giovedì 25 settembre 2014

Ti hanno delusa?

Quante sono le aspettative che ogni donna (e anche ogni uomo) ha dalla vita e dagli altri da quando nasce? Un miliardo di miliardi, probabilmente.
Quante volte dette aspettative vengono deluse? Un miliardo di miliardi probabilmente.

 Sempre più spesso mi trovo a verificare che, soprattutto noi donne, siamo portate a delegare agli altri la nostra felicità , la nostra soddisfazione, la nostra sicurezza, con la conseguenza che nella maggior parte dei casi veniamo deluse.

Non per cattiveria o per poca volontà da parte delle persone, ma perché spesso queste non capiscono l’importanza che noi diamo a certe cose, oppure ne sottovalutano l’urgenza o  hanno pensieri più importanti dei nostri, cui, naturalmente , danno la precedenza o , infine, non sono le persone che noi pensavamo fossero.
Qualsiasi sia il motivo resta comunque il fatto che noi rimaniamo deluse e quindi diventiamo tristi, ci sentiamo abbandonate, non capite, sole, reiette sentimentalmente.
E questo non va bene. Dobbiamo quindi cercare di imparare a non rimanerci male se qualcuno a noi caro non risponde alle nostre attese.

Vediamo perché  restiamo deluse e come fare per rimediare:
  
Iniziamo con le delusioni sentimentali:  le proviamo quando il nostro amato non ci dà più quello che ci aveva abituato a ricevere (attenzione, ascolto, presenza). 
Un bel giorno, magari senza un motivo scatenante ci accorgiamo che per lui siamo diventate un po’ scontate, che ci vuole bene, ma non ci fa più sentire importanti come un tempo, che spesso veniamo messe al secondo posto rispetto ad altri interessi (amici, sport, lavoro) e questo ci fa male. Molto male.
Certo non possiamo pretendere, magari dopo anni di convivenza quotidiana di essere trattate come nei primi mesi, ma  neppure di essere relegate al decimo posto nella sua scala dei valori!  
Come possiamo reagire e rimediare?
Parlando. Ho notato che molto molto spesso alcuni amici maschi sono caduti dalle nuvole quando ho spiegato  che la moglie era infelice per colpa loro. “ma perché non me l’ha detto”? E’ la risposta classica, così come la mia contro risposta classica è stata “te l’ha detto, ma tu l’hai solo sentita, non ascoltata. Ecco, intendo dire che dovete parlarne con la sicurezza che la sua attenzione sia davvero rivolta a voi, quindi trovate un posto e  un tempo in cui potete essere sicure che nessuno vi interromperà, ma soprattutto che niente e nessuno distrarrà lui da quello che gli direte. Naturalmente non dovete essere prolisse (il livello di attenzione maschile ai problemi di una donna resta alto solo per circa 60 secondi), né minacciose (gli uomini scappano dai problemi), né lagnose (con il pianto non si risolve nulla), ma chiare, precise ed essenziali. Spiegate cosa vi aspettavate e perché. Probabile che capisca, altrettanto probabile che cambi per due giorni e poi tutto torni come prima…Ma la cosa importante è capire se ci va bene continuare così o è meglio…cambiare strada.

Avete invece avuto una delusione professionale?  Vi aspettavate un aumento di stipendio, un’assunzione, un incarico di prestigio e non è avvenuto niente di tutto ciò?  Probabilmente se ve lo aspettavate è perché eravate convinte di meritarlo, ma il fatto che le vostre aspettative non abbiano trovato riscontro non vi deve abbattere anzi, in teoria (sottolineo teoria perchè tra il dire e il fare....) dovrebbe farvi venire la voglia di lottare di più, di convincere le persone che hanno sbagliato, che voi siete brave! Ovviamente va anche tenuto presente il contesto e il momento: se l’Azienda per cui lavorate è in brutte acque, anche se voi siete dei geni, non potrà esserci alcun riconoscimento….
In ogni caso, come possiamo reagire e rimediare? Prima di tutto non date spazio alcuno al senso di frustrazione e insoddisfazione che vi prende. Guardate con obiettività i motivi per cui non avete ottenuto quello che speravate e poi agite.  Come si fa in battaglia: fate un piano, verificate che sia realizzabile e  mettetelo in pratica. (es. fate buon viso a cattiva sorte, ma fate sapere al vostro capo che ci siete rimaste male; se possibile cambiate reparto, magari con un nuovo capo….; provate a pensare di mettervi in proprio; chiedete consiglio a chi ci è già passato o comunque a una persona che vi ispira fiducia per la sua esperienza ecc ). La cosa più importante è però non abbattersi, ma; a tutto , sempre, c’è una soluzione: basta riuscire (e volere) a vederla.

La delusione, invece vi viene dallo scoprire che avete perso la fiducia  in una persona che credevate amica? In effetti è un momento molto brutto quando si scopre che chi credevamo amico si rivela invece un opportunista o un calcolatore o , peggio del peggio, un falso e traditore. L’amica del cuore, quella con cui siete cresciute, fa la scema con vostro marito? Oppure  l’amico cui avevate chiesto di accompagnarvi dal medico perché non ve la sentivate di andarci da sole vi dà buca all’ultimo momento pur sapendo quanto era importante per voi  il suo sostegno? O, ancora, la persona che avete cresciuto professionalmente, che avete sostenuto, cui avete insegnato tutto e che quindi dovrebbe esservi amica e grata, vi molla senza tanti complimenti per andarsene alla concorrenza?  Succede, eccome se succede.
E allora come possiamo reagire e rimediare? Non recriminando, non pensando a ciò che è successo, ma volgendo il pensiero a quello che verrà: una nuova amicizia, nuove occasioni di incontro, nuove persone. E poi corazzatevi, ricordatevi che prima di dichiarare “amica” una persona dovete essere certe che lo sia davvero e che vi abbia dato almeno una decina di dimostrazioni concrete del suo affetto/attaccamento/rispetto per voi.  Tenete ben presente che le persone veramente amiche  restano tali anche se non vi frequentate per anni, mentre quelle che fingono l’amicizia, sono  - di solito – proprio quelle che non vi mollano un attimo, (salvo poi al momento giusto far prevalere il loro menefreghismo a spese vostre).

Per concludere : nella vita le delusioni le avremo sempre perché la vita non è una passeggiata nel bosco e l’unica cosa che davvero possiamo fare è quella di contrastare con tutte le nostre forze  quello che ci ferisce  accettando non solo razionalmente, ma anche con il cuore, che possiamo adattarci e far fronte a qualsiasi situazione: il segreto sta nell’essere capaci di evitare di cercare conferme e sicurezze negli altri, ma trovarle invece in noi stesse senza mai smettere di lottare.



Forse c’è qualcosa di peggio dei sogni svaniti, perdere la voglia di sognare ancora Sigmund Freud

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