martedì 15 aprile 2014

E’ vero che gli uomini hanno paura di innamorarsi?

Sì e no. Tutto dipende da come sono e da  come li sappiamo trattare. Una cosa importante che – arrivate al traguardo degli “anta” – dovremmo aver imparato è che sono sicuramente e più fragili di noi  dal punto di vista emotivo (anche se non lo ammetteranno mai) e che hanno una intrinseca e radicata paura di attaccarsi profondamente a qualcuno che non sia la loro madre.

Cioè gli uomini, quando sono di fronte alla possibilità di stabilire una relazione duratura con una donna, spesso ne hanno timore, e quindi sta alla donna far sì che non si sentano delle prede, bensì delle persone amate che possono riamare senza pericoli.

Ma perché molti  uomini hanno paura dell’ amore?

Perché hanno timore di perdere il controllo delle loro emozioni, di apparire meno virili, più “femminucce”, più deboli.
Hanno faticato tanto per costruirsi una vita basata sul lavoro e sulle loro abitudini che tendono a non cambiare niente. Questo dà loro molta sicurezza.

Le emozioni vengono tenute alla larga perché ogni loro attenzione e pensiero è dedicato alla competizione , al raggiungimento del successo professionale o allo sport: se capiscono che rischiano di essere assorbiti da un sentimento di amore verso una donna lo rifiutano perché hanno paura che questo rischi di cambiare  la loro personalità e la loro autonomia.

Se devo essere sincera, non è che sbaglino poi così tanto, in effetti: conosco una marea di donne che una volta accalappiato il povero maschio diventano delle specie di virago o, peggio, fanno di tutto per cambiare completamente il suo modo di essere (vestirsi, pettinarsi, parlare, lavorare) come se il loro intento non fosse quello di instaurare una lunga e felice relazione, bensì quello di rendere la vita impossibile allo sventurato che è caduto nella loro trappola.
Le sciagurate non capiscono che così facendo e cioè penetrando a forza  il muro difensivo che lui ha eretto, non fanno altro che provocare in lui un immediato senso di rifiuto (per istinto di sopravvivenza) e quindi rischiano di vederlo sparire come  neve al sole. A nessun uomo piace essere dipendente da una donna !

Quindi, poiché come ho detto all’inizio, noi donne siamo emotivamente più solide degli uomini, dobbiamo assolutamente capire le loro paure e non prenderle come se fosse colpa nostra o un affronto  o un totale disinteresse nei nostri confronti . Mettiamoci invece  in testa che un uomo non ragiona come una donna!!!

Quindi cercare di farlo cambiare è una delle cose più sbagliate che esista al mondo, mentre cercare di capire perché si comporta in un certo modo e aiutarlo è   la cosa più giusta del mondo.

Ad esempio , è vero che il sesso può costituire un fortissimo legame con un uomo, e quindi può essere considerato un ottimo metodo per iniziare a legarlo a noi, ma intendo iniziare a legarlo  non tenerlo avvinghiato per tutta la vita con l’obiettivo di farlo innamorare. Potrebbe succedere che lui non riesca più a fare a meno dei vostri amplessi, ma questo non vuol dire che non potrà fare a meno di voi.

Un altro esempio può essere quello professionale: è giusto e sacrosanto ammirarlo per quello che fa, apprezzare gli sforzi che compie per guadagnare bene,  spronarlo nella carriera, ma è sbagliatissimo continuare a dargli consigli non richiesti,  voler sapere tutto della sua giornata lavorativa, dare pareri senza essere perfettamente qualificate per farlo, per il solo scopo di rendervi indispensabili. L’effetto sortito sarebbe solo quello di apparire delle insopportabili saccenti. (e lui scappa)


Per un uomo il legame con una donna deve essere qualcosa di spontaneo, che gli nasce da dentro e che è lui a decidere di esternare. Che poi sia vero che l’uomo non decide niente e fa tutto la donna è un altro paio di maniche, ma lui deve avere la certezza di essere quello che agisce di sua spontanea volontà non perché attirato con vari metodi in una trappola dalla quale, ovvio,  cercherà a tutti i costi di  uscire.


Credo che la parola giusta sia “rispetto”. Se una donna sa rispettare i tempi del proprio uomo, se non lo assilla con continue richieste (ricordate il famoso spot “mi ami? Ma quanto mi ami? Mi pensi? Ma quanto mi pensi?) , se ne capisce i timori, i problemi e i dubbi senza per questo fare la crocerossina, ma semplicemente agendo con calma e sicurezza, offrendogli solidarietà e non autorità, bene credo che allora l’uomo che intende conquistare si lascerà andare al suo sentimento per lei in modo rilassato e soprattutto felice di farlo.

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