martedì 3 giugno 2014

Come sopravvivere ai Mondiali di calcio

Ovviamente io non sono una tifosa, altrimenti non scriverei questo post. O meglio potrei essere definita tale se la parola  tifosa significasse che guardo una partita all'anno. Se gioca l’Italia infatti la guardo, ma finisce lì e ho anche la grandissima fortuna di avere un marito altrettanto poco interessato al calcio, quindi in un certo senso sono salva dalla febbre dei Mondiali, ma non sono salva dal continuo tempestare di pubblicità, avvisi, articoli su qualsiasi giornale, trasmissioni televisive, trasmissioni radio, internet e via così...

Non posso fare niente! Accendo la tv per vedere un film e prima che inizi, prendendomi alla sprovvista, eccoti lì che arriva lo spot di uno che gira le spalle alla telecamera e fa segno di leggere cos’ha scritto sulla maglietta “mancano ….giorni all’inizio dei Mondiali”. Posso dire? Echissenefrega, voglio vedere il film non uno che fa il conto alla rovescia come se dovesse succedere chissà cosa!!.

In fondo si tratta  sempre- come ha detto qualcuno – di 22 miliardari in mutande che si contendono una palla e, aggiungo io, che se le danno di santa ragione come se invece di essere in un campo da calcio fossero su un ring.

La mattina appena sveglia, mi accingo a fare colazione e a pianificare la mia giornata, apro il giornale e cosa leggo come prima cosa? Che Prandelli non ha preso il tale o talaltro giocatore, il quale , in lacrime, si sente un reietto e protesta a gran voce. Ancora una volta: echissenefrega!

Mi metto al lavoro, apro internet e cosa succede? Eccolo lì il pop up sui Mondiali! Lo chiudo, ma dopo 10 minuti ne riappare un altro…….

Salgo su un taxi e dalla radio del tassista, invece di una bella musichetta rilassante cosa esce? Il tecnico di turno che dice la sua su cosa? Ma sui Mondiali ovviamente!!!

Parlo con gli amici per combinare qualche cena e cosa mi sento rispondere? “Certo, così vediamo le partite insieme”..

Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Questi Mondiali me li stanno facendo odiare perché, come al solito, il troppo stroppia. Non si sente parlare d’altro. (Sono convinta che se il Governo mettesse nelle riforme per far tornare l’italia un Paese degno di questo nome, anche solo un decimo dell’entusiasmo e del “bombardamento” che viene messo per i Mondiali , si sistemerebbe tutto in una settimana.)

E’ un po’ come San Valentino: se il 14 febbraio  non sei innamorata o sposata o fidanzata  ti senti una povera tapina: cuoricini, nuvolette, frasi sdolcinate, vetrine piene di pupazzetti e gadgettini da regalarsi, per non parlare, anche qui,  di pubblicità e delle trasmissioni televisive su “dove andare a festeggiare san Valentino”. E le altre? Le single? Cosa sono? Figlie di nessuno solo perché sono (spesso beatamente ) sole?
Ma va là.

Ecco per i Mondiali è la stessa cosa: se non sei tifosa sei un nessuno; gli amici ti guardano come se stessi dicendo delle enormi idiozie  quando dichiari che non vedrai le partite o forse solo la finale se c’è l’Italia , i colleghi di lavoro non ti rivolgono neppure la parola, gli scaramantici appena accenni a dire qualcosa tipo “ma come facciamo ad essere sicuri che arriveremo in finale?” si toccano dappertutto e ti bollano come possibile porta sfiga,  il benzinaio se non gli dici che ti piacerebbe andare in Brasile si rifiuta di farti il pieno…….

Una vera e propria  coalizione verso l’emarginazione di chi non ama il calcio
.
Che fare? Purtroppo c’è poco o niente. L’unica cosa che mi sento di consigliare è: stringete i denti e sopportate…anche i Mondiali finiranno!

Eugenio Montale, Trentadue variazioni, 1973: dallo stadio calcistico il tifoso retrocede ad altro stadio: a quello della sua stessa infanzia.



Nessun commento:

Posta un commento