sempre presente. Pelle curata, trucco perfetto e leggero, capelli in ordine , senza strane colorazioni, abiti lineari, semplici , con colori chiari (è vero che il nero sfina, ma non sta bene a tutte e il total black rischia l’effetto Morticia)

La voce. Modulata, mai stridente, mai urlata. La voce deve essere piacevole da ascoltare, chiara e comprensibile. Se c’è qualche difetto di pronuncia (erre arrotata o esse sibilante ad esempio) o un accento fortemente marcato cerchiamo di abituarci (vi giuro che con l’esercizio è possibile e non solo  nella commedia my fair lady) a evitare parole con quelle consonanti e di modificare il nostro accento o, al contrario, di esasperarlo un po’ facendolo così diventare elemento di distintività e unicità.

Gli argomenti di conversazione: una donna affascinante ha sempre degli argomenti di cui parlare. Anche di politica se lo ritiene opportuno, basta che non diventi “una pasionaria”. La curiosità aiuta: leggere i quotidiani, guardare la televisione, andare a concerti e mostre, avere interessi personali sono tutti modi per arricchire le nostre conversazioni e risultare così interessanti. Chi parla solo di cucina, bambini e colf  e malattie alla lunga  risulta solo noiosa.

Il calore. Essere affascinanti significa anche sapersi  immedesimare con gli altri. Saperli ascoltare, essere partecipative, solidali e mai “professorali”. Soprattutto con gli uomini, ascoltarli con palese interesse, farli parlare di sé e del loro lavoro (anche se per noi risulta un argomento da suicidio immediato) fa parte di un’allure che determina fascino anche nella donna meno attraente


Il sorriso. Bei denti e belle labbra. I primi devono essere bianchi, assolutamente non gialli di nicotina, ma non necessariamente dritti e allineati. Le cosiddette “faccette” di ceramica che fanno i denti tutti uguali lasciamoli pure alle donne di spettacolo e teniamoci, se le abbiamo, le nostre piccole fessure o il canino storto. Sarà un segno distintivo. Le seconde, anche se non naturalmente carnose come quelle di Angelina Jolie o perfette come quelle di Virna Lisi, devono essere comunque naturali, senza alcun intervento chirurgico per gonfiarle. E il sorriso deve essere il risultato di una perfetta combinazione tra i due.


L’educazione. Una donna che si agita, che apostrofa malamente le persone, che urla al cellulare, che spintona durante una fila, che parla a voce alta, che ascolta palesemente la conversazione del vicino di tavolo, che dice le parolacce o , peggio, impreca, non sarà mai una donna affascinante. Al contrario, una donna che si rivolgerà alle persone chiedendo “per favore” e  ringraziando, che terrà un tono di voce tranquillo e pacato, che non interromperà , per la dire la sua, le persone mentre stanno parlando, che saluterà con compostezza e senza grida di gioia tipo stadio, avrà fascino.

I gesti. Gli italiani, tutti, uomini e donne, hanno il vizio di gesticolare e nessuno mai ce lo toglierà. Ma c’è gesto e gesto. Soprattutto una donna che si lascia andare a gesti poco eleganti (dita nel naso, corna, dito medio alzato e così via) indubbiamente non avrà il minimo fascino


Lo sguardo. Grande e potentissima arma di seduzione, uno sguardo  può far cadere chiunque ai vostri piedi. Basta saperlo dosare, abbassare le palpebre lentamente, gettare un’occhiata e poi distogliere gli occhi, lanciare un messaggio palese-ma-non- tanto, evitare a tutti i costi lo sbatter di ciglia alla Minnie.

Il mistero.  Monna Lisa è l’esempio più eclatante del mistero. Cosa vuol dire il suo sorriso? Nessuno è mai riuscito, né mai riuscirà a darne un significato univoco. E così dobbiamo fare noi, evitare di essere un libro aperto, dove tutti capiscano al primo sguardo chi siamo, cosa vogliamo, come siamo. Il mistero è seduzione, il mistero intriga, attira, coinvolge. Il dire e non dire, il far vedere poco e far immaginare tanto, il gioco , la poca disponibilità , gli accenni solo velati e mai sveltati rendono il mistero l’elemento più importante e concreto del  fascino.












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