lunedì 12 maggio 2014

Come capisco se una donna è avara?


Sono certissima che almeno una tra le vostre amiche/conoscenti è avara, ma sono altrettanto certa che non sempre la si riconosce di primo acchito, quindi oggi parliamo di chi è tirchia.
Premetto che  io definisco tre tipologie di avarizia: quella grave, quella “semi” e quella “un po’”.

Iniziamo da quella grave.

La donna in questione risparmia tutto e cerca di comprare solo lo stretto, ma stretto stretto, indispensabile. Vive col terrore di perdere qualcosa, di essere raggirata, di dover spendere.
Ricicla lo stesso abito finchè non è totalmente consumato o completamente fuori moda, non ti offre un caffè nemmeno se tu sei senza soldi , morite di sete,  siete nel deserto ed è l’unica bevanda disponibile. Di solito questo tipo di avarizia si manifesta nella sua completezza all’arrivo della vecchiaia (ovvio che comunque c’erano già i prodromi durante la gioventù) perché l’anziano ha ancora più paura di perdere il denaro che gli garantisce – a suo parere – la sopravvivenza.

La donna che è “semi “ avara invece presenta caratteristiche meno drastiche: anche lei teme di perdere il proprio denaro e non ama spenderlo, ma in questo caso la sua tirchieria è più rivolta agli altri che non a sé stessa e ai suoi familiari.

Infine la donna “un po’ “ potrebbe anche essere scambiata per una persona molto oculata, che sta attenta a dove e come spende il proprio denaro, ma tutto sommato non definibile come  spilorcia.

E’ bene sapere che la donna avara non è tale solo con i soldi, può esserlo anche con i sentimenti, con il tempo, con gli oggetti, e infatti non ne fa – diciamo così- uso, perché ha paura di consumarli e quindi di non averli più.

Come la si riconosce?

Naturalmente, dati i vari livelli, il comportamento di queste donne sarà più o meno accentuato, ma in ogni caso i tratti sono quelli e cioè:

  • non spende: se andate a fare shopping insieme, guarderà, proverà, ammirerà, ma non comprerà assolutamente niente.

  • quando le chiedete un qualsiasi  favore che necessiti l’impiego del  suo tempo, vi potrebbe anche rispondere positivamente, ma, se siete persone un po’ attente ai segnali del corpo o della voce , noterete una lievissima esitazione, mentre di solito chi non è taccagno, ad una richiesta risponde immediatamente di sì senza nemmeno pensarci.
  • se vi invita a cena a casa sua  con altre persone, fateci caso e contate il numero degli stuzzichini o del pane o della frutta: ce ne sarà sempre qualcuno in meno del numero degli invitati, mai qualcuno in più.
  • di solito preferisce  farvi venire per il dopocena (meno soldi spesi per il cibo) dove se la cava con due cioccolatini e con i pasticcini che è certa – perché vi sa persone educate – che voi porterete.
  • non vi presta, o lo fa di malavoglia ,nessun suo oggetto (vestiti, bigiotteria, scarpe, utensili per la casa) con la scusa che “guarda lo farei, ma ne ho bisogno io proprio oggi”. Può anche arrivare a prestarvi quello che le chiedete, ma dopo massimo un giorno ve lo chiederà indietro. Non parliamone proprio se poi si tratta di soldi: inutile chiedere la risposta sarà sicuramente un no, detto più o meno con garbo o furbizia ma sarà comunque sempre un no.
  • quando (e se) vi fa un regalo sarà una cosa piccola e poco costosa – forse addirittura un riciclo – e vi dirà che “è una cosetta da niente lo so, ma quel che conta è il pensiero no?”. Avevo una zia così. Mi ricordo che ero piccola e a Natale la mia famiglia si riuniva e tutte le zie, cugine e parenti vari mi portavano un regalo. Lei , invariabilmente, finchè non ho compiuto 18 anni, tutti i Natali mi ha regalato un sacchettino di mentine colorate, accompagnando il dono con la frase “il pensiero è piccolo, ma il cuore è grande”. Sono passati 40 anni eppure me lo ricordo ancora!!!!
  • non la vedrete mai fare l’elemosina a qualcuno perché vi dirà che “tanto i soldi quello li spende per bere” (opinione del tutto sua personale che magari è anche vera, ma magari no)

  • non spreca niente, non butta via niente. Di questi tempi può anche essere un bene, ma se si arriva alla tirchieria allora diventa un male.

  • è una negoziatrice formidabile. E’ capace di discutere fino allo sfinimento per pagare un centesimo di meno. Ora, se si tratta di lavoro, per esempio se lei è una responsabile acquisti o ha una sua Azienda, questo è molto utile, ma se avete la sventura di accompagnarla quando deve comprare qualcosa che niente ha a che fare col lavoro , vi giuro che vi sentirete imbarazzatissime e arriverete al punto di far finta di non conoscerla perché sfianca  quello che considera un avversario (perché la obbliga a spendere) e non molla, mai, finchè non ha ottenuto quello che voleva.

  • è carina e simpatica, ma guai se , per esempio, le parlate della vostra situazione finanziaria traballante: il suo pensiero correrà immediatamente alla possibilità che le chiediate un prestito e quindi si allontanerà da voi più veloce della luce.

  • accetta molto volentieri i regali, ma poi le leggerete sul viso la preoccupazione di dover ricambiare, magari con un dono dello stesso valore…………

  • se le raccontate i vostri dispiaceri sentimentali  potrebbe , senza farsi alcun problema, dirvi “coraggio , tanto vedrai che passa” senza farsi coinvolgere oltre , perché, come dicevo prima, anche nei sentimenti è piuttosto avara. Il suo pensiero infatti potrebbe essere che se vi presta attenzione poi voi potreste approfittarne per chiederle qualcosa.

  • la stessa cosa vale per le manifestazioni palesi di affetto: difficilmente vi abbraccerà spontaneamente o vi dirà che vi vuole bene e  raramente vi offrirà il suo aiuto disinteressato.

  • non ama il rischio, anche se modesto (ad esempio non la vedrete mai giocare al casinò o a carte con la posta in soldi) perchè la metterebbe in posizione di poter perdere .


Come gestirla?

Non è facile ,a meno che non vi siate riconosciute nella descrizione di cui sopra e quindi che anche voi siate come lei: allora andrete d’accordissimo.

Se siete all’opposto non potete fare altro che buttare via  ogni speranza di cambiarla . Anche se vi comporterete in modo totalmente diverso da lei state certe che non capirà la lezione, anzi vi giudicherà delle “scialacquatrici”. 

Quindi o non la frequentate oppure fate buon viso a cattiva sorte, e  non aspettatevi niente, ma proprio niente , da lei, così eviterete di restarci male.

Forse può aiutarvi il pensiero che chi è avaro  non è mai una persona felice, perché vivere costantemente con la paura di perdere qualcosa è davvero brutto, quindi cercate di essere comprensive.

L’avaro prova insieme tutte le preoccupazioni del ricco e tutti i tormenti del povero. Albert Guinon, Remarques, 1914/15


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