martedì 23 settembre 2014

Avete mai avuto un attacco di panico?.

Io sì e per questo ne voglio parlare, non certo da “specialista”, ma da persona che l’ha provato sulla propria pelle (e non solo una volta)  quindi magari la mia esperienza potrà servire a chi ancora ne soffre… chissà, comunque io ci provo.


Quando mi è successo la prima volta ero tranquilla e beata dal parrucchiere. All’improvviso, senza segnale alcuno, ho cominciato ad avere il respiro corto, il cuore a mille, e, soprattutto, mi pareva di essere “fuori dal mio corpo” non nel senso che mi vedevo  - come dicono nei casi di pre morte volare sopra il mio corpo -  ma nel senso che io cercavo di pensare a qualcosa ,  ma mi pareva che fosse un’altra a farlo,  non io. Una sensazione orrenda che mi ha spaventato moltissimo (e non solo me, anche il povero parrucchiere che si è visto la cliente sbiancare di colpo , urlare a pieni polmoni che non respirava (???) si è precipitato a chiamare l’ambulanza.
Portata in ospedale mi è stato dato un calmante e mi è stato detto che era solo un attacco di panico. Solo???? Evidentemente il medico non ne aveva mai provato uno per dire così.

Da quel momento, per alcuni anni è iniziato e proseguito il mio cammino con il panico. Nei momenti più impensati, sempre (secondo me) senza una ragione plausibile, mi ritrovavo a sentirmi in punto di morte, ad avere formicolio alle mani e ai piedi, a cercare aria (in realtà respiravo benissimo, ma un conto è farlo e un conto è non capire che lo stai facendo), a chiedere aiuto a chiunque. Ricordo che una volta sono entrata in una farmacia gridando che mi sentivo male e sperando mi aiutassero, ma la farmacista (oggi dico “una cretina”) probabilmente ha pensato che fossi drogata o ubriaca e mi ha detto “vada in ospedale non qui”.

Ho iniziato a vergognarmi del mio stato, delle mie paure, dei miei attacchi e quindi a  cercare di nasconderli a tutti, ma non era facile, lavorando in un ufficio. Cercavo di non guidare più per paura che mi prendesse l’attacco mentre ero alla guida, non parliamone poi dei viaggi  in treno o aereo da sola! Ogni scusa era buona per rinunciare… Insomma una vita davvero complicata soprattutto perché mi sentivo poco capita. Mi sembrava di essere diventata pazza, di essere la sola a stare così male, di non trovare soluzioni. Sono andata dal cardiologo (tutto perfettamente a posto), dal pneumologo (idem), dall’internista (idem) dal neurologo (che mi ha detto che lui non curava il tipo di disturbo che avevo io, ma solo problemi nervosi in senso di terminazioni nervose )  e non mi veniva in mente alcun tipo di altro specialista che mi potesse dare una cura. Tutti mi dicevano “è ansia, non si preoccupi” .Ansia un par di ciufoli!!!! Avere attacchi panico non è come essere ansiose!!!!! Ma sembrava non capirlo nessuno.

Allora dopo ben 5 anni di questa situazione ho preso “il toro per le corna” e ho deciso di fare qualcosa da me.

Ecco cosa ho fatto:

  • Ho finalmente  capito che il medico giusto doveva essere  uno psicoterapeuta e quindi ne ho trovato uno che mi ha aiutato a capire il perché mi venivano questi attacchi  (bassa autostima, genitori assenti, mancanza di affetto, situazione sentimentale ballerina ecc.)
  • Ogni volta che iniziavo a respirare male…..correvo. Esatto avete letto bene: correvo. In corridoio di casa, (per fortuna abitavo da sola e nessuno mi vedeva) oppure uscivo e facevo il giro dell’isolato. Allora non lo sapevo ma così facendo stimolavo le endorfine che sono gli ormoni del benessere e in più mi distraevo dal  sentire respiro corto senza motivo (respiravo male perché correvo, quindi la cosa non mi spaventava più)
  • Quando mi si informicolavano le mani, e di conseguenza il cuore andava a 1000,  andavo in bagno e mi mettevo sulla bocca una salvietta bagnata e strizzata e respiravo attraverso quella per qualche minuto. In questo modo inspiravo anidride carbonica e non ossigeno (l’iperventilazione fa introdurre troppo ossigeno nel sangue per questo viene il formicolio) così  le “formichine” passavano e la mia paura anche.
  • Ho iniziato a dire a tutti che soffrivo di attacchi di panico e sapete una cosa? Ho trovato un sacco di persone che mi dicevano di averli provati anche loro e mi davano suggerimenti e consigli!!! (oggi credo di poter affermare con una certa sicurezza che gli attacchi di panico sono come le emorroidi: quasi tutti le hanno, ma nessuno ne parla).
  • Ho capito che la cosa più sbagliata che facevo  era quella di nascondere il mio  malessere, di avere paura della paura, di non condividerlo. Il sentirsi “parte di una situazione già provata anche da altri” mi faceva sentire invece  molto meno diversa e meno isolata.


Forse grazie all'età e a quanto ho fatto all'epoca, ormai sono tanti anni che non ho più attacchi di panico , e ringrazio Dio per questo, quindi oggi posso citare William Shakespeare - Succeda quel che succeda, i giorni brutti passano, esattamente come tutti gli altri.


Nessun commento:

Posta un commento