martedì 16 settembre 2014

Hai mai pensato che c’è una grande differenza tra vivere ed esistere?

Lungi da me l’idea di fare della filosofia spicciola addentrandomi sul tema dell’esistenza e della vita, ma ultimamente sento molte persone, soprattutto donne, che a causa di vari problemi si limitano ad esistere, cioè a condurre una vita priva di significato.
Non saranno certo le mie parole a scuoterle, ma una piccola goccia , insieme a tante altre, può servire a riempire un vaso…

Dal dizionario: esistere significa essere nella realtà, far parte delle cose reali, mentre vivere significa sfruttare qualcosa in modo personale .

Dunque chi esiste , mangia, beve, dorme (forse), cammina, vede, sente, ma non gode di quello che fa, mentre chi vive ritaglia a sua misura tutte queste cose e le sfrutta al massimo, nel bene e nel male.

Chi si limita ad esistere? Tutte quelle persone che non hanno più forze per lottare contro i problemi della vita, che si arrendono perché sono certe di non essere più capaci di fare qualcosa, che si limitano a far scorrere il tempo. Sono depresse? Molto probabilmente sì, ma non necessariamente sì. 
Io sono convinta che abbiano “gettato la spugna” perché sopraffatte dagli avvenimenti. 
E’ indubbiamente molto difficile alzarsi la mattina senza alcuna prospettiva di lavoro o di guarigione, oppure superare un lutto o un distacco, ma è anche vero che non c’è persona alcuna che non abbia sofferto per qualcosa. Tanto per fare un esempio molto banale, anche i ricchissimi, cioè quelli che invidiamo e di cui diciamo “almeno lui  piange in una Rolls e non  in una Cinquecento”, hanno i loro bei problemi. Guardate gli Agnelli: un figlio suicida e uno morto di tumore. E i Kennedy? Non parliamone…..e anche senza andare nelle grandi famiglie, basta guardarsi intorno: c’è chi ha figli drogati, chi è malato, chi perde il lavoro, chi si trova improvvisamente povero. 
Ma tutto questo non dovrebbe portarci a trascinare la nostra esistenza come uno straccio da pavimenti…Vero è che il “mal comune mezzo gaudio” non frega a nessuno perché non è affatto vero che se io soffro e vedo che soffri anche tu, mi sento meglio: onestamente non me ne importa un fico secco. Ma è sbagliato perché guardare i problemi degli altri spesso aiuta a ridimensionare i propri…

Aiutare una persona che si limita ad esistere, soprattutto perché se lo fa è perché è convinta di non avere  più risorse e  quindi non reagirà a nessuno stimolo, è davvero un’impresa titanica, ma forse facendole capire che vivere è comunque un dono…potremmo avere qualche possibilità di successo.

Invece cosa vuol dire vivere? Vuol dire soffrire, ma sapersi rialzare, subire delle sconfitte, ma aver voglia di reagire, sentirsi perdute, ma saper ritrovare la strada. Vuol dire assaporare anche le piccole cose e non solo la ricchezza o i bei vestiti o i gioielli, bearsi della vista di un tramonto o di un fiore appena sbocciato, non tanto perché amanti della natura quanto perché si ha il grande dono della vista!!!

Ieri sono andata a trovare un vecchio amico che ha avuto un tumore al cervello e due ictus e, ovviamente, era su una carrozzella, non riusciva a parlare, a muoversi né a ragionare. La moglie – dopo aver vissuto con lui la tragedia di vederselo diventare così e dover cambiare tutto il suo stile di vita quotidiano – non si è affatto lasciata andare: lotta con lui. Lo segue nella riabilitazione, gli parla come se lui potesse capire (e magari capisce, ma nessuno può dirlo con certezza) , chiede agli amici di andare a trovarlo per distrarlo. E’ palese che cerca di dare una parvenza di normalità ad una situazione terribile, così come è palese che potrebbe arrendersi, metterlo in una struttura e farsene una ragione, ma non ci pensa nemmeno. Sapete cosa mi ha detto? “E’ inutile lasciarsi prendere dallo sconforto, non serve ne a me né a lui, mentre se provo a fargli vedere che possiamo farcela sono certa aiutarlo”. Grande donna!

Quando me ne sono andata ho capito che , con la volontà,  così come con l’accettazione attiva e non passiva ,chiunque può fare grandi cose per sé e per chi ama.


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