sabato 24 maggio 2014

Sei capace di dire grazie?

Fra tutte le persone che ho conosciuto, frequentato e che ancora frequento, e sono davvero tante tante ve lo assicuro, solo una è stata ed è tuttora capace di dirmi grazie per quello che ho fatto – e ogni tanto ancora faccio – per lei (anzi per lui perché è un uomo).

Perché dire grazie non è affatto semplice come sembra.

Chiunque può pronunciare questa parola, ma come sempre se stiamo un pochino attente scopriremo che c’è una bella differenza tra pronunciare e dire. Chiunque sappia l’italiano e sappia parlare può usare questa parola, ma non è da tutti essere capaci di dirla, e per dirla intendo : facendola scaturire dal cuore.

Certe persone purtroppo pensano che  un regalo, magari costoso e scenografico,  per chiunque basti come ringraziamento , e non si rendono conto che spesso una semplice margherita accompagnata da un sorriso ha molto più valore , per chi lo riceve, di un anello con un brillante da 8 carati.

I motivi per ringraziare qualcuno possono essere tantissimi: per amore, per amicizia, per riconoscenza, per opportunità, per convenienza, per educazione, per abitudine, per ironia.

Vediamoli uno per uno:

  • per amore: di solito sono più  le donne a farlo ed è un modo per dire all’altro quanto siamo felici di stare con lui. In questo caso il grazie può essere espresso non solo a parole, ma anche con un bigliettino, una lettera, un sms, un regalo, un mazzo di fiori, un pupazzo. L’importante è che la persona cui è destinato capisca cosa ci ha spinto a fare un certo gesto o a dire quella parola e che non lo dia mai per scontato, per dovuto. In amore si regala, si riceve e  non si pretende.


  • Per amicizia: gli amici, quelli veri, sono preziosi ed è giusto che sappiano quanto li riteniamo importanti. Questo vuol dire che se fanno qualcosa per noi, il minimo che possiamo fare è dire grazie, non in modo superficiale e distratto, ma sorridendo, magari anche accompagnando la parola con un abbraccio.


  • Per riconoscenza: vi parrà strano, ma non tutte le persone che dovrebbero essere riconoscenti per qualcosa dicono grazie. Alcune non lo fanno perché sono timide, altre perché si sentono comunque superiori, altre ancora perché sono distratte o, peggio, non ritengono sia loro dovere. E’ facile chiedere, semplice aspettarsi che qualcuno risponda positivamente, difficilissimo ammettere di essere stati aiutati.


  • Per opportunità: questo è il grazie che viene da chi se ne infischia di voi, ma se non vuol perdere certi privilegi, sa che deve ringraziare. Tipico dei politici che quando sono in campagna elettorale ringraziano anche i sassi, appena eletti si dimenticano la buona educazione.(e non solo quella)


  • Per convenienza: ci sono persone che dicono mille volte grazie, ma solo per essere sicure che ci sarà una prossima volta – possibilmente a breve- in cui otterranno qualcosa da voi.  Sono facili da riconoscere perché , appena smettete di erogare soldi o raccomandazioni o regali o favori spariscono. Quando devono avere è tutto un grazie, quando tirate un po’ i cordoni della borsa….magicamente spariscono o comunque allentano i contatti.


  • Per educazione: fin da piccoli i genitori ci obbligano  al “dì grazie alla signora” e questo invito si radica profondamente in ciascuno di noi permettendoci di diventare persone garbate. Ma il grazie detto come un riflesso condizionato, niente ha a che vedere con l’affetto, la gratitudine, il cuore. E', appunto, solo educazione.


  • Per abitudine: figlia dell’educazione, l’abitudine a dire grazie ci viene inculcata fin dall’ asilo e spesso è accompagnata anche dal gesto di regalare qualcosa. Per esempio, in Italia è uso comune quando si è invitati a cena portare una bottiglia o dei fiori o dei pasticcini a chi ci ospita proprio come segno di ringraziamento per l’invito.


  • Per ironia: sì esiste anche il grazie ironico e ben lo sa chi ha a che fare con un/una menefreghista. Allora il grazie che esce dalle nostre labbra è puro sarcasmo.


Saper veramente  dire grazie è quindi una capacità che hanno solo poche persone che possiedono la sensibilità per capire che spesso qualcosa viene loro dato, elargito   o detto magari con sacrificio , che si rendono conto che non tutto è dovuto, che capiscono il valore che può avere – per chi dà – il sapere che viene  apprezzato  con il giusto spirito quanto è stato fatto .
  


“Ci vuole altrettanta magnanimità per riconoscere un favore ricevuto che per renderlo” Lucio Anneo Seneca

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