mercoledì 5 febbraio 2014

Viaggiare da sole


Molte donne, arrivate ai 40 anni e oltre, si ritrovano separate o ancora non in coppia, ma non per questo rinunciano a vedere il mondo o ad andare in vacanza. Così come molte donne, arrivate a ricoprire  posizioni di vertice in Azienda sono " costrette" a viaggiare in lungo e in largo, nella maggior parte dei casi da sole.

Quindi oggi la popolazione femminile e' assolutamente abituata a viaggiare senza accompagnatori vari, ma  credo possa essere interessante prendere nota di alcuni aspetti del viaggio in solitaria.

Le donne sole sono una grande attrattiva per gli uomini, quindi aspettatevi che, prima o poi, vi capiti il viaggiatore che , seduto in treno o aereo vicino a voi, inizi ad " attaccare bottone" anche  se voi non ne avete voglia. In questo caso non credo di dovervi insegnare ne' consigliare niente, perche’ sono convinta che ogni donna sappia benissimo come liberarsi da uno scocciatore.

Ma non e' solo la categoria maschile che considera l’ aeroporto o la stazione come terreno di caccia per imbastire una relazione o fare nuove amicizie, ci sono anche le donne! Non certo per gli stessi motivi che spingono gli uomini, ma perche’, per qualche oscuro motivo, le donne sono portate, specialmente se sono sopra gli " anta" ( le ragazze invece si mettono l’ Mp3 nelle orecchie o si concentrano sull ‘i pad isolandosi così dal mondo), a fare del viaggio un ' occasione per raccontare i propri problemi/frustrazioni alla prima venuta, certe di essere capite e consolate in quanto genere femminile....In questo caso io mi comporto in tre varianti:A) spiego chiaramente che ho un feroce mal di testa, chiudo gli occhi e non li riapro che a termine corsa oppure B) se possibile cambio posto o infine C) ascolto e commento in modo talmente negativo ( cioe’ non dimostro alcuna solidarieta’ femminile per i problemi che mi vengono raccontati) che nel giro di mezzora la fastidiosa conversazione della vicina di viaggio finisce.


O ancora,  e anche questo purtroppo va riconosciuto  per entrambi i sessi, il viaggiatore solitario si incolla l’ iphone all'orecchio e per tutto il viaggio non fa che parlare ad altissima voce tanto da disturbare tutto il vagone - per fortuna in aereo non si puo’ ancora usare il cellulare- mettendo tutti nella condizione, a fine viaggio, di conoscere  talmente bene i fatti suoi da poterlo considerare praticamente a livello di un parente stretto. In questo caso l’ unico rimedio che io ho sempre adottato - devo dire con una certa efficacia- e' quello di dire gentilmente, ma molto fermamente e chiaramente, che mi si disturba , che non ho alcun interesse per quello che viene detto e che gli  saro’ molto  grata se  potrà parlare a voce piu ‘bassa. Il tutto con un bel sorriso stampato in faccia, ma con occhi e sguardo di ghiaccio.


C ' e poi la categoria di persone che approfitta della forzata vicinanza per fare business. In questo caso se pensiamo che l ‘approccio possa tornarci utile, consiglio sempre di prestare attenzione e ascolto, mentre se ci infastidisce soltanto, allora valgono gli stessi consigli di cui sopra.


Non dimentichiamoci poi che non tanto il viaggio, quanto le forzate attese possono diventare occasioni  di shopping! Essendo io una persona un po' ansiosa, arrivo sempre con un bel po ' di anticipo rispetto all'orario di partenza e, essendo sola, impiego il mio tempo di attesa visitando tutti i negozi che esistono ormai ogni aeroporto o stazione . Devo dire che sono momenti che dedico esclusivamente a me stessa ( anche se il piu’ delle volte non compro niente) e nei quali mi diverto molto, senza amiche impiccione, mariti che si stufano, colleghi poco avvezzi che mi stanno appresso.

Non credo che oggi una donna che viaggia sola corra alcun pericolo, ma e' sempre meglio evitare di raccontare dove stiamo andando, chi siamo, dove lavoriamo ecc a perfetti sconosciuti, cosi come cerco sempre, in treno, di non essere sola in una carrozza o uno scompartimento, soprattutto se viaggio di sera tardi. Non e' paura, ma solo semplice prudenza. 

Concludo ricordandovi che " prevenire e' meglio che curare" quindi prima di partire per qualsiasi viaggio ( anche quello di due ore soltanto) in treno, auto o aereo, e' meglio fermarsi cinque minuti a pensare a quello che potrebbe servirci, partendo dai fazzoletti di carta per arrivare ai disinfettanti per le mani e magari anche a qualche piccolo snack in caso di attacchi di fame improvvisi. Un altro suggerimento che mi piace darvi e' un " segreto" che da anni mi accompagna in tutti i miei viaggi: nascondo sempre una fotocopia della carta  di identita’ e qualche soldo in tasca e non in borsa. In questo modo se dovessi subire uno scippo, avrei comunque addosso un documento e dei soldi per far fronte ad una spiacevole e imprevista situazione.









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