venerdì 23 maggio 2014

Ebbene sì...ho il terrore del dentista!

La mia più grande paura, praticamente una fobia, è quella del dentista e  so che sono in buona compagnia perché ho letto che circa il 40%  degli italiani ha il mio stesso timore (anche se nel mio caso dire timore è decisamente riduttivo). Io non ho paura, sono ter-ro-riz-za-ta!

 Non ho un motivo particolare per soffrire di questo insensato panico, perché non ho mai avuto brutte esperienza da piccola , ma non posso farci nulla: il solo odore che sento quando entro nello studio mi suscita l’immediato impulso a darmela a gambe levate. Quindi per evitare figuracce poco degne di una donna della mia età , mi faccio accompagnare. Questo non diminuisce né lenisce la mia paura, ma almeno mi impedisce di comportarmi come un animale in trappola, perché così mi sento.
Ha pochissima importanza il fatto che sia stata io a decidere di prendere un appuntamento o, peggio, di stare soffrendo come una bestia per il male: appena varco la soglia di quello che io chiamo “il posto di tortura”, mi si sbarrano gli occhi, mi viene il respiro corto e inizio a tremare (e nonostante fino a 5 minuti prima ululassi di dolore, magicamente non lo sento più…)
Appena mi siedo sulla poltrona, comincio a sudare freddo e, proprio come i bambini, tengo la bocca ben chiusa, tanto che più di una volta il mio dottore ha dovuto letteralmente chiudermi il naso per farmi aprire la bocca.
Sono perfettamente consapevole che questo mio modo di fare non ha niente a che vedere con il dolore, perché, oggettivamente, di dolore non ne sento mai. Quello di cui ho paura è, insensatamente, lo so, il fatto di non sapere cosa stanno facendo dentro la mia bocca, di non averne il controllo, di non poter intervenire. L’unica cosa che mi è concessa è alzare la mano (ma lui non si ferma comunque perché sa che la mia è solo scena), o tirargli improperi che tanto non vengono capiti perché ho la bocca spalancata e fermata dall’apribocca dentistico e sfido chiunque a parlare con quel coso che ti tiene la bocca aperta e ferma.
Non parliamo poi del rumore del trapano!!! Se esistesse una parola più forte di terrore puro, la userei, ma non mi viene in mente niente che possa descrivere efficacemente . Me lo sento nel cervello e mi spaventa da morire. Ma perché non fanno dei trapani silenziosi?????? Possibile che nessuno ci abbia mai pensato? Non ci posso credere… E la puntura di anestetico??? Quando  vedo arrivare quella siringona con quel grosso ago, mi sento come nel film Il Maratoneta (ricordate la tortura quando gli  strappano i denti? ) .
Per affrontare la famigerata seduta, io non adotto alcuna pratica particolare perché so perfettamente che sarebbe tutto inutile: quindi vado al patibolo come Maria Antonietta, facendo finta di essere coraggiosa, non mi siedo sulla poltrona , ma mi stendo, rigida come un baccalà (ho scoperto in me una capacità sconosciuta di mantenere contratti i muscoli anche per un’ora di fila) per poi accasciarmi appena finito tutto e provando dei dolori pazzeschi perché  l’irrigidimento provoca anche crampi.  Chiudo gli occhi, oppure guardo fisso in quelli del mio dentista cercando di ipnotizzarlo e di convincerlo a smettere (tentativo  del tutto infruttuoso ), mi conficco le unghie nel palmo della mano (una volta lo facevo con la mano dell’assistente alla poltrona o di chi mi accompagnava, poi ho smesso per evitare di essere denunciata per lesioni) , e mi ripeto come un mantra “fra un minuto è finito, fra un minuto è finito”, infine, prima di iniziare stresso a morte il mio medico  non solo per farmi raccontare per filo e per segno cosa mi farà, ma pretendo che ogni volta che prende uno strumento, mi spieghi a cosa serve, per quanto tempo lo userà, se sentirò male. Devo proprio dire che lui ha una pazienza infinita e mi segue (anche perché non ha alternative: se non lo fa io mi alzo e me ne vado) , ma  nonostante tutto la paura non mi passa.
Naturalmente mi sento la persona più idiota del mondo, perché tutta sta manfrina io la faccio anche se devo solo farmi pulire i denti o controllarne lo stato!
A mia consolazione  mi ricordo che molti anni fa sono andata da un dentista che non conoscevo (il mio era in ferie) e, appena entrata, mi hanno fatto compilare una strana scheda (adesso so che si chiama Test di Corah e serve per quantificare  il livello di paura del paziente ) tra le cui domande ne spiccava, in grassetto, una: “hai paura?” con due caselle da sbarrare: sì o no.
Per curiosità, mentre aspettavo, ho chiesto all’infermiera se le persone si limitavano a scrivere si/no o aggiungevano qualche parola. Si è messa a ridere e (ovviamente nascondendo i nomi) mi ha fatto vedere una decina di schede. Quella più “sobria” portava scritto a caratteri  davvero cubitali (probabilmente per la paura che non venisse letto bene) “sono in uno stato di puro terrore”.

Mal comune…………….


Alcune torture sono fisiche e mentali. Ma quella che è entrambe le cose è dentale. Ogden Nash


Nessun commento:

Posta un commento