lunedì 5 maggio 2014

Mi fido di una badante?

Se anche voi avete la necessità di avere qualcuno che si occupi dei vostri anziani, vi sarete sicuramente preoccupate di trovare qualcuno che sia affidabile, serio e soprattutto che prenda davvero a cuore l’assistenza ai vostri cari. Cosa non facile da trovare. Non perché non esiste personale qualificato, ma perché spesso non approfondiamo abbastanza , durante il primo incontro, le caratteristiche professionali e personali di chi assumiamo.

Il lavoro di badante è un’attività molto delicata, molto pesante  che va presa sul serio e svolta con attenzione e dedizione  e non solo per  guadagnare.
La badante deve essere una persona sensibile, cui piacciono gli anziani,  dotata di molta pazienza e che abbia soprattutto un alto senso di responsabilità.
Voi mi direte “e io dove la trovo una così?” Non ne ho idea, so che esistono agenzie specializzate nella fornitura di questo tipo di figura professionale, so che molti parroci si occupano di inserire donne straniere per aiutarle a trovare un lavoro, so che il passaparola funziona abbastanza bene, e questo è tutto. 

Scrivo questo articolo non per aiutarvi a trovarne una, ma per aiutarvi ad essere sicure che quella che sceglierete non vi farà brutte sorprese.

Prima di tutto mettetevi ben in mente che assumere una badante non significa disinteressarvi del vostro parente, significa solo che gli mettete accanto una persona che lo aiuti, gli faccia compagnia e lo segua se deve prendere medicine, lo faccia mangiare regolarmente e uscire altrettanto regolarmente. 

Ma questo non vuol dire che voi potrete sparire e farvi vive solo una volta ogni tanto. La badante non sostituisce l’affetto, ma solo la quotidianità. Purtroppo ho visto molte donne che una volta affidato il padre alla badante andavano a trovarlo sì e no per Natale e Pasqua…..perchè “tanto ha la badante che è tanto brava”: per brava che sia, l’amore di un figlio non può essere barattato.


Indipendentemente da quello che vi garantirà l’agenzia (se avete scelto questo metodo per cercarla) eccovi  il vademecum per capire come deve essere la persona che deciderete di mettere al fianco dei vostri anziani:

  • Meglio una persona sui 40/55 anni piuttosto che più giovane. Probabilmente ha più capacità di risolvere eventuali problemi dovessero presentarsi all’improvviso.

  • Se non è italiana, deve parlare molto bene la nostra lingua, altrimenti il nostro caro si sentirà in difficoltà a comunicare con lei e viceversa, col risultato che non capendosi, potrebbero sorgere complicazioni.

  • Deve avere tantissima pazienza e per scoprirlo fate così: all’appuntamento di presentazione fatela aspettare circa mezz’ora e poi, quando la incontrate, verificate se è nervosa, seccata, tesa o agitata. Lo capirete dai suoi gesti e dall’espressione del suo viso. A nessuno piace aspettare, ma se una persona è paziente di natura, si rassegna facilmente all’attesa, mentre se non lo è, non lo sarà nemmeno con i vostri parenti, e allora non va bene.

  • Chiedetele informazioni sulla sua famiglia, soprattutto se ha figli, e in che città sono. Tenete presente che avendo la propria famiglia lontano sarà ovviamente portata a telefonare il più possibile, rischiando così di trascurare il suo lavoro (ho visto davvero moltissime donne che portando a spasso la persona loro   affidata , invece di guardare dove andavano stavano al telefono tirandosi appresso il povero “vecchietto” per niente soddisfatto della passeggiata.

  • Datele degli orari ben precisi, accordandovi con lei, su quando potrà chiamare i suoi. Ricordatevi che è una vostra dipendente (cioè come se fosse una vostra impiegata) e quindi avete tutto il diritto di far sì che lavori le sue 8 ore senza interruzioni “personali”.

  • Domandatele delle referenze e se le ha chiamate direttamente le persone che vi ha segnalato senza limitarvi a chiedere “è brava?”, ma domandando cosa faceva, per chi, quante ore, di cosa si occupava, pregi e difetti. Lo so che può sembrare la Santa Inquisizione, ma ricordatevi che state affidandole vostro padre o vostra madre, non gente qualsiasi e quindi vanno prese tutte le  precauzioni del caso. Se non ha referenze, allora chiedetele il permesso di soggiorno e il certificato penale (che se non sbaglio adesso è obbligo di legge), domandatele chi frequenta qui in Italia (connazionali? Italiani? Che mestiere fanno? Che età hanno?) perché anche in questo caso dovete essere prudenti: magari lei è onestissima, ma il marito/fidanzato/amico lo è molto meno…..Vi sembrerò paranoica, ma io suggerisco anche una piccola esplorazione su internet pe vedere se salta fuori qualcosa digitando il nome di lei e delle sue conoscenze in Italia.

  • Assumetela, lasciate che inizi ad occuparsi del vostro caro , fate delle visite programmate una volta la settimana, e poi fatele delle visite a sorpresa, non programmate. Presentatevi a casa senza preavviso ogni mese per 3 mesi, ovviamente mai allo stesso giorno e alla stessa ora. Se non potete voi, incaricate un’amica o una parente. In questo modo sarete sicure che rispetta gli accordi e che si cura davvero della persona che le è stata affidata.


  • Un ultimo suggerimento: chiedete il parere del vostro anziano: cosa ne pensa? Si trova bene? Si sente al sicuro? Attenzione: sia che il vostro parente sia  un uomo o una donna che si sente ancora arzillo/a e che ha qualche soldino da parte o dei valori tipo gioielli o cose preziose, verificate che il rapporto con la badante non diventi troppo stretto: sentiamo continuamente di casi in cui il vecchietto ha intestato tutto alla badante  e le conseguenze sono state terribili. Non sto dicendo che le badanti sono tutte delle potenziali assassine o che circuiscono i pazienti affidati a loro, sto solo invitandovi a stare attente, a tenere occhi e orecchie ben aperti per captare qualsiasi segnale di troppa “amicizia” si instauri tra i due e se avete qualche dubbio, prendete immediatamente provvedimenti (cambiate badante).


L'assistenza infermieristica è un'arte; e se deve essere realizzata come un'arte, richiede una devozione totale e una dura preparazione, come per qualunque opera di pittore o scultore; con la differenza che non si ha a che fare con una tela o un gelido marmo, ma con il corpo umano il tempio dello spirito di Dio. È una delle Belle Arti. Anzi ,la più bella delle Arti Belle.
Florence Nightingale, Una and the Lion, 1871



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