lunedì 24 marzo 2014

Quello che non voglio sentirmi dire

Ieri, giornata di pioggia e niente di particolarmente interessante da fare, mi sono messa a pensare a quante cose non voglio, o non voglio più, sentirmi dire e ho stilato un elenco nel quale penso che qualcuna di voi si riconoscerà.



L’anziana. Questo l’ho già scritto, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: oggi le persone diventano anziane dopo i 75 anni non prima! Quindi ogni volta che sento o leggo che  qualcuno chiama così le sessantenni, mi infurio come un toro davanti a un drappo rosso.

Una signora di mezza età. Peggio che mai!!! La definizione di mezza età, mi fa venire in mente i capelli sale e pepe non curati, la schiena un po’ curva, gli abiti dimessi (non per povertà, per rassegnazione), le scarpe a ciabatta, la crocchia, gli occhialini, cioè una donna spenta che pensa ormai di aver avuto  dalla vita tutto il possibile e che non ci sia più futuro. Queste sono balle, care mie!!! Se è vero che la vita comincia a 40 anni, mica saremo diventate dopo solo 10 anni delle signore di mezza età no?

Giovanile: Brrr. Anche qui l’immagine che mi salta subito agli occhi è quella di una donna che si atteggia a ragazzina, che porta ancora le gonne corte pur non potendoselo più permettere (e non solo per via del buon gusto, ma anche per l’organico cedimento delle ginocchia), che bamboleggia, che vuol apparire quello che non è. Se mi dicono che sono giovanile mi offendo a morte!!!!

Ti sono venute un sacco di rughe! Beh sarà anche vero, non lo nego, ma che bisogno c’è di sottolinearlo e di  farmelo notare ? Cosa pensano che a casa io abbia coperto tutti gli specchi? Certo che ho le rughe, certo che le vedo, certo che aumentano ogni anno, ma non è una cosa di cui io debba vergognarmi, quindi chi lo dice farebbe meglio a pensare alle sue , di rughe!

Sei isterica, è colpa della menopausa. (questo al 99% dei casi lo dice un uomo) No, la menopausa non c’entra niente, bestione! Sono isterica perché vivo in un mondo difficile, perché la gente è sempre più indifferente, perché non esistono più i rapporti umani e la solidarietà, perché non c’è lavoro, perché non ci sono più soldi, perché i politici non cambiano mai, perché c’è gente come te che dice che è colpa della menopausa!!!!

Non ti stancare troppo. Lo so che chi me lo dice lo fa perché si preoccupa di me, ma mi fa sentire una vecchia bacucca.  Io mi stanco come tutti:  se lavoro mi stanco, se faccio la casalinga mi stanco, se sto dietro ai nipoti mi stanco, se corro da una parte all’altra della città mi stanco, se faccio tardi la sera mi stanco. Aver passato gli anta non vuol dire stancarsi tanto da non poter più fare niente, vuol solo dire che magari ci metto qualche ora in più a riprendermi dopo un lungo viaggio. Tutto qui.


Alla tua età.  Alla mia età cosa? Perché la gente deve sempre dire “alla tua età” quando pensa che non siamo capaci di fare qualcosa? O di  non essere adatte a farla?  Che c’entra l’età, per esempio, con il cervello? Se sono intelligente lo sono anche se ho 70 anni, se ho sempre fatto ginnastica o camminato sarò elastica anche a 80 anni, se so vestirmi bene, saprò farlo anche quando avrò passato i 50. Quindi la mia età è quella che mi sento io non quella che mi dicono gli altri!


A una certa età.  E quale sarebbe questa età? 50 anni? 60? 70? Chi definisce la soglia della “certa” età? Ci sono e ci sono state donne vecchie (90 e passa anni) che danno e davano punti alle 40enni e quindi qual’era la loro “certa età”? Chi usa  questo modo di dire dà un’idea di disprezzo, di “tanto ormai”, quasi a voler sottolineare che la persona in questione sia diventata inutile, scema o comunque incapace di fare qualcosa, il che può anche essere vero, ma perché allora non si ha il coraggio di definire l’età in cui pensiamo che le donne rimbambiscano del tutto? Perché nascondersi dietro la “certa età”?

Un po’ da conigli non credete?


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