giovedì 17 aprile 2014

Come faccio a non sentirmi sola?

Come tutte sappiamo perfettamente, ci si può sentire sole anche in mezzo ad una folla immensa, anzi oserei dire che più grande è la folla e, se non abbiamo nessuno accanto a noi, più grande sarà il senso di solitudine che proveremo.

E non dimentichiamoci che c’è una bella differenza tra l’essere sole e il sentirsi sole. Mi spiego: chi è sola, molte volte lo è per libera scelta e per convinzione, quindi questa condizione non le crea alcun problema. Certamente qualche volta sentirà la necessità o la voglia di condividere qualcosa con qualcuno, ma non è detto che le donne che vivono da sole, non abbiano amici, amanti, parenti con i quali passare piacevolmente del tempo o ai quali appoggiarsi  in caso di bisogno. Certo potrebbero comunque sentirsi sole magari a causa della perdita della persona cara, ma è un sentimento che sicuramente prima o poi si attenuerà.

E’ più facile invece , che a sentirsi sola sia una donna che vive con un marito/compagno/partner che la trascura o che  le rivolge la parola soltanto per parlare di cosa si mangerà la sera o della scuola del figlio
e di conseguenza  questa situazione non è dovuta a libera scelta, ma a una sorta di “costrizione”, di “sottomissione”  alle circostanze.  E questo significa stare male, ma male davvero.

Per esempio chi si trova a dover continuamente  affrontare qualsiasi problema in prima persona, a non potersi mai sfogare, a fare “la colonna” della famiglia, a dover far fronte a mille difficoltà senza alcun supporto o è una persona dal carattere fortissimo, oppure è fatale che prima o poi si faccia prendere dallo sconforto se non addirittura dalla depressione.

Questo non dobbiamo permetterlo e dobbiamo quindi imparare a superare la sensazione di essere lasciate sole  anche se non è una cosa facile da raggiungere e neppure veloce, ma dobbiamo farlo, per il nostro benessere, per la nostra salute, per la nostra vita presente e futura.

I consigli che mi permetto di darvi non avranno sicuramente effetto immediato, ma saranno almeno la base da cui partire.

Ecco dunque i passi principali da compiere:

  • Se non riesci in alcun modo a spartire con il tuo compagno problemi e complicazioni, non permettere a te stessa  di  sentirti reietta e derelitta, sola contro il mondo:  meglio se ti imbestialisci, almeno butti fuori  la rabbia che potrebbe macerarti lo stomaco. Ricordati sempre che nonostante sia definito il sesso forte, il genere maschile , una volta “accasato” molla gli ormeggi e si adagia mollemente e comodamente nella sicurezza della vita a due dove la donna (ricordate la definizione “angelo del focolare”?)  si preoccupa di tutto , quindi metti in conto che solo rarissime fortunate hanno la possibilità di appoggiarsi al proprio compagno.

  • Non accettare passivamente che  il tuo ruolo di “solutore di tutti i problemi” sia una condizione perpetua: reagisci,  impara a dire di no, a fregartene se non hai voglia di fare qualcosa , a lasciare che siano gli altri ad occuparsene. Uno dei difetti più comuni di noi donne è proprio quello di essere un po’ accentratrici, tipo se lui dice “vorrei una pasta al sugo” invece di rispondergli “certo fai pure, ti lascio la cucina a disposizione”, noi diciamo  va bene te la faccio subito e in questo modo creiamo un precedente che poi diventerà una consuetudine e da qui all’  occupatene tu” il passo è molto breve. (E questo è solo uno degli esempi più banali. Che mi dite di quelle che preparano tutte le sere per il marito  i vestiti del giorno dopo? E di quelle che vanno a chiedere un documento in Comune perché lui “non si ritrova con tutte quei moduli da compilare???)  Quindi molto probabilmente se oggi ci sentiamo sole nonostante la presenza di un uomo al nostro fianco, faremmo bene a domandarci se non lo abbiamo abituato noi così e se la risposta è sì, dobbiamo fare in modo di cambiare le cose. Gradualmente, senza scenate , senza ricorrere a mezzi estremi (minacciare il divorzio) , ma con la persuasione, la pazienza e a piccoli passi vedrete che anche il più cocciuto degli uomini prima o poi cederà.

  • Se proprio non c’è via di uscita, modificar il tuo  atteggiamento mentale accettando di essere l' unica e sola a sobbarcarti le decisioni , piccole o grandi che siano, senza farne un dramma. So che è difficile, so che tutte noi pensiamo di esserci sposate per condividere, affrontare insieme ecc ecc, ma so anche – per esperienza diretta – che questo non avviene e quindi è davvero inutile dar spazio alla sensazione di essere lasciate sole, molto meglio invece autocompiacerci della nostra capacità di non avere bisogno di nessuno. Ricordiamoci sempre che le donne sono esseri fortissimi (basta pensare ad una cosa banale forse, ma chi ci è passato può confermarlo: come mai sono le donne a fare i bambini e non gli uomini?)

  • Impara ad essere orgogliosa della tua capacità decisionale, della tua abilità nel risolvere qualsiasi problema e non lasciare assolutamente spazio dentro di te, all’autocommiserazione.

  • Abbi il coraggio di prendere anche decisioni drastiche se vediamo che veniamo trattate da tutti come lo zerbino di casa, ricordiamoci che “chi si fa agnello il lupo lo mangia”!!!

  • Datti  da fare per trovare qualcuno che ti ascolti, che ti lodi, che ti incoraggi: di solito le amiche servono proprio a questo. Stare sole a rimuginare sulla nostra tristezza ci farà solo sentire ancora più tristi e non risolverà il problema.

  • Non avere paura, se la situazione è tale da portarti alla depressione, di chiedere l’aiuto di uno specialista che ti conduca  per mano verso una profonda conoscenza dei tuoi  valori e del rispetto del tuo tempo ,che devi pretendere da chiunque.


Anton Cechov, Quaderni, 1891/1904 : “Se avete paura della solitudine, non sposatevi”



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