martedì 8 aprile 2014

Come riconoscere una collerica piantagrane?

Se avete anche solo un minimo di intuito, la riconoscerete lontano un miglio!

La camminata è  ampia, come se stesse marciando, le braccia sono strette intorno al corpo, quasi a difesa da attacchi improvvisi (che invece è lei che attiva) , gli occhi sono stretti e le labbra serrate. In lei non c’è niente di tranquillo, né l’espressione – sempre battagliera – né la voce - quasi sempre di un tono più alto del dovuto – né l’approccio – di solito “da comandante di battaglione”.


Solitamente la collerica piantagrane è una donna dal carattere rigido, poco espansivo, che tende a colpevolizzare gli altri per i  suoi sentimenti o reazioni negative per non ammettere i propri sbagli. Normalmente si tratta di donne  che tendono ad avere tutto sotto controllo, a non avere fiducia negli altri, a sospettare sempre che qualcuno manovri alle loro spalle, a cercare significati negativi  (cioè contro di loro) in qualsiasi azione fatta da terzi.
Di solito, salvo rare eccezioni, non accetta che le sue opinioni vengano messe in discussione e questo fa sì che la convivenza sia familiare che professionale diventi un vero tormento.

La collerica piantagrane infatti non perde occasione per far rimarcare uno sbaglio, una mancanza, una colpa e quindi la si riconosce facilmente perché:
  • non perde occasione per dichiarare di sentirsi sfruttata o  offesa
  • è sempre pronta a dire “te l’avevo detto che il tale non è affidabile”
  • non si confida mai con nessuno per paura che quello che dice venga divulgato o usato contro di lei
  • non perdona mai e ha una memoria di ferro nel ricordare torti (veri o presunti) subìti


in sintesi : reagisce male e con rabbia  ad ogni rimprovero e non perde occasione per “attaccare” per prima

La donna di questo tipo infatti interagisce con gli altri sempre in modo aggressivo e altamente reattivo, quando addirittura non è lei stessa ad innescare il motivo della lite. Ad esempio in auto, urla, strombazza, arriva anche ad insultare spesso senza nemmeno aspettare che l’altro agisca. E’ prepotente, perde immediatamente la calma, se ne infischia altamente dei sentimenti degli altri  e non perde occasione per criticare o fare le sue rimostranze, anche per un nonnulla. La pazienza non certo una delle sue virtù, ma soprattutto quello che la fa diventare rapidamente antipatica è che niente le va mai bene, deve sempre dire la sua su tutto e di solito non  sono giudizi positivi.

I negozianti la detestano, i fornitori non la sopportano, di amici ne ha pochi, i familiari e i colleghi di lavoro sono spesso le sue vittime preferite.

Come si fa a sopportare una piantagrane?
Se non avete altra scelta e dovete per forza frequentarla fate buon viso a  cattiva sorte e cioè:

  • Cercate di dare la giusta importanza a quello che dice e a lasciar correre senza fornirle “terreno fertile”


  • Non provateci a  dimostrarle che ha torto, non ci riuscireste e inneschereste solo una discussione infinita e senza costrutto


  • Ignorate le sue critiche  e rideteci sopra (se ci riuscite e non avete a portata di mano un coltello)


  • Non date importanza alle cose cattive che può dire su di voi e lasciatela sfogare: molto probabilmente la sua critica  nasce solo dalla rabbia di non essere in grado di fare quello che fate voi


  • Non mettetevi in competizione con lei: sarebbe capace di sollevare un pandemonio pur di non darvi ragione


  • Mantenete sempre la calma, non rispondete con altrettanta litigiosità per non peggiorare ancora di più la situazione.


Da Maxence Van der Meersch, “Perché non sanno quello che fanno”, 1933 : la calma sconcerta la collera.






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