lunedì 10 marzo 2014

Come faccio a non essere impaziente?

Purtroppo io faccio parte di quel numeroso gruppo di donne che vorrebbe tutto-e-subito e mi riesce difficilissimo essere paziente. Posso dire che “velocità” è la mia parola preferita…

Sul lavoro per esempio, se la centralinista non risponde entro il secondo squillo, io mi infurio e non solo perché è una questione di immagine e cortesia non far fare 100 squilli a chi chiama, ma anche perché mi dà veramente fastidio sentire suonare a lungo, a vuoto,   il telefono.

Nei supermercati  detesto e prenderei a pugnalate tutte le persone che in fila davanti a me si attardano a parlare del più e del meno con la cassiera, raccontandole (giuro , l’ho sentito con  le mie orecchie!!!) pregi e difetti di ogni prodotto che hanno comprato, oppure che lentamente, molto lentamente mettono la spesa prodotto per prodotto in perfetto ordine nei sacchetti e poi, solo dopo che hanno sistemato tutto per benino, si decidono a pagare frugando per minuti interi nel portamonete alla ricerca del centesimo che ovviamente essendo microscopico, non riescono a vedere e quindi trovare.

Nei negozi invece  mi infurio quando la signora davanti a me al bancone si attarda a spiegare come cucinerà il pezzo di carne che ha comprato. Lo so che ci sono molte donne che , abituate a lavorare solo in casa, non hanno  il problema del tempo come ce l’ha chi lavora in ufficio, ma santo cielo, un po’ di reattività no?

Se poi si tratta di lavori manuali (che adorerei fare) dopo esattamente tre minuti nei quali mi trovo a dover , ad esempio, incollare una piccola foglia su un lavoro di decoupage, e non riesco a metterla come dico io, sclero e mollo tutto. Per me i lavori che richiedono pazienza, manualità e costanza sono assolutamente vietati. Il mio motto è “fatemi lavorare col cervello e muoverò il mondo, fatemi fare qualcosa di manuale e divento una cretina inutile”. Con questo non voglio dire che sono intelligente, voglio solo sottolineare che nemmeno le arti femminili  (che tanto mi piacciono) mi inducono alla pazienza.

Purtroppo sono impaziente anche con le persone: non tollero i ritardatari (da ragazza , dopo  massimo 5 minuti di attesa dell’arrivo del  fidanzato di turno, me ne andavo ), non tollero chi non risponde subito, non tollero chi perde tempo e rimanda le cose da fare.
Non parliamo poi delle file in posta e delle code in auto!
In posta vale lo stesso discorso del negozio, in auto dopo 10 minuti comincia a uscirmi il fumo dalle orecchie perché se c’è la coda è sempre (secondo me) colpa di qualche cretino che si è messo di traverso perché non sa guidare!!! 

E vogliamo dimenticarci delle mail? Quando mando una mail e chiedo (praticamente sempre) di avere una risposta, pretendo di averla entro 10 secondi (tempo stimato di lettura di quella che ho inviato io) non penando minimamente che magari il destinatario in quel momento ha cose più importanti da fare.

Insomma sono una vera frana, anche un po’ antipatica direi.

Arrivata quindi alla mia età ho pensato che devo assolutamente cambiare questo brutto lato (fosse il solo!!!) del mio carattere e ho scoperto, leggendo qua e là e parlando con alcuni esperti, che con un po’ di buona volontà, e soprattutto senza dire “alla mia età ormai non cambio più”, posso riuscire seguendo questi consigli:

  • ricordare sempre che essere impazienti nuoce gravemente alla salute (ipertensione )
  • tenere presente che le persone impazienti spesso possono diventare violente (non a caso usano spesso frasi come “lo ucciderei” “gli spaccherei qualcosa in testa”) il che non si addice a nessuno, ma a una signora over anta men che meno
  • essere consapevole di correre il rischio , per la fretta, di prendere decisioni sbagliate, magari anche a livello economico, il che ovviamente può essere deleterio non solo per me, ma anche per tutti quelli che fanno parte del mio nucleo familiare.
  • imparare ad ascoltare gli altri e non partire come un treno appena vedo un possibile problema al quale , secondo me solo IO posso trovare una soluzione
  • capire che spesso, a causa dell’impazienza di dire quello che penso, non penso a quello che dico e magari posso , oltre a dire cose sbagliate, anche ferire qualcuno e perderne l’amicizia o l’amore.
  • rendere la mia vita più fluida: non preoccuparmi sempre che tutto e tutti siano perfetti, cercare di avere meno stress e non complicarmi la vita con preoccupazioni eccessive rispetto alla realtà dei fatti
  • rivedere le priorità: non sempre quello che credo fondamentale per la mia esistenza si rivela tale
  • accettare che non posso  controllare  il mondo, che le cose arrivano quando devono arrivare e non quando lo pretendo io. (le ragazze del mio ufficio mi hanno regalato un poster stupendo che ho appeso davanti alla mia scrivania in modo da poterlo leggere tutti i giorni: c’è scritto: “Dio esiste , ma non sei tu. Rilassati!!!”) questo significa che devo cercare di capire quali sono gli avvenimenti che davvero posso controllare e ai quali posso trovare alternative invece di infuriarmi pretendendo che il mondo giri come voglio io.
  • lasciar perdere e leggere tutti i giorni quello che ha detto il Dalai Lama e che qui riporto:                                                                                   
Se si temono dolori o sofferenze, sarà necessario capire se si può fare qualcosa al riguardo.
Se esiste un rimedio, non c’è bisogno di preoccuparsi ; se non esiste , anche in questo caso non c’è bisogno di preoccuparsi . Tenzin Gyatso (Dalai Lama)




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