lunedì 3 marzo 2014

Come faccio ad affrontare un cambiamento radicale nella mia vita?

Più si avanza con l’età, più i cambiamenti  - di lavoro, di casa, di città, di situazioni, di stato sociale, di stato familiare – sono pesanti da affrontare. Non abbiamo più l’entusiasmo e la leggerezza della gioventù che ci aiutavano, anzi ci spronavano quasi a cambiare totalmente la nostra vita per dar vita a orizzonti diversi , e questo spesso ci spaventa e ci impedisce di viverli nella maniera corretta.

Inventarsi un nuovo lavoro, scoprire una nuova città, comprendere che si può vivere bene anche senza tanti soldi, provare magari la libertà di vivere da sole, aprirsi a nuove amicizie  non è impossibile, basta applicarsi.

La tenacia e la costanza per esempio, sono due fattori molto importanti per far sì che un cambiamento non diventi una fonte di depressione: non bisogna infatti cedere allo sconforto e al pessimismo dando per scontato che non ce la faremo perché la nuova situazione in cui ci stiamo trovando “è troppo diversa dalla precedente e non ce la farò mai ad adattarmi”. Bisogna invece cercare i lati positivi che ogni cambiamento porta con sé e farli propri, adottarli e adattarli alla nostra personalità..

E’ poi importante imparare anche ad avere reazioni positive verso la nuova realtà: dimenticare i vecchi schemi e, come in una tela bianca iniziare a dipingere il nuovo quadro della nostra esistenza. 

Infine ci si deve abituare a dare spazio alle proprie idee, ad avere una mente flessibile che ci permetta di adeguarci più facilmente alle nuove circostanze, ad essere creative sulle nostre abitudini senza fossilizzarci sul passato. 

Pensare in modo positivo porta a vivere in modo positivo , ancorarsi a pensieri negativi non avrà altro risultato che quello di vivere nella tristezza. Adattarsi a un cambiamento radicale non significa affrontarlo di petto, significa farlo piano piano, con tranquillità, a piccoli passi che dovranno via via diventare, nel tempo, sempre più ampi. 

Le guerre si vincono vincendo tante piccole battaglie, non buttando l’atomica!




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