mercoledì 5 marzo 2014

Come faccio a farmi giudicare simpatica?

Sembra una sciocchezza, ma per molte donne l’essere simpatica , soprattutto se dopo gli “anta” la bellezza sfiorisce e quindi è meglio  puntare su altre doti, diventa un modo per farsi nuove amicizie, allargare il proprio giro di conoscenze, non restare sola.

Il problema, se così’ vogliamo definirlo, sorge anche quando per natura si è portate ad una certa introversione, o si è timide e quindi poco capaci di relazionarsi con gli altri, perchè chi ha un carattere aperto ovviamente e’ molto più facilitata nei rapporti interpersonali.

Vediamo allora  insieme, per chi non si reputa tale,  quali possono essere gli accorgimenti da prendere per risultare simpatiche:

  • sorridere spesso non solo con le labbra , ma anche con gli occhi. Il sorriso tirato, fatto solo per convenienza non ci farà risultare simpatiche, ma solo gelide. 

  • stare molto attente a non offendere/criticare  le azioni degli altri. Chi siamo noi per ergerci a giudici? 

  • non fare scherzi che potrebbero mettere l’altra persona in imbarazzo 

  • non darsi arie, ma neppure fare “la compagnona” (tipo pacche sulle spalle, parolacce ecc.) perché non si addice ad una over anta.

  • vestirsi, truccarsi, pettinarsi con impegno, perché le persone curate attirano, ma attenzione al confronto: se si è troppo perfette le altre donne ci rifiuteranno

  • evitare di raccontare  i nostri successi, le nostre capacità, la nostra bravura, e parlarne solo di sfuggita, facendo cioè solo dei piccoli accenni. Le “prime della classe” risultano sempre odiose, se poi si vantano anche….addio simpatia!

  • non essere invadenti: non c’è cosa peggiore di una donna che impone la sua presenza o fa continuamente domande personali e quindi inopportune. La discrezione è una delle virtù più apprezzate.

  • complimentarsi  con chi ha avuto successo o conquistato un traguardo, ma senza esagerare: potremmo dare l’impressione di farlo per piaggeria.

  • cercare di capire sempre in che momento della sua vita è il nostro interlocutore: se ad esempio ha problemi sul  lavoro va evitato assolutamente  sminuirli con la solita frase “vedrai che poi tutto si aggiusta”. Non solo non abbiamo la sfera di cristallo per saperlo, ma questa frase ha solo il potere di irritare maggiormente la persona e noi diventeremo rapidamente antipatiche

  • essere disponibili, ma non a disposizione. Intendo dire che va benissimo ascoltare i problemi altrui ed essere pronte ad aiutare, ma solo se lo riteniamo possibile, non “a domanda risponde” senza un minimo di precedente valutazione se sia il caso o no di offrirci. Il rischio è quello di essere ritenute sfruttabili  anziché simpatiche. Una bella differenza!!
  • evitare a tutti costi che l’altra persona possa pensare che la stiamo aiutando “pro domo nostra” quindi non per il piacere di farlo, ma per il beneficio che potremmo , in un secondo tempo,  riscuotere. Nessuno risulta più antipatico di chi agisce sempre e solo con un secondo fine per sé stesso.

  • offrire soluzioni concrete e non  “insegnamenti astratti”; se non siamo in grado di farlo, evitiamo di proporre il nostro aiuto

  • dare importanza e sottolineare tutti gli interessi e cose che abbiamo in comune con l’altra persona: questo crea e rafforza il legame di simpatia

  • ascoltare tanto e parlare poco. La gente ama essere al centro dell’attenzione e parlare di sé stessa (soprattutto gli uomini)

  • Infine non lamentarsi continuamente di tutto e di tutti. Lo so che ne abbiamo motivo, ma in questo caso il mal comune mezzo gaudio non funziona. Le persone vogliono avere accanto gente serena che non le stressa con i  racconti dei propri guai, malattie, problemi. Hanno già i loro e tanto basta.


Inge William Ralph diceva : personalizza le tue simpatie, depersonalizza le tue antipatie, trovo questa definizione assolutamente fantastica!! E voi?  





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