lunedì 3 marzo 2014

Com’è possibile andare ancora in moto a 60 anni?

Sono convinta che la moto sia uno dei mezzi che più danno la sensazione di libertà, sia che la si guidi sia che ci si limiti a fare il passeggero, quindi non credo sia una questione di età.


Naturalmente sto parlando di moto “tranquille” non certo quelle da competizione, cioè quelle moto in cui il sellino posteriore non obbliga il trasportato (in questo caso ,dato che parliamo di donne, la trasportata)  a stare appollaiata sulle spalle del motociclista che guida, oppure seduta su un sellino talmente piccolo che dopo un po’ vengono i crampi dappertutto e soprattutto non ci si sente stabili. Queste moto lasciamole ai giovani….

Quindi diciamo che va bene andare su  moto con le  quali si può tranquillamente fare una gita di 3 o 4 ore senza , alla fine del tour, sentirsi tutte un dolore o anchilosate.
Personalmente vado a fare molti raduni motociclistici dove vedo non solo donne che guidano la loro moto, ma anche tante coppie non più giovani e questo mi fa sempre pensare che si può essere avanti negli anni con il fisico, ma la testa, la voglia di fare, di vivere, di sperimentare, può veramente non avere età.

L’importante è non esagerare. Intendo dire che per andare in moto a 60 e oltre anni senza correre pericoli inutili, bisognerebbe attenersi a queste semplici regole di buonsenso:

  • fidarsi di chi guida ed essere certe che “sa portare una moto” senza sottostare all’impulso di fare una gara di velocità col primo motociclista che vi  sorpassa. Non è necessario andare a 50 all’ora, ma non superare i 120 sì.

  • non fare percorsi che durino, senza tappe, oltre le 3 ore. Se il viaggio è lungo è bene pianificare degli stop con fermata in qualche albergo per riposare vista, gambe, schiena

  • ogni volta che ci si ferma, bere e sgranchirsi le gambe con alcuni movimenti di stretching

  • cercare di partire sempre con almeno un’altra coppia di motociclisti per far fronte ad eventuali imprevisti (ad esempio se abbiamo un problema al motore avremo un "compagno che andrà a cercare aiuto, mentre noi restiamo accanto alla moto) 
  • non partire nelle ore più calde  ( o più fredde) A questo proposito ricordo un viaggio terribile fatto due anni fa da Milano a Santa margherita, in agosto alle 13 : l’autostrada era arroventata, noi avevamo la testa sotto il casco che bolliva e sudavamo da morire a causa della tuta protettiva.  Un calvario. Abbiamo capito di aver fatto una grande stupidaggine che non rifaremo mai più.

  • fermarsi se piove/nevica tanto o se il sole picchia troppo forte.

  • adottare un abbigliamento consono  (evitare le scarpe da ginnastica, i pantaloni corti e le magliette. Vero che sono comodi, ma dobbiamo stare attente alla nostra incolumità: basta un moscone che ci colpisca a tutta velocità su un piede, o una gamba o un braccio  nudi e il male è davvero tanto. Quindi, caldo o non caldo, stivaletti, pantaloni lunghi e giacchettino. D’inverno, manco a dirlo, via a tutto spiano con abiti di pelle e stivaloni.

  • portarsi dietro una bottiglietta d’acqua  (nel caso in cui il “pilota” non volesse fermarsi e noi avessimo una sete tremenda) e un collirio (anche se si porta il casco l’aria può dare comunque fastidio agli occhi ).

  • avere sempre con sé i documenti e il telefono di qualcuno da avvisare in caso di problemi (non voglio fare il gufo, ma meglio essere previdenti)

  • in caso di viaggio lungo non stipare bagagli su bagagli sulla moto, il troppo volume o peso rischiamo di far perdere l’equilibrio alla prima fermata o curva. Chi va in moto porta solo l’essenziale, il superfluo lo si porta in crociera o in albergo o tenda. In moto mai.


Detto questo, andatevene sulla vostra moto senza farvi problemi, godetevi il percorso e relativo panorama  e sentitevi libere e felici. 
Buon viaggio!!!





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