martedì 11 febbraio 2014

Qual è il tuo stile di vita?

Qualche giorno fa una mia amica, parlando del più e del meno, se ne esce fuori con questa domanda: “hai mai pensato che il tuo stile di vita potrebbe essere sbagliato?”
Onestamente devo dire che non mi ero mai soffermata su questa riflessione, tutta presa come sono dal lavoro, dal marito, dal cane, dalla casa ecc, ma in effetti aveva ragione. 

Ci ho pensato a lungo, e ho steso gli stili di vita di alcune delle persone che conosco (per raffrontarli con il mio e vedere se c’era qualcosa da cambiare/copiare) e questo è il risultato della mia ricerca:



  • stile sportivo. E’ proprio di quelle persone decisamente salutiste, che, soprattutto dopo gli “anta”  curano molto il  corpo e l’alimentazione. Cercano di fare molto movimento, stanno il più possibile all’aria aperta, mangiano molta frutta e verdura, non si abboffano, bevono tantissima acqua, vestono casual (che non significa vivere in tuta) , hanno un corpo tonico , sono spesso allegre e simpatiche e vedono la vita positivamente. Questo perché il movimento, che sia uno sport o una semplice camminata fatta regolarmente, produce endorfine che sono gli ormoni della serenità.


  • stile pigro. Al contrario della sportiva, la donna pigra, soprattutto dopo gli “anta”  tende a uscire poco di casa, se può fa la spesa on line, si sveglia tardi la mattina, prende l’auto anche per fare la commissione più vicina, è spesso golosa di dolci e non ne fa mistero. Molto attenta nel vestire , è capace di perdere anche un’ora davanti all’armadio per decidere cosa mettersi e un’altra ora per il trucco.  Affascinata da tutto quello che non la costringe a “fare”, ha spesso una gran varietà di argomenti di cui parlare perché legge molto e guarda molto la tv. E’ pacifica, tranquilla, si scompone difficilmente. Ad altri la sua vita potrebbe apparire noiosa, ma lei è felice così.


  • stile frenetico . E’ quello che appartiene alle donne “faccio- tutto- io-e-lo.faccio-in-fretta”. Non si fermano mai, neppure se hanno 39 di febbre. Il loro motto è “come è venuto, va via” per qualsiasi malanno. Non si arrendono di fronte a niente, sono combattenti nate. Hanno consolidato  la capacità di scegliere in due minuti esatti l’abito che va bene e di truccarsi  alla perfezione in 4 minuti. Corrono tutto il giorno, si occupano di tutto e di tutti, non delegano niente perché hanno l’inconscia paura di perdere il controllo su quanto le circonda, sono spesso, per non dire sempre, stressate e parlano a velocità supersonica. Non cambiano nemmeno quando raggiungono  gli 80 anni..


  • stile edonista. Come dice la parola, considerano il piacere come scopo dell’esistenza e quindi  amano tutto quello che c’è di bello e comodo nella vita .Mangiano e bevono solo le cose che ritengono più particolari e gustose, si vestono con abiti belli,  preziosi e comodi, hanno spesso auto grandi e comode, frequentano posti alla moda, insomma sfruttano ogni occasione per provare piacere. Tra queste persone annovero però anche quelle che si dedicano agli altri (fanno volontariato, svolgono un’attività socialmente utile, coltivano un hobby che le appaga) perché  se è pur vero che per  ogni essere umano è legittimo aspirare al proprio benessere e  felicità, per chi è  edonista “vero”   il piacere che trae dall’aver procurato la felicità altrui è altissimo .


  • stile arrivista.  Nonostante la parola lo faccia pensare, le persone che conosco io e che hanno questo stile di vita  non vanno giudicate negativamente. E’ vero che queste persone  di solito usano qualsiasi mezzo pur di arrivare al loro scopo, ma non necessariamente lo fanno calpestando gli altri, piuttosto , invece, calpestano sé stesse, le loro pulsioni, i loro desideri. Se si tratta di lavoro, si impegnano allo sfinimento per ottenere l’avanzamento di carriera o il successo della loro impresa sacrificando famiglia , tempo libero e talvolta anche la salute. Se non lavorano, ma si prefiggono comunque uno scopo da raggiungere, hanno la capacità e l’abilità di muovere tutto e tutti per arrivare al fine che si sono prefissate. Il risultato è la poca attenzione a tutto quello che le circonda e che esula dal loro obiettivo, e un livello di stress davvero molto alto perché appena raggiungono quanto si erano prefissate….trovano subito qualcosa d’altro da conquistare.


  • stile “tira a campare”. Sono le tipiche persone che non vivono, si limitano a sopravvivere. Non fanno assolutamente niente per cambiare  una vita che magari non amano, o un lavoro che ritengono poco adatto a loro, o una situazione economica pesante o, più banalmente , anche un aspetto fisico che non le convince. Si lasciano trasportare dagli avvenimenti, facendo propria la convinzione che “tanto prima o poi qualcosa succederà”. Questo atteggiamento non va confuso con la rassegnazione di chi ha provato tutto e non ha più risorse, perché , al contrario è tipico degli individui che non iniziano neppure, che sperano e si aspettano che siano sempre gli altri a trovare soluzioni e rimedi alla loro condizione .Questo stile peggiora invariabilmente col passare degli anni.


  • stile snob. Lo sapevate che il termine snob in latino significa “sine nobilitate”, cioè senza nobiltà? E che in Inglese significava “persona fuori dall’ambiente, poco fine, inadeguata al contesto in cui si trovava” ?  Invece molti oggi  impiegano  il termine snob per identificare persone un po’ eccentriche, sofisticate, aristocratiche. Tutto il contrario. Le donne che si dichiarano snob sono solo delle arricchite, che imitano i gesti, i modi, le abitudini e il modus vivendi di chi è di classe sociale superiore alla loro, che si atteggiano a “signore” quando non lo sono e, cosa davvero deplorevole, che pensano di essere raffinate solo perché trattano male chi non ritengono alla loro altezza o pari alla loro posizione economica. Per fortuna ne conosco pochissime, ma quando ne incontro una, provo davvero compassione per lei.



Se siete arrivate a leggere fin qui , forse vi chiederete qual è stata la conclusione sul mio stile di vita e allora vi rispondo che mi sono riconosciuta nello stile frenetico e che farò di tutto per rallentare, se non subito  almeno verso i 78 anni!

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