lunedì 17 marzo 2014

Chi dice donna dice danno

Dio ha creato Eva e lei, la furbona, invece di starsene bella in panciolle nel suo Eden, che cosa ha fatto? Ha preso quel pantula (termine milanese per dire fessacchiotto) del marito e gli ha detto: disubbidiamo che ci divertiamo! E lui, ovviamente ha detto sì.

Da quel preciso momento è iniziato il calvario delle donne che si sono ritrovate a dover fare tutto, o quasi, da sole perché il lui era impegnato a cacciare, a fare il macho, a sollazzarsi qua e là in nome della specie.

Non solo, con il passare dei secoli e con il progredire della civiltà , il nostro amato pantula, si è anche inventato una frasetta che a me fa girare le scatole vorticosamente: chi dice donna dice danno. 
A parte il fatto che – come diceva Fracchia – quest’affermazione  è una boiata pazzesca, è anche sbagliata perché se interpretiamo la parola danno nel senso di verbo dare, allora vediamo che i signori uomini hanno perso un buon motivo per tacere.

Infatti le donne danno tanto, spesso, a tutti.

Danno  il loro tempo alla famiglia, al marito, alla casa; ma non solo , anche a chi è povero e ha bisogno di aiuto non solo materiale, ma anche morale. Vedi ad esempio le suore delle Missioni  che rinunciano a tutto in favore degli altri.

E che dire delle donne che danno la vita? Il miracolo della maternità è solo ed esclusivamente femminile e queste mamme spesso sopportano gravidanze pesanti e difficili pur di mettere al mondo la loro creatura.

Le mamme danno  il loro amore incondizionato ai figli, qualunque cosa facciano e chiunque siano diventati. Quante di loro lottano per togliere i figli dalla droga? Quante mamme restano vicino ai figli anche quando sono condannati alla prigione? 
Certo, mi potete dire che ci sono anche mamme che uccidono i loro bambini o che li picchiano o che li abbandonano, ma queste sono persone malate, che non sanno quello che fanno e che nella loro mente magari  spesso pensano di fare del bene togliendo la vita (“così non devono soffrire”). Ovvio che non le approvo, non le giustifico, non le ritengo buone, ma non le giudico, perché non sono un giudice e non sono in condizione di farlo.

Anche sul lavoro le donne sono abituate a dare, perché si coinvolgono, si impegnano, collaborano, e riescono a mantenere alta l’attenzione anche quando hanno dei problemi in famiglia.

E poi, vogliamo dimenticarci di quelle che svolgono attività decisamente importanti , come chi fa il medico, l’avvocato, l’infermiera?

E , se devo dirla tutta, secondo me, anche chi fa l’attrice, la cantante, la pittrice, la scrittrice (anche se non si può dire di tutte, per ovvii motivi) è una donna che sa dare, perché ci regala momenti di bellezza, di divertimento, di cultura.

Ma non ci sono solo loro: c’è un numero molto molto ampio di donne che senza fare proclami, senza apparire, standosene in disparte tengono comunque insieme una famiglia, mantengono il marito che ha perso il lavoro, si accollano la cura dei genitori anziani, il tutto senza mai lamentarsi, magari addirittura con il sorriso pronto.  

Ecco, per questo dico che le donne danno.
Non voglio fare l’elogio della donna, voglio solo che chi legge queste righe sia ancora più consapevole , se necessario, del valore e dell’importanza che ha nel mondo.


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