lunedì 10 febbraio 2014

Stai serena

Se c’è una cosa che mi fa saltare immediatamente il nervo è quando , nel momento in cui comunico un mio stato d’animo particolarmente difficile mi sento dire “stai serena”.
Mi dà un enorme fastidio prima di tutto perché è diventato un gergo preso dal linguaggio dei giovanissimi – e secondo me tale dovrebbe restare – e poi perché , proprio in quanto gergo, non ha più il significato di “stai tranquilla” bensì (ho chiesto a un ragazzino che me l’ha confermato) praticamente di “non rompere le scatole”.

Ora, io penso che se qualcuno mi dice di stare serena, dovrebbe significare  che lo fa perché vede o sente  che io non lo sono, sono preoccupata, sono triste, ho dei problemi, cioè non sono affatto serena, quindi dirmelo è un assoluto controsenso. Se potessi “stare serena” non avrei la tristezza/paura/angoscia che ho, giusto?

 So perfettamente che chi ha dei problemi e cerca di condividerli con altri per trovare sollievo e comprensione, o magari anche un consiglio,   di solito dopo un po’ di volte diventa noioso, so perfettamente che tutti abbiamo i nostri problemi e che non abbiamo grande interesse ad accollarci o ascoltare quelli degli altri, so perfettamente che vorremmo tutti essere contornati solo da gente sana e felice, ma proprio perché questo è impossibile, che senso ha ribattere con una frase che invece che consolatoria è un neppure tanto nascosto  invito a non rompere?

Sono convinta che se un individuo ,maschio o femmina che sia, ha oltrepassato i 40 anni, dovrebbe aver finalmente raggiunto una certa maturità e di conseguenza  avere un modo di esprimersi da adulto e non da ragazzino e quindi reagire alla richiesta di comprensione con qualche frase un po’ più sentita, adatta all’occasione.  E’ ovvio che si tratta comunque sempre di frasi di circostanza, ma perché dobbiamo attingere al linguaggio degli adolescenti? Sarò maniaca, sarò antica (il che ci sta data l’età) , però a me’ sta frase fa venire voglia di rispondere male.


E’ un po’ come l’altra parola che sento in continuazione  (per di più accompagnata dal gesto con il pollice, indice e mignolo alzati!!!!)  per dire che una cosa è bella: ”spacca”. Ma cosa diavolo spacca??? I timpani? Il  muro del suono?? Ma dai!   Non è scimmiottando i giovani che diventiamo più giovani, rischiamo solo di diventare ridicole.

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