martedì 8 luglio 2014

Pensaci tu...

Il tema che voglio trattare oggi è un po’ difficile, quindi spero di riuscire a scrivere cose sensate senza cadere nel fanatismo (che non mi appartiene).

Da sempre ho avuto modo di frequentare la Chiesa essendo nata e cresciuta da genitori cristiani e cattolici e quindi da sempre ho avuto modo di rapportarmi con Dio. 
Però non sempre ho approfittato di questa possibilità per avere un vero dialogo con Lui, anzi, molto (troppo) spesso sono stata del tutto indifferente, lontana, concentrata solo su me stessa.

Con il trascorrere degli anni e con l’arrivo di varie esperienze di vita non tutte positive, anzi piuttosto negative, mi sono ritrovata sola, non nel senso fisico del termine, ma nel senso interiore. 
Di fronte a quelle che per me erano avversità, non sapevo a chi rivolgermi per averne sollievo e soluzione. C’è chi, in questi casi, va da uno psicologo e chi invece si tiene tutto dentro: nel mio caso non volevo fare né l’una né l’altra cosa e quindi mi sono rivolta a Dio.

Onestamente devo dire che l’ho fatto un po’ come “ultima spiaggia” cioè non per grande convinzione, ma per una sorta di ritorno alle abitudini di quando ero ragazzina.
Beh, sono sicura che per molti sarà difficile da credere, come per me è difficile spiegarlo bene, ma mi sono resa conto che ho fatto l’unica cosa davvero efficace ed intelligente che potevo fare.
Sapete perché? Perché ho scoperto – cioè non ho capito, ho proprio scoperto – che non solo ne traevo e ne traggo sollievo, ma soprattutto che vengo ascoltata e ottengo risposta!!!

Chiarisco: se ho bisogno che si verifichi  una determinata situazione, non mi limito a pregare, ma parlo con Dio e spiego il perché sto chiedendo il Suo aiuto. So che non ci sarebbe  bisogno di farlo capire , ma lo faccio lo stesso perché, per me, è un modo per rapportarmi a Lui da umana quale sono.

Non faccio fioretti, voti, o  cose simili, non perché non ci credo, ma perché sono convinta che certe pratiche vadano fatte solo di fronte a motivi gravissimi che, per fortuna, io non ho ancora avuto.

Naturalmente ho una assoluta ,completa, totale fiducia (chiamiamola pure Fede se vogliamo) nella risposta positiva che , infatti, puntualmente arriva.
Ho imparato che non avviene mai nei tempi che secondo me sarebbero quelli giusti, (tutti, quando chiediamo qualcosa ci aspettiamo risposta immediata), ma avviene comunque  al momento giusto e si verifica sempre.

Devo ammettere che faccio un po’ fatica, ogni volta, ad aspettare che mi venga dato quello che ho chiesto e talvolta mi succede di dubitare che accada, ma vengo sempre, puntualmente smentita e quindi  altrettanto puntualmente chiedo perdono per la mia sfiducia ( e so che  lo ottengo, perché se così non fosse Lui non continuerebbe a darmi ascolto.)

So che quello che affermo è difficile da credere, soprattutto per chi si trova nei problemi fino al collo e non vede vie di uscita,  (quante volte mi sono sentita chiedere “ma il tuo Dio dov’è?” ) ma ho scritto questo post proprio per cercare di comunicare che se non ci aspettiamo che ci vengano risolti di colpo e come per incanto i nostri problemi e invece ci affidiamo a Dio come fa un figlio, aspettando che sia Lui a decidere quando intervenire, le soluzioni arriveranno e saranno quelle giuste per noi. 

Perché  l’ho provato sulla mia pelle: i tempi di Dio non sono i nostri e anche se ci pare che Lui non capisca, in realtà siamo noi che non siamo capaci di affidarci per davvero a lui.

So anche che non è così facile come sembra riuscire a dire “pensaci Tu” e crederci, perché non è nella natura umana fidarsi di un’Entità non tangibile e  non visibile (è vero che sulla terra c’è stato Gesù Cristo, e quindi Dio si è fatto visibile e tangibile, ma noi non c’eravamo…purtroppo), perché nessuno di noi , io per prima, ha il dono della santità e infine  perché nella maggior parte dei casi pensiamo che la soluzione ci debba arrivare dagli altri ,  dalla fortuna o dal caso.

Però , lasciatemelo dire: la felicità che si prova quando si vede e si capisce che siamo stati aiutati davvero, che siamo stati ascoltati, capiti e soccorsi è talmente grande che , anche per gli scettici, vale la pena almeno provarci anche se sono necessarie  pazienza e costanza perché Dio non è una macchinetta in cui metti la monetina ed esce la risposta. 
Dio va conosciuto, capito e amato.


Faccio mia una frase di L.Dilani : Io non credo in Dio: sarebbe troppo poco. Io gli voglio bene.




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