mercoledì 28 maggio 2014

Come faccio per trovare lavoro dopo gli "anta"?

Data la situazione italiana, oggi non sono solo i giovani che cercano un impiego, anche chi ha passato gli "anta " si trova spesso nella condizione di dover trovare lavoro,
Prima di metterci le mani nei capelli perché sembra un’impresa impossibile, proviamo a pensare che spesso siamo noi a chiuderci e a limitarci nella ricerca, perché diamo per scontato che se non ci sono possibilità per i giovani figuriamoci per chi giovane non lo è più…

Invece non è proprio così. Gli anni di esperienza e le competenze acquisite contano e possono aiutarci, ma anche la fantasia , la creatività e…il coraggio.
Provo a darvi qualche suggerimento, ma prima di tutto mettetevi in testa che cercare un lavoro è …un lavoro. Quindi ci vuole massima attenzione, massima organizzazione e soprattutto determinazione e flessibilità.

Iniziamo:

per prima cosa fate una lista di tutto quello che sapete fare, in aggiunta alle competenze che avete maturato negli anni di lavoro. Non trascurate niente, nemmeno la cosa più stupida. Per esempio . non pensate che scrivere “so rispondere al telefono”  sia una scemenza perché tutti sanno dire “pronto”. Non è così. E’ vero che tutti lo sanno fare, ma scommetto che voi non avete mai pensato di potervi proporre come telefonista…e non parlo solo di call centre, ma anche di studi dentistici, medici, palestre, parrucchieri , ristoranti, insomma tutti quei posti dove la gente telefona per prenotare e qualcuno deve rispondere.  E’ questo che intendo quando parlo di “essere flessibili”: magari avete fatto il/la  direttore generale e l ‘idea di fare il/lala telefonista vi lascia perplessi/e, ma se dovete portare a casa la pagnotta è fondamentale adattarsi.

Fatta la prima lista, fatene una seconda nella quale scriverete i nomi e le attività di tutte le persone che conoscete. Anche in questo caso , per “tutte le persone” , voglio dire anche il panettiere, il parrucchiere ecc e non solo amici, parenti e conoscenti. Sfogliate le vecchie agende, non limitatevi solo alle persone di oggi, mettete anche i vecchi compagni di scuola o  i vicini di quando abitavate da un’altra parte. Non pensate che vi abbiano dimenticato, se voi vi ricordate di loro anche loro probabilmente si ricorderanno di voi.

Di fianco a questa seconda  lista, segnate chi vi pare possa essere interessato a quello che voi sapete fare (prima lista) o perché ha o svolge un’attività dove le vostre capacità potrebbero essere utili o perché è parente/amico/conoscente di uno che potrebbe……………..Faccio un paio di esempi pratici:
Giovanna Rossi – amica di mia sorella - ha un negozio di biancheria - Io so cucire –potrei servirle per le piccole riparazioni
Mario Bianchi – ex vicino di casa –è un avvocato – io so l’inglese – potrei servirgli per qualche traduzione di cause con controparte straniera
Scatenate la fantasia, non ponetevi limiti: non siate troppo critici con voi stessi. Anche se non sapete fare qualcosa perfettamente, basta che sia accettabile.

Terzo punto. Adesso avete davanti a voi la lista delle cose che sapete fare , delle  persone che conoscete, di cosa potreste offrire ad alcune di loro. E’ arrivato il momento di agire. Ovviamente dovete contattare (via mai o telefono)  tutti quelli che vi servono (anche i i social network vi possono aiutare parecchio) , e vi svelo un piccolo trucco: non domandate mai al diretto interessato di aiutarvi, lo mettereste solo in imbarazzo se non potesse farlo. Chiedetegli invece se conosce qualcuno cui possono interessare le vostre capacità. In questo modo avrete due vantaggi: se il vostro interlocutore  sarà direttamente interessato ve lo dirà spontaneamente; se non lo sarà non l’avrete messo in condizioni di dirvi no (non piace a nessuno rifiutarsi di aiutare qualcuno) e nello stesso tempo avrete la sicurezza che non dovendo esporsi in prima persona (a meno che non gli serviate) , vi farà sicuramente da passaparola con altri.  Altro esempio pratico:  “ciao Mario, come stai? Ecc ecc. Mi rifaccio viva dopo tanto tempo perché ho un favore da chiederti: conosci qualcuno a cui fare il mio nome , che potrebbe essere interessato ad avere la mia collaborazione per…….?”

Quarto punto. Non abbattetevi se vi dicono no, o non vi rispondono. La costanza è sempre premiata, la depressione non serve a trovare lavoro, ma solo a farvi stare peggio. Se per carattere siete incostanti, cercate di imporvi di non esserlo, almeno in questo frangente. E’ fondamentale, credetemi.

