mercoledì 16 aprile 2014

Come faccio a superare la paura del rifiuto?

Essere rifiutate non piace a nessuna, ma purtroppo nella vita accade.  Possiamo essere rifiutate per un posto di lavoro, oppure da un uomo che ci piace, o da un’amica o, perché no, anche da un gruppo di persone del quale ambivamo far parte, ma se questo succede  non dobbiamo intrepretarlo come un attacco personale e mettere in discussione il nostro valore e la nostra persona, anche se questa è, ovviamente la prima reazione che avremo.

Il livello in cui la paura di essere rifiutate condiziona la nostra vita dipende dal modo in cui ci relazioniamo con gli altri, e cioè dal modo in cui ci consideriamo. Se ci sentiamo inferiori agli altri è ovvio che ogni “emarginazione” sarà la diretta conseguenza del nostro porci. Cioè se io  mi considero  una persona  poco intelligente e quindi “non degna dell’attenzione/rispetto/amicizia/amore” altrui,  mi comporterò come tale con gli altri che, ovviamente, si comporteranno di conseguenza, cioè mi confermeranno, con il loro rifiuto,  il giudizio negativo che io ho in me.

Se invece io sono una persona  consapevole del proprio valore indipendentemente dal giudizio altrui, avrò un atteggiamento che  mi porrà a pari livello degli altri e, se anche avrò un rifiuto, saprò prenderlo per quello che è: una cosa che può succedere e non per colpa mia.

Vediamo insieme come si può raggiungere questa considerazione di sé stesse e superare la paura del rifiuto.

  • Impariamo a vedere le cose come stanno: tutti gli esseri umani invecchiamo, si ammalano e muoiono, quindi tutti sono fragili, nessuno è invincibile .( Come diceva la mia mamma: tutti bevono, mangiano e dormono come fai tu, quindi siamo tutti uguali.)

  • Affrontate il rifiuto pensando che potrete sempre gestire  le conseguenze (resterete vive, non perderete la vostra intelligenza, continuerete a saper fare delle cose)

  • Pensate sempre che un rifiuto può nascondere un’opportunità. Ad esempio se un uomo vi rifiuta, magari dopo un mese ne trovate uno migliore che proprio lui vi avrà presentato! Oppure se venite rifiutate per fare un certo lavoro, potreste scoprire che non eravate poi così qualificate per compierlo al meglio e avete quindi evitato una brutta figura….

  • Imparate a chiedere: magari vi rifiutano perché vi ponete in modo dimesso e pronto al no….Come diceva Lucio Anneo Seneca: “chi domanda timorosamente insegna a rifiutare.”

  • Guardate gli altri per come sono veramente e non pensateli migliori di voi. Anche se avete a che fare con una strafiga e voi  pensate di essere appena passabili esteticamente, non è  scritto da nessuna parte che voi non potete avere qualcosa che invece lei non ha. Sarà magari bellissima, ma sarà anche intelligente come voi? O saprà cucinare come voi? O avrà il vostro senso dell’ironia?

  • Non pensate sempre e solo e costantemente a voi e ai difetti che siete convinte  di avere e che , secondo voi, vi porteranno ad essere rifiutate, pensate invece che ci sono tantissime persone che ne hanno molti, ma molti più di voi, eppure vivono come se fossero perfette e quindi imitatele.


Vi racconto un episodio che mi è accaduto da piccolissima: mio padre, per fami uno scherzo, ha preso la macchina , ha fatto salire mia madre e le mie sorelle e si è “dimenticato” di me, partendo e lasciandomi in giardino come una povera tapina.  
A parte l’idiozia di uno scherzo di questo tipo fatto ad una bimba di 5 anni, lui pensava che mi sarei messa a piangere e strillare e sapete invece io cosa ho fatto? 
Per non dargli la soddisfazione di vedere che il suo rifiuto mi aveva addolorato (e spaventato) ho fatto finta di non accorgermi di quanto accadeva e mi sono messa a  cercare di allacciarmi la gonnellina, (che era allacciatissima)  della serie: “non ti vedo, non ti sento, quindi non mi sono nemmeno resa conto che mi stai mollando”.  A questo punto lui è tornato indietro e mi ha chiesto se avevo capito che stavano partendo tutti senza di me e io gli ho risposto “no, non me ne sono accorta per niente”.   
   
Non so perché ho reagito in questo modo, dato che ero davvero troppo piccola per elaborare strategie per gestire il rifiuto, ma il risultato è stato che da quel momento in poi nella mia vita  ne ho avuto moltissimi altri , in tutti i campi, ma nessuno mi ha mai messo a terra!


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