lunedì 31 marzo 2014

Come traslocare senza penare

Sappiamo tutte che il trasloco è l’evento meno amato e più stressante nella vita di una donna, perché, volenti o nolenti, anche se lavoriamo, anche se siamo impegnatissime, anche se abbiamo una famiglia con 10 figli, l ‘organizzazione di un trasloco toccherà sempre , invariabilmente e ineluttabilmente solo a noi.

Personalmente ne ho fatti circa 15 nell’arco della mia vita adulta quindi so di cosa parlo e credo sia giusto, per solidarietà femminile, svelarvi quali sono i miei trucchi per non “sclerare”:

  • Prima di tutto cerco una ditta che sia seria e costi poco. Ho infatti scoperto che non è vero che costo alto=lavoro perfetto. Ci sono tanti piccoli traslocatori che sono serissimi, efficienti e onesti, basta avere la pazienza di cercarli e, soprattutto, di intervistarli uno per uno. Lo so che sembra una perdita di tempo, ma non lo è: dato che avranno in mano le nostre cose e che sapranno dove andiamo ad abitare, è fondamentale parlare de visu con il “capo” e accertarsi che sia  affidabile, assicurato e che gli operai siano assunti regolarmente e questo lo potete fare solo di persona.

  • Trovata la ditta, dato che lavoro tutto il giorno e non ho tempo da perdere, faccio un timing molto preciso di tutto quello che dovrò fare, giorno per giorno e spunto quotidianamente ogni voce. Quindi pianifico ad esempio  due ore la sera per imballare le scarpe, due ore la sera dopo per imballare le suppellettili, il pomeriggio della domenica per mettere via tutti i vestiti e così via.  Fare una “cassa” al giorno mi stressa molto meno che ridurmi una settimana prima a fare tutto. 

  • Ogni volta che imballo qualcosa, colgo l’occasione per buttare via ciò che non mi serve più, che è diventato inutile, che si è rotto , che non si usa più ecc. Tutte cose in meno da portarmi dietro! 

  • Su tutti i lati  di ogni cassa  (non su uno solo come fanno in tanti) scrivo a pennarello grosso cosa c’è dentro, in modo che , anche se poi saranno lasciate impilate , mi basterà guardarle per sapere cosa contengono senza doverle rovesciare o spostare. 

  • Mi faccio fare o faccio io una piantina dettagliata di dove andranno messi i mobili nella nuova casa e la consegno al traslocatore. In questo modo non  corro il rischio di vedermi messo il tavolo da pranzo in camera da letto (No, con questo non voglio dire che i traslocatori sono deficienti, tutt’altro, ma in questo modo ho scoperto che facilito loro enormemente il lavoro). Non solo: su ogni mobile metto un foglio ben visibile con numero o una lettera e sulla porta della stanza in cui andrà posizionato, lo stesso numero o lettera. Idem per le casse. Anche in questo modo facilito il lavoro di presa,  trasporto e collocazione e impieghiamo tutti molto meno tempo. 

  • Disimballo subito gli scatoloni appena i mobili sono posizionati. Lo so che è il lavoro peggiore di tutti e anch’io lo odio, ma anche qui ho capito che se tengo le cose imballate va a finire che restano tali per mesi, ingombrano le stanze , e la mia nuova e tanto amata casa non mi piace più perché sembra un campo di battaglia (e io invece sono una persona che ama l’ordine) . Sono della scuola “tolto il dente tolto il dolore” quindi mi prendo due giorni di ferie, mi armo di coraggio e non smetto di aprire, scartare, posizionare tutto finchè non ho finito di appendere anche l’ultimo quadro. 

  • Dimenticavo la cosa più importante: evito accuratamente di chiedere aiuto a mio marito (lo chiedo invece ad un’amica oppure pago un ragazzotto  muscoloso o addirittura   faccio da sola). Non so ovviamente come possa essere il vostro compagno di vita, ma il mio è quanto di più nefasto possa capitare a chi trasloca: ogni volta che vede una cassa  non ancora chiusa  comincia a frugarci per capire cosa c’è dentro e tira fuori un oggetto per volta, non per riporlo, ma per raccontarmene la storia (della serie “ti ricordi dove eravamo quando abbiamo comprato questo?”     Non solo, durante il trasloco non sa dove mettersi ed è sempre tra i piedi col risultato che impedisce ai traslocatori di fare velocemente il loro lavoro e innervosisce me. Infine, fosse per lui , resterebbe anni con gli scatoloni pieni in giro per casa …(giuro che una volta abbiamo traslocato il nostro ufficio – lavoriamo insieme – e abbiamo scoperto che lui si teneva sotto la scrivania un cartone mai aperto dal precedente trasloco avvenuto 4 anni prima!). Quindi lo tengo lontano e lui è ben felice di non partecipare!!

Devo dire che seguendo tutti questi accorgimenti i miei traslochi sono sempre stati abbastanza facili anche se, ovviamente  sarebbe invece  tanto bello avere una bacchetta magica che fa tutto da sola …ma questo succede solo nelle fiabe.

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