venerdì 26 settembre 2014

Mi ha lasciata. E adesso?

E adesso, cara mia ti rimbocchi le maniche e cerchi di fartene una ragione.


Nella mia ormai abbastanza lunga (ma mai troppo, facendo i debiti scongiuri..) vita ho sperimentato molte volte l’abbandono sentimentale, alcune volte ero io l’attrice, altre volte era lui l’attore che mi mollava.

Egoisticamente posso dire che mi era più facile dire “basta”, che subirlo;  non perché io sia una persona menefreghista o egoista, ma perché quando arrivavo al punto di  rottura significava che proprio non ne potevo più, oppure che c’era un altro amore all’orizzonte. Quindi nessun ripensamento, forse, non lo nego, anche un po’ di superficialità verso i sentimenti del “lasciato”, ma l’altrettanta convinzione che se non andava più bene fra noi , anche per lui era la stessa cosa, quindi avevo solo anticipato i tempi!

Diverso l’essere lasciate, anche perché gli uomini hanno la pessima abitudine di dirtelo all’ultimo minuto, di non prepararti con segnali vari (anche se è vero che non c’è peggior cieco dichi non vuol vedere…) , di andarsene magari avvertendoti con un sms (vigliacchi!!).

Una donna che conosco molto molto bene è stata lasciata dal marito, dopo 10 anni di felice (almeno lei credeva così) matrimonio, la mattina dopo aver fatto l’amore con lui!!!!!! Potete facilmente immaginare come si è sentita quando lui si è alzato dal letto coniugale e, sereno e contento, le ha detto “amore, sai ti lascio, perché mi sono innamorato della mia assistente e vado a vivere con lei. Però non ti preoccupare, perché non lo sa ancora nessuno, quindi non ti ho fatto fare la figura della cornuta”. Capito il genio?

Ecco, non dico tutti, ma molti uomini sono così. Ti piantano e cercano anche di convincerti che ti hanno fatto un favore (la fatidica frase “non ti merito” la conosciamo tutte no?).
Assodato quindi che può succedere a chiunque, bellissime (vedi star del cinema, perché succede anche a loro…), belle, brutte, giovani, meno giovani, la cosa peggiore che possiamo fare a noi stesse in questi frangenti è quella di  colpevolizzarci per la rottura. Nel 100% dei casi se un’unione fallisce la colpa è ripartita  almeno al 50% tra i due, quindi invece di cercare le vostre colpe, cercate le sue!!!

E’ totalmente inutile perdere tempo a rimuginare su cosa abbiamo fatto di sbagliato, su come avremmo potuto agire, sul perché non l’abbiamo fatto, o com’è stato possibile che non ce ne siamo accorte prima…Non serve ad altro che a torturarci.
Così come è sbagliato correre dietro al fedifrago, assillandolo di sms, telefonate, lacrime…Suvvia , un po’ di amor proprio! Un po’ di dignità!

Lasciate che vi dia qualche consiglio da vecchia signora:

  • anche se avete passato la notte a piangere, la mattina truccatevi di tutto punto, lavatevi i capelli, vestitevi bene e uscite. La cosa peggiore è chiudersi in casa in pigiama a compatirvi.

  • Cercate un’amica e buttatele addosso tutta la vostra angoscia, la vostra rabbia, il vostro dolore. Se è davvero un’amica vi ascolterà, vi consolerà e vi dirà che lui è uno sporco individuo bastardo e stronzo e voi vi sentirete capite.

  • Buttate via tutto quello che vi fa venire in mente  lui e la vostra vita in comune. Tenere i ricordi è puro masochismo.

  • Iniziate ad andare in  posti che non avete mai frequentato: dalla palestra alla mostra al corso di lingue ecc. In questo modo sarete obbligate a pensare ad altro e a vestirvi/curarvi.

  • Fate tutto, ma proprio tutto tutto quello che non avete potuto fare quando c'era lui (mangiare alle 18 di sera se avete fame, stare al telefono ore con l'amica del cuore, gioire del possesso del telecomando, tingervi o tagliarvi i capelli ecc)

  • Non cercate un sostituto. Mettete in conto che per almeno 6/12 mesi nessuno vi parrà minimamente paragonabile a quello che era LUI, quindi statevene per conto vostro, con le vostre amiche, sorelle, parenti.

  • Potrebbe anche succedere che vi sentiate come vecchie ciabatte usate (soprattutto se la rivale è più giovane di voi), ma fate un bell’elenco (scritto, così vi resta impresso e appendetelo dove potete vederlo continuamente) dei vostri pregi,  soprattutto quelli  dovuti all’età. (Non venitemi a dire che non ne avete! Se vi sforzate anche solo un pochino, ne troverete a migliaia. Per carità cristiana vi suggerisco il primo: “forse la vostra pelle non sarà più così soda e tonica, ma volete mettere cosa siete capaci di fare a letto grazie all’esperienza maturata in anni di rapporti sessuali???”)

  • Adesso vi dico una cosa che forse vi troverà in disaccordo o vi farà inorridire, ma la dico lo stesso: non esiste uomo al mondo per cui valga la pena ridursi a uno straccio perché vi ha mollate. E’ lui che ha perso qualcosa, non voi!

  • Fate vostre le parole  “io mi apprezzo, io mi amo e chi non mi ama non sa cosa si è perso” e ripetetevele come un mantra.

  • Autostima, fiducia , sicurezza di sé, percezione del proprio valore, nessuna commiserazione, testa alta, petto in fuori e tanta tanta grinta vi aiuteranno a superare il brutto momento che -  dopo qualche tempo- diventerà solo un lontano ricordo.

  • Finisco con un episodio che mi è accaduto quando ero sui 50 anni. Ho incontrato casualmente ad una festa un uomo che , circa 10 anni prima, avevo amato tantissimo e che mi aveva lasciata senza troppi complimenti. Un giorno non mi ha più telefonato ed è spa-ri-to. Vi lascio immaginare la mia disperazione. Bene, dopo 10 anni, a quella festa, quando l’ho rivisto mi sono chiesta, sbalordita, “ma come diavolo ho potuto stare così male per uno così????” E questo non perché era invecchiato, ma perché, non ingannata dai sensi e dal cuore, ho notato che non era poi questa bellezza, non era nemmeno tanto simpatico, non era  così intelligente e soprattutto era….un grandissimo coniglio!!!!!  Riuscite a immaginare  la soddisfazione che ho provato per lo scampato pericolo??


Quando non si ha ciò che si ama, bisogna amare quel che si ha.
(Roger de Bussy-Rabutin)



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