martedì 6 maggio 2014

Quando lui è poco gentile

Chiariamo subito che sto parlando di  poca gentilezza e non di violenza, cioè voglio spiegare come spesso gli uomini  arrivino anche ad essere davvero maleducati con noi, ma come spesso non se ne accorgano neppure.
Succede infatti , soprattutto dopo qualche anno di matrimonio o convivenza, che misteriosamente perdano la facoltà di farci sentire importanti, uniche, amate, come succedeva nei primi tempi del nostro amore.


La trasformazione è lenta , ma inesorabile: inizia con il bacio del mattino che molte volte è ormai una chimera perché è già tanto se ci  saluta, prosegue nel tempo con i rientri a casa sempre col muso lungo (praticamente lavora solo lui, solo lui ha pensieri e preoccupazioni, la stanchezza che prova lui è ineguagliabile anche se noi abbiamo faticato come muli tutto il giorno tra casa, figli e lavoro) e si consolida nel tempo con un modo assolutamente sgarbato di rivolgersi a noi.

  • Ci sono uomini che rispondono al telefono grugnendo perché si sentono disturbati, altri che addirittura non rispondono proprio o  perché tengono la suoneria bassa e non sentono oppure perché  appena vedono il nostro nome sul display  lasciano squillare finchè non ci stanchiamo o entra la segreteria, altri ancora  che rispondono a monosillabi come se facessero parte della CIA.  
  • Ci sono uomini che se sono in compagnia di loro colleghi e ci incontrano fanno fatica a presentarci e tirano via, neppure fossimo delle appestate.
  • Ci sono uomini che alle feste ci ignorano totalmente quasi come se si vergognassero di far sapere che stanno con noi.  
  • Ci sono uomini che criticano ogni nostro abbigliamento e si guardano bene dal fare anche il minimo complimento.
  • Ci sono uomini che quando hanno finito di cenare si alzano, portano in cucina un bicchiere, poi si siedono davanti alla tv e ci dicono “ho sparecchiato” (convintissimi di averlo fatto!!)
  • Ci sono uomini che quando un amico chiede un favore si fanno in quattro, ma quando lo chiediamo noi trovano mille scuse per non farlo. Ci sono uomini che quando parlano con noi si incavolano per ogni nostra frase, ma se la stessa frase viene pronunciata dal solito amico viene accolta con un sorriso di comprensione. Ci sono uomini che ci chiedono di prenotare un albergo o un tavolo al ristorante e ci spiegano per filo e per segno, come se fossimo deficienti o abituate a vivere nelle caverne, cosa dobbiamo dire.
  • Ci sono uomini che con la scusa del mal di schiena (che magari abbiamo anche noi) ci  lasciano tranquillamente portare valigie e pesi nemmeno fossimo delle Sherpa.


Sì care mie sono sicura che molte di voi riconosceranno queste caratteristiche nei loro compagni , ma non tutto è perduto.
Per arginare queste pessime abitudini – che anche se non sono neppure lontanamente vicine alla violenza danno comunque fastidio – ci sono solo due modi: infischiarsene e non farci caso (quindi non rimanerci male) oppure rendere pan per focaccia adottando lo stesso identico comportamento. Magari non funzionerà, ma almeno ci avremo provato!

Mi pare che la frase di Peter Ustinov: gentiluomo è colui che tiene aperta la porta dell’albergo affinchè sua moglie possa portar dentro i bagagli, si adatti perfettamente a quanto ho raccontato. Giusto?


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