venerdì 4 aprile 2014

Tutti sono utili e nessuno è indispensabile!

Quando mia nonna me lo diceva io ,data l’età, non capivo bene il significato della sua affermazione.
Iniziando la vita da adulta ho invece compreso appieno cosa intendeva e devo dire che spesso ho applicato questo concetto sul lavoro , oltre che nella vita privata , e ne ho tratto solo dei gran vantaggi.

Già,  perché fin dall’inizio della mia carriera, ho notato che le persone che vantano una consistente  anzianità aziendale  tendono ad avere una certa arroganza, in quanto la loro convinzione è quella  di essere diventate indispensabili.  Niente di più sbagliato. Infatti chi si crede tale non si cura più di essere accettato, si sente in una botte di ferro e come tale rischia degli errori grossolani e le ovvie conseguenze.

Ricordo ancora come fosse oggi, quando ho dovuto riprendere perentoriamente, passandola ad altro ruolo,   una mia dipendente che lavorava per me da 8 anni,  perché   invece di lavorare – come era suo preciso compito – per cercare nuovi clienti, se la spassava tutto il giorno al telefono con il suo fidanzato che stava a Roma, facendomi credere (pensava lei) che era al telefono per lavoro. Purtroppo per lei, quando sono arrivate le bollette telefoniche “trasparenti”, (allora non esisteva la privacy e quindi i numeri erano ben evidenti) la mia amministrazione mi ha avvertito che  un certo numero di telefono era quello più chiamato  a un costo  (tra frequenza e luogo) decisamente elevato e guarda caso quel numero era proprio quello del fidanzato della persona in questione. E’ caduta dalle nuvole, non perché volesse negare l’evidenza, ma perché, ricordo perfettamente le sue parole “ ma senza di me come farai a trovare nuovi Clienti”? La mia  risposta ovviamente è stata “non ti preoccupare, per me  tutti sono utili e nessuno è indispensabile”.
L’umiltà è una gran bella cosa, ma sul lavoro devo dire che ho trovato ben poche persone che la possedessero.

Ricordiamoci che a sentirsi indispensabili sono  soprattutto gli arroganti e i presuntuosi e di questi se ne trovano a bizzeffe, non solo in ambito professionale. 
La (tristemente) famosa frase “lei non sa chi sono io” è la prova evidente di quanto certi personaggi  si sentano i padroni del mondo e pensino che senza di loro l’Italia andrebbe a rotoli. Purtroppo  oserei dire  invece che se l’Italia sta andando a rotoli è anche  perché  ci sono individui come loro e che qualcuno dovrebbe  essere così bravo da ripetergli la frase di mia nonna.
Ma credo che se anche questo qualcuno esistesse e lo facesse, loro non sentirebbero. (non c’è peggior sordo…)

Infine vorrei fermarmi anche sull’argomento  sentimentale. 
Ho notato che in molte coppie esiste una sorta di sudditanza femminile dovuta alla convinzione che senza una figura maschile accanto la donna sarebbe una nullità. (non sto parlando del momento in cui si inizia una relazione e si dicono cose come "sei l'aria che respiro", sto parlando di relazioni consolidate nel tempo) . Questo mi fa davvero arrabbiare di brutto, perché se è vero, come è vero, che avere un uomo accanto può essere molto piacevole  e utile, non è assolutamente vero che lui sia indispensabile. Le donne che lo pensano evidentemente  hanno una bassa autostima di sé stesse e sono  fermamente convinta che dovrebbero porre velocemente rimedio a questo loro principio  perché altrimenti non saranno mai capaci di stare in piedi da sole.

Non prendetemi per femminista perché non lo sono,  sono soltanto una donna che ha capito che “tutti sono utili e nessuno è indispensabile” è una gran bella verità.



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