giovedì 19 giugno 2014

Come fare per essere felice

Più che ovvio il fatto che tutti desideriamo essere felici, ma non è altrettanto ovvio che tutti siano capaci di esserlo. La vita è dura , soprattutto in questi periodi, e non parlo solo di mancanza di denaro, parlo di tutto: le amicizie che talvolta tradiscono, i familiari che non si comportano come ci aspettiamo, il lavoro che manca, la solitudine che ci divora, la fatica di far fronte ai problemi che ci attanaglia quotidianamente, sono tutti motivi che minano fortemente la nostra capacità di essere felici.

Arrivata alla mia non più verde età , dato che non vivo sulla luna, so benissimo che esiste una marea di persone che non ha alcun motivo per essere felice, eppure, sono convinta che con un po’ di buona volontà anche queste potrebbero vivere un po’ meglio  e quindi  voglio condividere con voi questi miei pensieri sperando possano  esservi  almeno un po’ utili:

  • la prima cosa che ho imparato è che la vera ricchezza consiste nell’avere tutto quello di cui si ha strettamente bisogno e quindi poter vivere sotto un tetto, poter mangiare, potersi coprire, avere la salute e gente che ti vuole bene (non importa se sono amici o parenti).  

  • La seconda cosa è: accontentarsi. Ovvio che se pretendete di vivere in una casa di lusso, mangiare cose prelibate, indossare abiti firmati, non avere mai neppure un raffreddore, ed essere circondate da decine di persone che vi stimano, vi apprezzano, vi aiutano…beh,. Siete sulla strada sbagliata. Anche una casa minuscola può essere un nido sicuro, anche mangiare solo una pasta – se ben condita – vi farà sentire sazie, anche un abito comprato al mercato può fare la sua bella figura e per quanto riguarda la salute, finchè potete respirare, sentire, vedere, parlare, camminare, pensare..... ringraziate Dio.

  • La terza è : non correre dietro all’orologio più dello stretto necessario. Quando lavoravo non mi rendevo conto di come era diventata assurda la mia vita: anche nei momenti di pausa io correvo lo stesso, ero intransigente con tutti sulla puntualità, guai se qualcuno sgarrava nell’ organizzazione del lavoro, erano urli tipo coyote. Questo mi ha procurato tantissima infelicità, perchè ovviamente il mondo non ha mai girato intorno a me, anche se io lo pretendevo. Quando sono riuscita a staccarmi da questa ossessione ho capito che se qualcosa non può essere fatta nella precisa ora e minuto in cui io la vorrei, non succede niente, perché io non sono il Presidente degli Stati Uniti dal quale dipende la sicurezza del mondo. Naturalmente non ho perso il mio innato senso della programmazione, ma sono diventata molto più tollerante (e quindi anche molto più piacevole e simpatica da frequentare)

  • La quarta è sorridere anche se non ne abbiamo voglia.  Uscire di casa già col muso lungo non aiuta di sicuro ad affrontare bene la giornata. Lo so che moltissime persone si alzano e devono iniziare a correre immediatamente, a gestire i bambini, magari anche a litigare col marito o avere subito  l’idea che al lavoro dovranno sobbarcarsi una marea di noiose cose da fare, ma pensateci un attimo, un sorriso non costa niente…basta tirare un po’ gli angoli della bocca. Non sarà da foto, non sarà proprio spontaneo, ma comunicherete al vostro cervello e a chi incontrate che non siete delle musone. Il resto verrà da sé.

  • La quinta è : "vedere"  gli altri. Noi siamo tutte troppo concentrate su noi stesse, sulle nostre difficoltà e sulle nostre paure e non prestiamo molta attenzione a quelli che stanno peggio di noi. Invece, ascoltare i problemi altrui e aiutare le persone a risolverli, fa sentire bene, ci fa sentire utili e soddisfatte. Credetemi. Basta anche soltanto dire “buongiorno” quando si dà una monetina a un mendicante per sentirci migliori, perché lo abbiamo considerato come essere umano e non come una specie di ectoplasma cui dare una moneta.

  • La sesta è non aspettarci che gli altri ci leggano nella mente e si comportino come noi vorremmo. Parlare chiaro, esporre i propri desideri e le proprie aspettative eviterà malintesi di ogni tipo e conseguenti malumori.

  • La settima  e ultima è stare bene con noi stesse. Volerci bene, stimarci, piacerci, non affidare al giudizio degli altri su di noi le nostre sicurezze. Non voglio dire che dobbiamo essere presuntuose , orgogliose o arroganti, dico solo che dobbiamo imparare ad essere importanti per noi stesse prima che per gli altri e quindi prenderci  cura di noi, sia fisicamente che mentalmente.



La felicità non va inseguita, ma è un fiore da cogliere ogni giorno, perché essa è sempre intorno a te. Basta accorgersene.
Sergio Bambarèn, L’Onda perfetta, 1999



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