giovedì 8 maggio 2014

Come riconoscere una "donna cactus"

Non vi è mai capitato di incontrare una donna con la quale non vi trovate a vostro agio, ma non sapete perché? Si? Allora il perché ve lo dico io: si tratta di quella che io definisco la “donna cactus” cioè una persona che è metaforicamente piena di spine con le quali tiene gli altri a debita distanza da sé.


Le cause del suo essere “cactus” possono essere molteplici:

  • ha avuto esperienze molto negative nei rapporti col prossimo (o con i genitori)
  • ha una sensibilità esasperata e quindi tutto la ferisce, di conseguenza si crea uno scudo di apparente cinismo
  • ha poca stima di sé stessa e teme che gli altri se ne accorgano
  • ha soggezione delle persone più importanti o più vecchie di lei , perchè non si sente alla loro altezza
  • non si fida di nessuno perché molti (troppi) l’hanno imbrogliata
  • si sente in imbarazzo in determinate situazioni e quindi non si espone, anzi rifiuta i contatti
  • e’ di carattere irascibile e scatta per un nonnulla
  • è incapace di dare ascolto/sostegno/aiuto agli altri perché a sua volta non l’ha mai ricevuto
  • non vuole mai mostrare agli altri niente di sé stessa, né passione né odio, non vuole cioè che le persone entrino nella sua sfera personale e privata
  • Vorrebbe essere aperta e cordiale, disponibile e  piacevole, ma è più forte di lei: non ci riesce


Come si comporta

  • Di solito non cura molto il suo aspetto fisico perché non vuole attirare troppa attenzione su di sé (attirare l’attenzione significa anche rivelare parte della propria indole e questo secondo lei non deve succedere)

  • Con il linguaggio del corpo comunica alterigia, distanza, chiusura

  • Nei confronti delle altre persone è gentile, ma rigida, non si lascia andare, non lascia spaio all’empatia

  • Nella conversazione, difficilmente svela il suo pensiero e se lo fa non è comunque mai esplicita e chiara

  • Agisce sempre come se qualcuno stesse per aggredirla e quindi è sempre in atteggiamento di difesa Talvolta può anche essere portata all’attacco preventivo

  • Non è simpatica, non fa battute (se le fa sono abbastanza pungenti), è molto reattiva a qualsiasi provocazione anche se scherzosa

  • Si definisce “una dura”, “una con gli attributi” perché ha il terrore di essere ritenuta debole e fragile
  •  La donna cactus ha sentimenti di gioia e di dolore, di felicità e di pena esattamente come tutte le persone del mondo, solo che non accetta che gli altri li notino.


Come fare per relazionarsi con una donna che “ha le spine”?

  • Prima di tutto va rassicurata con espressioni di stima per lei. Spesso infatti è proprio la mancanza di autostima che la induce a comportarsi in modo distante.

  • Poi è necessario cercare di capire il motivo del suo comportamento (vedi sopra) e, una volta compreso, andarle incontro aiutandola a superare  il problema, ma senza atteggiarsi a psicologhe, semplicemente dimostrandole amicizia e accettazione anche delle sue spine.

  • Non si deve cercare di ammansirla, non servirebbe ad altro che ad esasperare ancora di più il suo comportamento; bisogna invece cercare di capirla e di dimostrarle che non ha niente da temere

  • Bisogna lasciarle spazio e non pressarla perché “ritiri le spine”, se il suo comportamento è fastidioso, nessuno è obbligato a frequentarla assiduamente

  • Non va trattata come se fosse un mostro odioso, è solo una persona che evidentemente ha un passato doloroso alle spalle e che reagisce per difesa non per cattiveria. 

  • Va tenuto presente che probabilmente le piacerebbe molto dimostrare affetto o simpatia o complicità con qualcuno, ma le è difficile convincersi che verrebbe capita e non fraintesa, quindi al minimo accenno di apertura, bisogna essere pronte ad accoglierla e a ricambiare.



2 commenti:

  1. [L'"Anonimo" ben accolto, ritorna] .-)) Non so se ne è consapevole (lo dico senza ironia o alterigia, per l'amor di Dio), ma lei ha tratteggiato (non dico alla perfezione, ma in gran parte) un esemplare molto molto raro di donna. Un tipo di personalità femminile (con un corrispondente maschile più frequente di quello femminile) che, a dispetto dell'atteggiamento esteriormente percettibile di alterigia e freddezza emotiva, è la quintessenza della sofferenza. Una sofferenza cupa, sorda, strisciante. E' la donna "schizoide" (non si spaventi, non dico schizofrenica). Anch'io ne ho conosciuta una: è stata di gran lunga la donna più bella che abbia mai ammirato, ma...le mancava il...fascino, la...personalità. E' un tipo di personalità poco conosciuta, persino dagli stessi Psicologi, perché le persone con questo disturbo,brispetto alle persone con altri disturbi psichici, sono assai riottose a rivolgersi ad uno specialista. Ovviamente, il più delle volte si tratta di una mera tendenza e non di un atteggiamento cronico e pervasivo. Ad ogni modo, se le interessa (mi creda veramente, non lo faccio per réclame!), mi dica cosa pensa di questo mio modestissimo contributo (prima della "gatta morta" mi è capitata la "schizoide"...non mi faccio mancare nulla...hehehehehehehehehehehehe) e, poi, se crede, cancelli pure questo mio commento. Cordialità e mi stia bene. E quando le gira male, guardi le nuvole che aiuta molto! http://pierfrancesconatale.blogspot.it/2014/06/schizoid-girl.html

    RispondiElimina
  2. caro Anonimo,,, bentornato!! come per il precedente post i suoi commenti sono molto intelligenti e mi fa piacere che me li mandi, soprattutto perchè essendo lei uomo e io donna abbiamo punti di vista ovviamente diversi e per questo interessanti. Tengo però a precisarle che quando scrivo ritratti di donne, lo faccio sempre in modo un po' ironico, non certo scientifico e nemmeno lontanamente tale: il mio scopo infatti è aprire una discussione . Purtroppo per il momento ho ricevuto solo commenti pieni di insulti (da donne che non si firmavano, ma era palese che non fossero uomini) a parte, appunto, i suoi che invece trovo brillanti. Quindi mi guarderò bene dal cancellare il suo commento, anzi! Per quanto riguarda le nuvole la ringrazio per il link e le assicuro che io (per mia grande fortuna) non ho mai la luna storta, meno che mai quando scrivo. Riporto solo quello che vedo, sento, osservo. Aspetto il prossimo commento. (se ne ha voglia mi piacerebbe che rispondesse al post "come fare per sedurre un uomo" ;-) a presto quindi...

    RispondiElimina