mercoledì 7 maggio 2014

Come affrontare una donna acida

Tempo fa mi è capitato di dover avere a che fare con una donna che , già dall’espressione del viso , appariva come astiosa , truce, burbera e arrabbiata. L’espressione dei suoi occhi diceva chiaramente che non sapeva nemmeno dove stava di casa l’empatia e che le relazioni che costruiva erano solo “di facciata”.
Man mano che la frequentavo  vedevo che il suo non era un atteggiamento di difesa, ma proprio caratteriale,  unito anche ad una buona dose  di invidia (infatti di solito chi è acida è anche invidiosa, altrimenti non avrebbe motivo di trattare male chi non le ha fatto niente)   e quindi, per me, è stata una gran brutta esperienza passare del tempo con lei, ve l’assicuro.

Ho quindi capito  che non è difficile riconoscere  una donna acida, basta far caso a questi “segnali”:

  • ha quasi sempre le sopracciglia aggrottate e la bocca serrata e i tratti del viso sono difficilmente distesi
  • sorride poco  e ride pochissimo e , se lo fa, la sua risata è acuta quasi isterica.
  • ha la critica sempre pronta: da come vi pettinate a come vi comportate, da cosa dite a chi frequentate, dal lavoro che fate  a come tirate su i figli, da come spendete a come risparmiate. (probabilmente perché voi fate meglio di lei una di queste cose, ma lei non riesce ad accettarlo)
  • non le va mai bene niente che non sia fatto /detto da lei: tutti sbagliano, lei mai
  • ha l’atteggiamento della professoressa (senza offesa per la categoria), cioè quello che dice lei è Verbo anche se non ha alcuna competenza specifica in un determinato campo (fa parte cioè di quelle persone che io definisco come quelle che “insegnano ai gatti ad arrampicarsi”)
  • quando parla con qualcuno infarcisce il suo discorso con frecciatine più o meno velate, ma sempre abbastanza sgradevoli
  • si atteggia a giudice ed è totalmente concentrata a trovare i difetti degli altri, tanto che quando la incontri ti vedrai squadrata da capo a piedi, con quell’aria di sufficienza che ha solo una che si crede superiore a tutti
  • difficilmente ti lascia finire un discorso: interrompe per dire la sua che , ovviamente è totalmente al contrario della tua e ti tratta come se fossi deficiente
  • si irrita per niente, si inalbera al primo no che riceve, stigmatizza tutto e tutti, meno sé stessa.
  • può anche apparire dolce e remissiva, ma è solo un finta perché in quel momento le conviene: appena ottenuto ciò che vuole la sua acidità prende il sopravvento.


Dato che questo suo comportamento può creare serio disagio a chi è costretto a lavorare con lei o ne ha qualche legame (conoscenza, parentela) voglio darvi qualche piccolo suggerimento su come affrontarla:

  • non credete ad una sola parola di quello che dice quando vi critica. E’ solo il suo punto di vista, non quello del mondo (di cui lei crede di essere la regina), quindi chi vi dice che ha ragione?

  • ignorate le sue battute e frecciate oppure sforzatevi di riderne davanti a lei. Niente uccide più di una bella risata di fronte ad una cattiveria


  • quando siete con lei pensate che “povera persona” è. Una che è sempre negativa, intollerante, agitata, pronta alla guerra e alla disapprovazione non è sicuramente una persona felice e quindi merita un po’ di compassione per non dire pietà


  • non datele alcun peso, fate come se non esistesse: quello che dice, quello che fa vi deve entrare da un orecchio e uscire dall’altro.


  • infine, se proprio proprio non riuscite  a fare nessuna delle cose che ho detto provate ad essere altrettanto acide con lei, di solito funziona. Io l’ho fatto con una mia parente che non perdeva occasione per cercare di farmi sentire poco all’ altezza, inadeguata, sempre in errore. Ho pazientato per circa un anno, poi mi sono stufata e alla prima occasione in cui mi ha criticato le ho risposto a muso duro “adesso basta. Tu mangi, dormi, vai in bagno esattamente come me e come tutta l’umanità, quindi piantala di rompere le scatole con le tue opinioni e con il tuo atteggiamento, altrimenti inizio anch’io e ti farò capire come ci sente quando ci si trova a doversi relazionare con gente come te”. Sarà perché gliel’ho detto a voce bassa, controllata, senza urli, ma assolutamente decisa e determinata, sarà perché non l’ho insultata né minacciata , ma solo avvertita, sarà perché ha letto nei miei occhi che avrei davvero fatto quello che dicevo…beh, da quel giorno non è diventata più simpatica né meno acida, però rivolge le sue ire su altri e non più con me, il che è un bel risultato per la sottoscritta.



Se giudichi le persone non hai il tempo di amarle. Madre Teresa di Calcutta

4 commenti:

  1. Sarebbe interessante leggere anche un articolo su come certe acide dissimulano questo tratto caratteriale attraverso l'ironia cattiva, la finzione ed il falso altruismo... Ne conosci qualcuna?

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  2. Io convivo con una sorella che è acida esattamente come nella tua descrizione. È un fattore caratteriale e quindi c'è poco o nulla che lei o altri possano fare per far si che riesca a "correggersi" e ad imparare il self - control. L'acidità io la considero una forma di squilibrio psichico, un'insoddisfazione esistenziale innata. Forse un profondo studio fatto da psichiatri e/o psicologi potrebbero portare "quest'attitudine inquieta" a livelli più accettabili. Lo spero per il bene dell'umanità intera.

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  3. Una descrizione incredibilmente azzeccata, il problema è quando in effetti ci si trova a relazionarsi per motivi di legami vari, e allora per non farsi il sangue amaro, bisogna ignorare e anzi blandire a mo di presa per i fondelli.

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  4. Fortunata te che sei riuscita a toglierti dal mirino!! Io ho la "fortuna" di ritrovarmi con 2 parenti del genere e con delle colleghe che lavorano con me... il fatto è che essendo giovane e troppo buona se ne approfittano, io sono per la tranquillità e la calma, odio quando mi fanno perdere la pazienza, mi vengono dei mal di pancia!!! Solo che pur di mantenere un ambiente un po' pacifico ingoio tanti di quei rospi!!!!!

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