Quinto punto: tenete il conto, scritto,(per non rischiare di ricontattare qualcuno già sentito o dimenticarvi di richiamare)  di tutte le persone che avete contattato, perché, quando e che tipo di risposta vi hanno dato, dandovi una scadenza per richiamarle (più o meno dopo un mese). Anche in questo caso non fatevi prendere dagli scrupoli pensando “non voglio essere insistente, non voglio disturbare”. Fregatevene altamente. Se li disturberete non si faranno più trovare e amen, ma ricordatevi che la gente dice sì e poi si dimentica facilmente, sta a voi ricordar loro che avete chiesto un favore. Nel cercare lavoro le remore non servono, ci vuole faccia tosta.

Sesto punto: programmatevi tutti i giorni almeno 10 telefonate, 10 mail, 10 risposte ad annunci vari, 10 “navigazioni” sul web per cercare notizie che possono esservi utili. Non è detto che il lavoro si trovi solo tramite annunci o conoscenze, può anche scattarvi la molla leggendo su internet qualcosa che qualcun altro ha fatto e copiarla…I cinesi non inventano...copiano e hanno successo. Lo sapete , vero , che copiare è un'arte??

Settimo punto: se potete frequentate più posti possibili dove potete incontrare gente nuova o che già conoscete. Non rifiutate nessun invito, partecipate a tutto: mostre, concerti, party, conferenze, seminari, anche se non vi interessa l’argomento. I coffee break , gli aperitivi sono i momenti migliori per attaccare bottone con gli sconosciuti e da cosa nasce cosa…..Ovvio che , ancora una volta, la faccia tosta non deve mancarvi, altrettanto ovvio che non dovete assalire il primo che vi capita tra le mani e dirgli qualcosa tipo “tu che lavoro fai? Perché potrei esserti utile”. Anche se devo dire che non è  del tutto sbagliato come approccio e  può anche funzionare, ma solo con certe persone (di solito grossi manager) e se avete tanto coraggio . Ennio Doris, oggi a capo della Banca Mediolanum, ha iniziato proprio così: a Portofino ha incontrato Berlusconi per strada  (Doris era un nessuno e Berlusconi era già un imprenditore di successo) , lo ha avvicinato  e gli ha detto “ mi chiamo Ennio Doris, ho un progetto per una Banca online e lei è l’unica persona che può capirlo”. Berlusconi l'ha capito. Sono diventati soci e Mediolanum è , oggi, un colosso. La faccia tosta e il coraggio di Doris sono stati premiati.

Ottavo punto: non sottovalutate il passaparola. Ho sperimentato personalmente il suo valore: un inquilino che abitava nel mio palazzo, cercava lavoro e l’ha detto al custode. Il custode – che sapeva che io avevo una società piuttosto grande – me l’ha riferito , io l’ho intervistato (abitavamo sullo stesso pianerottolo quindi è stato facile) e l’ho trovato adatto per la posizione che avevo da offrire. Chi avrebbe mai detto che il custode sarebbe stata la persona che gli avrebbe trovato il lavoro….eppure è  avvenuto così. Quindi non vergognatevi di dire in giro  che siete in cerca di occupazione, sono ben altre le cose di cui ci si dovrebbe vergognare!

Nono punto: non trascurate di prendere in considerazione la possibilità di fare qualcosa per vostro conto. Ancora una volta potreste scoprire che quello che sapete fare ha valore anche se non lo fate alle dipendenze di qualcuno. Per esempio: vi piace/sapete pitturare? Perché non provate a proporvi come imbianchini? Sapete cucire? Oggi le sarte non esistono quasi più, quindi perchè non proporvi per allargare/stringere/fare orli mettendo dei volantini nelle caselle postali? Anche in questo caso l’intraprendenza aiuta. Conosco un signore che ha 65 anni e un’auto un po’ scassata: si propone alle signore anziane come autista: le va a prendere a casa, le  porta dove vogliono, le aspetta e poi le riporta a casa. Il tutto per meno di 25 euro, non importa quanto deve aspettarle. Si è fatto conoscere attraverso la “filiera” delle badanti….e adesso tutte le vecchiette lo impiegano per farsi portare a fare la spesa. Idea da copiare.

Decimo punto: accontentatevi. Non pretendete di ottenere la stessa posizione e lo stesso stipendio di una volta. Accettate di guadagnare di meno, di fare qualcosa di meno prestigioso e pensate che almeno avrete ottenuto un lavoro, e oggi non è cosa da poco!

Ultimo punto: infischiatevene della vostra età anagrafica. Lo so perfettamente che vi potranno rispondere “troppo vecchio/a”, ma questo non deve assolutamente farvi demordere dal vostro obiettivo. Se per qualcuno siete troppo vecchi, ci sarà sicuramente qualcun altro per cui non lo siete. Dovete solo avere la pazienza di trovarlo.

Non sarà facile, non sarà veloce, non sarà immediato, ma quando ce l’avrete fatta la soddisfazione sarà enorme. Parola.







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