lunedì 19 maggio 2014

Il silenzio è d’oro…

Il mondo purtroppo è pieno di gente che ha il brutto vizio di parlare a vanvera o di spettegolare, spesso senza rendersi assolutamente conto dei danni che può fare una frase detta in un momento inopportuno o senza la certezza che quanto si racconta sia vero.

Riportare i fatti degli altri può essere foriero di gravi danni, perché prima di tutto, se non si è assolutamente certi che quanto viene descritto è vero (e difficilmente le cose riportate sono esattamente come la realtà perché il passaparola tende ad arricchire di particolari ogni passaggio) si rischia di  contribuire a divulgare cose false .

A questo proposito voglio raccontare un episodio che è capitato a me quando ero ragazza. Sono uscita di casa una mattina e sono caduta sulla classica buccia di banana, facendomi molto male alla schiena. La custode dello stabile dove abitavo ha chiamato un’ambulanza e poi ha telefonato in ufficio a mio padre per avvertirlo. In ufficio ha risposto la centralinista che ha preso il messaggio , poi l’ha riferito alla segretaria, che l’ha riferito all’assistente di mio padre che ha ricevuto questa comunicazione : “sua figlia è caduta dalla finestra e si è rotta la testa”.  Naturalmente di vero c’era solo che mi ero fatta male…il resto? Puro arricchimento da parte dei vari “messaggeri”.( e mio padre ha rischiato l’infarto per lo spavento) .

Inoltre, attenzione,  perché farsi i fatti altrui e poi raccontarli in giro è il modo più sicuro per farsi dei nemici.

Cosa fare se ci si trova di fronte ad una persona che si capisce essere pettegola?   

Il primo suggerimento che mi sento di dare è quello di non parlarle assolutamente mai dei fatti vostri e di non raccontarle alcun episodio/notizia/avvenimento/particolare (per non dire segreto) che riguarda la vostra vita e che non volete  diventi di dominio pubblico. 

Ricordiamoci sempre che le persone che parlano molto degli altri lo fanno principalmente perché sentono il bisogno di dimostrare che sono “introdotte” in un determinato ambiente oppure perché il parlare di quello che sanno  sulle persone le fa sentire importanti: nella maggior parte dei casi difficilmente si rendono conto che stanno danneggiando qualcuno, e questo è molto pericoloso perché alla cattiveria puoi opporti, ma all’ingenuità o alla buona fede è difficile porre rimedio.

Nessuna persona pettegola si crede tale. Normalmente pensa che sia un modo per mantenere viva una conversazione….Se invece il parlare degli altri viene fatto con il preciso scopo di malignare, allora il discorso cambia completamente così come deve cambiare il nostro comportamento: non solo, ovviamente, non apriremo bocca sulla nostra vita, ma quando saremo oggetto di confidenze che riguardano qualcun altro dovremo chiaramente dire che non ci interessa, e che riteniamo che chi le divulga sia una persona da non tenere in considerazione. Magari potremmo passare per maleducate, ma tutto dipende dal modo, tal tono e dalle parole che useremo e poi “a buon intenditor…poche parole”. Di fronte ad una nostra presa di posizione così netta, difficilmente ci verranno svelati ulteriori  segreti altrui…

Infine stiamo attente ad non essere noi le pettegole del caso. Prima di parlare di qualcuno ragioniamo: magari – e noi non lo sappiamo – è il/la parente del nostro interlocutore (in questo caso la cosiddetta  “pestata di cacca” è assicurata) ; magari non abbiamo elementi certi per affermare con sicurezza quello che stiamo dicendo e potremmo essere facilmente contraddette ; magari rischiamo di rovinare un’amicizia o un amore e, stavolta senza magari, verremo considerate persone poco affidabili. Non mi pare che ne valga la pena solo per il gusto di “aprire la bocca”.

Non scordiamoci mai che chi sa stare in silenzio è doppiamente vincente: perché non rischierà mai brutte figure e perché passerà per una persona che rispetta la privacy degli altri. Ci sono   moltissime maniere  di stare zitti senza chiudere la propria anima, di essere riservati senza sembrare introversi e scostanti, basta pensare che il silenzio è  d’oro  quando si è capaci di gestirlo nei luoghi e tempi più adatti e non parlare -  senza cognizione di causa, ma solo per sentito dire o, peggio, per aver interpretato a modo nostro -   delle persone che non vogliamo rischiare di  ferire.

Il silenzio non ha mai tradito nessuno. Antoine Rivarol. Masime e pensieri, 1808 (postumo, 1941)


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