martedì 13 maggio 2014

La donna avida

La donna avida può assomigliare a quella avara , ma mentre la prima  non è disposta a dare  né spendere niente, ma può anche non pretendere niente, quella avida, al contrario , cerca di accumulare il più possibile, di sfruttare a suo vantaggio tutte le occasioni e le persone. Desiderare di possedere tanto è comprensibile, farsi dominare dal possesso lo è molto meno.

Questo tipo di donna può  essere quindi avida di amore, di amicizia, di soldi, di potere, di cibo. Perché è avida? Molto probabilmente perché fin da piccola le è sempre mancato qualcosa, è stata ignorata o derisa o frustrata e oggi, in un certo senso, si prende una rivincita anche se non in modo consapevole.

Come riconoscerla?

  • Accumula. Tanto. Il più possibile. Non importa cosa, importa la quantità e non le basta mai.
  • Compra spesso in “duplice copia” perché un solo oggetto le sembra poco (potrebbe rompersi, essere rubato, perderlo e questo non lo tollererebbe. Se ne compra due avrà sempre un sostituto, qualunque cosa accada)
  • Cerca sicurezza : ha bisogno di essere rassicurata sulla sua bellezza, intelligenza, simpatia, professionalità, è infatti avida di complimenti e riconoscimenti
  • Si dichiara amica di tutti non per vera propensione, ma perché secondo lei “più persone mi sono amiche e più posso avere quello di cui ho spasmodicamente bisogno” (apprezzamento, protagonismo, elogi)
  • In amore rischia di essere asfissiante: chiede manifestazioni eclatanti, chiede presenza costante, chiede attenzione assoluta. Al primo accenno di distrazione del partner va su tutte le furie.
  • In mezzo ad un contesto maschile farà di tutto per ingraziarsi gli uomini, perché l’ammirino, perché la corteggino: essendo alla ricerca costante di attenzione il fatto che più uomini la reputino “la migliore” la tranquillizza sulla sua capacità seduttiva e quindi le toglie un po’ di ansia.
  • Sul lavoro lascia poco spazio agli altri: è la tipica donna che se è in posizione dirigenziale non farà mai fare carriera ai suoi collaboratori per paura che si rivelino più bravi/preparati/intelligenti di lei
  • Il potere la inebria: può averlo lei e allora sarà abbastanza dispotica, o il suo compagno e allora approfitterà di ogni occasione per sfruttare i vantaggi dell’essere moglie/fidanzata/compagna di…
  • I soldi non le bastano mai, si sente sempre “povera” . Una delle frasi che ho sentito di più da donne che non facevano certo una vita grama  è “non me lo posso permettere”.
  • Anche il cibo può essere oggetto della sua avidità: non si tratta di golosità, si tratta di un vero e proprio impulso a mangiare sempre di più, per paura di restare a stomaco vuoto (cioè senza amore).
  • Gli amici , i parenti e il compagno sono per lei solo funzionali al raggiungimento del soddisfacimento dei suoi bisogni (in parole povere : lei è la regina e gli altri il corollario della sua esistenza)


Qual è il miglior metodo di gestione di queste donne?

Se il loro modo di essere e di fare vi dà fastidio, l’unica soluzione è quella di frequentarle il meno possibile, ma se invece volete aiutarle (e quindi aiutare anche voi ad avere un rapporto meno pesante con loro) ad essere meno avide, potete:

  • Cercare di far loro capire che  ci sono alcune cose di cui è impossibile privarci (l’aria, l’acqua, il cibo, una casa) , ma ce ne sono  molte di più delle quali potremmo tranquillamente fare a meno  e vivere ugualmente serene. Comprare un bel paio di scarpe può lenire molte sofferenze femminili, ma comprarne 8 paia è demenziale. Avere un bel vestito fa piacere, ma avere un armadio pieno è solo ingombro in più   e così via 

  • Dimostrare con fatti più che parole che molti dei bisogni che credono primari e indispensabili non lo sono per niente, perché nella maggior parte dei casi  provengono solo da convincimenti o necessità di emulare altre persone 

  • Aiutarle a definire la tipologia e la portata reale di quelli che secondo loro sono i bisogni che hanno e poi accompagnarle nella consapevolezza che la maggior parte di essi è invece totalmente superflua e non c’è alcuna necessità di accumulare. Magari fate insieme una lista di tutti i vestiti, scarpe, borse, oggetti che non sono stati usati per un anno e che quindi non si sono dimostrati utili, ma solo fonte di accumulo e di occupazione di spazio e forse si convincerà che ha speso inutilmente.

  • Con l’esempio (facilitato oggi dalla condizione economica difficile in cui ci troviamo tutti) dimostrare che ci si può accontentare di quello che si ha e vivere ugualmente bene 

  • Far capire che sono persone degne di stima e di fiducia, di ammirazione e rispetto e che non devono per forza ricorrere alla raccolta e all’immagazzinamento di oggetti e alla ricerca ossessiva di conferme sul loro valore , cosa che non produce altri effetti se non un accumulo impressionante di infelicità e stress.


L’avidità è un pozzo senza fondo, che esaurisce la persona nello sforzo incessante di soddisfare il bisogno senza mai raggiungere la soddisfazione  

Erich Fromm , Fuga dalla libertà, 1941








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