lunedì 17 marzo 2014

La taglia 42

Mitica, fantastica, amata ,sognata, desiderata taglia 42!!! Non conosco donna che non vorrebbe averla e non conosco donna , o meglio ne conosco davvero poche, che dopo la menopausa la indossi ancora.

Avere una taglia 42 pare ti  permetta di entrare in un negozio e vedere che il capo che misuri non tira, non fa pieghe, non fascia, ma cade morbidamente sul tuo corpo facendoti sentire una sirena. E che  ti permetta anche di evitare gli sguardi tipo “ma si è vista allo specchio”? o “ questa come minimo ha una 48” delle commesse che, probabilmente a causa del fatto che sono costrette a stare in piedi tutto il giorno e quindi diventano cattive, ti lanciano appena metti piede nel negozio e ti fanno sentire obesa anche se hai una semplice 44.
Eh sì perché anche avere una 44 significa, per molte donne, sentirsi grasse.

Vorrei però fare una considerazione: da parecchio tempo oserei dire qualche anno, ho scoperto che per chi vende abbigliamento  la 46 è in realtà una 44 e una  44 è in realtà una 42 e una 42 una 40 . 

Come ho fatto a scoprirlo? Semplice: mi sono misurata spalle/fianchi/vita, poi ho confrontato le mie misure con una tabella internazionale e ho scoperto che io ho una 44 vera, mentre se vado a comprarmi un vestito devo dire che voglio la 46 altrimenti non riesco ad infilarla. 
Perché lo fanno? Per risparmiare stoffa? Per allontanare le clienti? Per dar modo alle commesse di mostrare tutta la loro disapprovazione per chi non pesa meno di 53 kg?  Boh! Mistero. 
Quello che so è che non mi sento affatto grassa, ma per il mondo della moda evidentemente lo sono! Ho davvero fatto fatica a trovare a Milano dei negozi che vendono le taglie per quello che sono: ne ho trovati due e adesso non li mollo più. Perché devo stressarmi ogni volta che voglio fare shopping? Perché devo farmi venire i complessi della ciccia che non ho?

E perché quelle donne che portano la 46/48 devono essere considerate obese?????????

Ma non diciamo scemenze e soprattutto non facciamoci intortare dal nuovo aggettivo “curvy”. Parliamo in italiano e diciamo “morbida”. Non solo è una parola  più bella, ma dà anche l’idea di coccola, di accoglimento , di tenerezza, di una cosa che piace.

Certo che magra è bello, ma anche morbida è bello e spesso anche grassottella è bello. Basta che ci si sappia vestire, muoversi, e soprattutto accettarsi per come siamo fatte e anche gli altri ci accetteranno (e se non lo faranno saranno cavoli loro).

Mia madre diceva sempre che a una certa età le donne devono scegliere tra il sedere e il viso (allora non si parlava ancora di lifting, punturine ecc) e dato che la prima cosa che si vede è il viso,,,,, 

Credo che questo sia valido ancora oggi. Un viso fresco e pieno fa subito simpatia, uno magro e tirato allontana. Un sedere secco fa cadere perfettamente i pantaloni, ma un sedere morbido piace molto di più agli uomini. Stessa cosa vale per il seno.


Detto tutto ciò vi metto a parte di quanto ho deciso io: A) me ne frego del mio peso, non salgo neppure più sulla bilancia. B) io mi piaccio e , dato che sono una delle persone più importanti per me stessa, mi vado bene così C) Credo che i valori , i problemi, le cose essenziali della vita siano altre che non i miei chili, quindi , per quel che mi riguarda …pollice verso alla taglia 42!!!

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