martedì 11 marzo 2014

Stacco la spina?

Per quanto mi riguarda, spesso mi ritrovo a pensare che avrei una gran voglia di staccare la spina e andarmene a fare la pensionata.
Lavoro da sempre e ho anche raggiunto un certo livello di autonomia economica e avuto le mie belle soddisfazioni professionali, ma questo non mi basta più.

Come tutte, sono circondata da persone che chiedono , pretendono, mi assillano, vogliono la mia attenzione, e io non sempre ho la forza di rispondere positivamente . Questo da un lato mi fa sentire “sporca, brutta e cattiva “ perché passo per poco disponibile, dall’altro invece mi porta a pensare che spesso le persone si approfittano di me e quindi è giusto che io non dia sempre  loro retta.

Essendo una persona dalle decisioni drastiche, non sono capace, lo confesso, di calibrare le mie reazioni, quindi o mollo tutto o continuo, ma  scegliere cosa fare non mi è facile.

Devo dire che mi attira molto il poter vivere senza l’affanno di dover risolvere ogni santo giorno che passa  un problema, ma poi penso: non è che non sono capace di delegare ed è per questo che tutti si rivolgono a me? In effetti potrebbe essere, anche se non lo faccio scientemente. Oppure ho manie di protagonismo e quindi penso di essere l’unica e la sola in grado di trovare rimedi e soluzioni? Anche questo potrebbe essere vero. E ancora , non è che mi piace avere “tanto da fare”? In effetti non so se sarei capace di fare la pensionata che sferruzza tutto il giorno…

Poi c’è la vita privata, un marito, una casa, un cane che, come per tutte le donne, ruotano attorno a me e di cui mi devo occupare, e se faccio un’attenta analisi non ho proprio voglia di ignorarli perché li amo.

Infine , e questo è il vero tarlo  che mi rode continuamente il cervello non sopporto più la città. Troppo smog, troppa violenza, troppo rumore, troppa maleducazione . La gente non ti saluta, il 90% delle persone che incontro per strada è chiaramente arrabbiata, scostante e spesso antipatica. Non puoi parcheggiare perché in ogni angolo c’è la “guerra dei Roses” per chi arriva prima e i vigili  (per non parlare degli ausiliari di sosta) sono sempre più che veloci nell’appiopparti qualsiasi genere di multa. Le biciclette vanno indisturbate sui marciapiedi (se si chiamano marciapiedi e non marciabici, un motivo ci sarà no?) perché non ci sono piste ciclabili e perché  chi usa la bici se ne infischia altamente dei pedoni, anzi sono i pedoni che devono evitare di disturbare loro!!! Se stai male, l’ambulanza arriva sempre dopo molti minuti dalla chiamata causa traffico feroce, nei Pronto Soccorso degli ospedali fai ore e ore e ore di fila prima che qualche anima pietosa ti dia retta (si salvano da questa incuria – si fa per dire – solo quelli in punto di morte, e neppure sempre). Non c’è più solidarietà, ma solo egoismo. Ricordo che poco tempo fa una moto si è affiancata alla mia auto e ho visto che dal taschino posteriore dei pantaloni del motociclista stava uscendogli il portafoglio. Ho cercato di attirare la sua attenzione (lui palesemente mi ignorava) e quando ci sono riuscita e l’ho avvertito mi risposto “ mio Dio com’è gentile, grazie, grazie infinite!” Neanche gli avessi salvato la vita….Ovvio che , come ormai tutti, non si aspettava un gesto di cortesia. In città infatti la gente vive sempre all’erta, pronta alla difesa, sospettosa.

Bene, tutto questo a me non va più. Voglio vivere in un posto dove la gente ti saluta, dove se chiedo un’informazione non mi trattano come se facessi parte di una cellula terroristica, dove le persone sono ancora capaci di sorridere quando ti incontrano per strada, dove il vicino ti avverte se sente rumori sospetti in casa tua e non dice “non ho sentito niente” quando invece i ladri hanno divelto, facendo un discreto rumore, la tua porta blindata.

Quindi sto decidendo di staccare la spina e trasferirmi in un posto più vivibile, meno ansiogeno, più adatto ad un’esistenza non dico felice, ma almeno più serena,  indipendentemente dai soldi.

Siete d’accordo con me?



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