lunedì 14 aprile 2014

Come sopportare quelle donne che “se la tirano”

Personalmente non le sopporto proprio, ma ci sono circostanze (parecchie) in cui mi tocca frequentarle e quindi sopportarle, anche se le strozzerei volentieri.
Facendo di necessità virtù, ho messo a punto alcune tecniche di sopravvivenza che , devo dire mi aiutano non poco. Volete sapere quali sono?

Eccovele: 
  • con quelle che usano il “noi” regale , e quindi non parlano mai dicendo ad esempio “io amo molto nutrirmi” ma “sì ,noi amiamo molto nutrirci…” e oltre a usare il noi non dicono come fanno i comuni mortali mangiare, loro non mangiano….si nutrono! Beh, dicevo, quando incontro queste persone io inizio, invece, a parlare come una zotica, cioè dico:  me amo mangiare”, così inorridiscono e mi mollano al volo.

  • Con quelle che anche se siete solo voi due  in una stanza non ti degnano di uno sguardo, figuriamoci poi se ti rivolgono la parola……io faccio finta di parlare al telefono con qualcuno e dico peste e corna – senza mai fare riferimenti diretti – commentando quanto può essere maleducata una persona che si sente superiore a tutti e ridendo di una inesistente battuta del mio inesistente interlocutore, in modo che  quella “che se la tira” si senta ridicolizzata (e state pur certe che farà anche finta di niente, ma ascolta….eccome se ascolta! Perché questo tipo di donna è attentissima a tutto quello che la gente pensa e dice di lei e ha sempre paura - anche se non lo confesserà nemmeno sotto tortura- che non  la reputino abbastanza “in alto”.)

  • Con quelle che fanno fatica a salutare e se lo fanno mentre ti stringono la mano guardano da un’altra parte con chiara espressione di fastidio, la prima volta ci casco, la seconda invece lascio che siano loro  a tendere la mano (e chi “se la tira” sta abbastanza attenta all’educazione – dico abbastanza e non sempre perché spesso la buona educazione non ha niente a che fare la boria) e non allungo la mia così da lasciarle con  il braccio teso e la mano penzoloni. Per non fare la figura della maleducata, guardo da un’altra parte come se non mi fossi accorta che  mi stavano per stringere la mano.

  • Con quelle che non chiedono, ma pretendono e non sono nemmeno capaci di dire un semplice grazie, se proprio non posso fare a meno di procurare/consegnare loro qualcosa (perché magari si tratta del mio capo), lo faccio in modo platealmente infastidito, facendo un chiaro sorrisetto appena accennato e volto immediatamente le spalle senza aspettare repliche. ("Tu pensi di non dover mai ringraziare? Bene io penso di non dover mai aspettare la tua approvazione")

  • Con quelle che sono dei cessi, ma se la tirano lo stesso perché stanno con uomini ricchi o sono ricche di loro, cerco (e sono abilissima a trovare) i loro difetti fisici e li sottolineo con il mio miglior sorriso. Esempio: “hai un bellissimo colore di capelli, peccato che il tuo parrucchiere non riesca proprio a renderteli lucenti, con quello che lo paghi!!” Oppure “che bello il tuo vestito di Prada, peccato che ti tiri un po’ sulle cosce” e così via. Credetemi , in questo modo il loro ego ne esce distrutto anche se non lo daranno mai a vedere.

  • Con quelle che inorridiscono se voi dite che avete comprato una maglietta al mercato (e poi ci vanno anche loro di nascosto) io dico che l’ho presa in un mercato all’estero di cui non ricordo la zona, perché  qui non si trova un articolo così bello anche se  a buon mercato e “certo, ci vuole occhio, buon gusto e capacità di scovare il pezzo unico, troppo facile andare nei negozi di firma!, a quello sono capaci tutte!”

  • Con quelle (praticamente tutte) che tengono sempre gli occhiali scuri anche di notte, anche al chiuso, anche se ti stanno parlando (cosa davvero maleducatissima) perché “fa tanto diva”, (e permette di andare in giro senza truccarsi gli occhi) chiedo gentilmente “potrebbe togliersi gli occhiali? Mi piace guardare negli occhi le persone con cui parlo” . Non possono non farlo perché sarebbe scortese e quindi….con le mie parole le metto immediatamente in difficoltà. Non ci vuole uno psichiatra per capire che chi si trincera dietro delle lenti scure lo fa per poca sicurezza in sé stessa……(a parte le attrici ovviamente)

  • Con quelle che si circondano solo di amiche  come loro, e mi tengono volutamente al di fuori della loro cerchia, non mi faccio alcun problema: perché mai dovrei voler frequentare quel genere di persona????


Infine, mi tengo  sempre bene a mente questa frase di Giovanni Soriano da Malomondo del 2013: quando ci si trova dinanzi l’ìgnoranza – se non l’aperta stupidità – mista alla presunzione, è il momento di darsela a gambe. E anche in fretta.




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