sabato 6 settembre 2014

ti sei un po' lasciata andare?

Prendo spunto da un commento  che mi è arrivato qualche settimana fa da una lettrice per parlare un po’ di quando le donne  iniziano a non  prendersi più cura di loro stesse.
Succede abbastanza spesso infatti che, magari dopo un divorzio o una separazione, una malattia particolarmente pesante, un dispiacere di qualsiasi tipo, passi la voglia di  pensare al proprio corpo oltre che alla propria mente e quindi dopo qualche tempo più o meno lungo, ci si accorga che siamo diventate simili a degli spaventapasseri, in tutti i sensi.

Un bel giorno ci si guarda allo specchio e non si riconosce più la bella ragazza di un tempo, ma si vede un viso spento, i capelli sono  opachi, lo sguardo è senza “scintille”, le labbra tirate e rivolte verso il basso.
Un disastro insomma! Ed è questo il momento della verità: vogliamo rimetterci in sesto? Oppure vogliamo continuare nella strada verso la totale abulia?
Io credo che in ogni donna, bella o brutta, grassa o magra, alta o bassa, ci sia almeno una punta di vanità che l’aiuta a presentarsi non tanto agli altri quanto a sé stessa, al meglio possibile e che questa punta possa risorgere dalle ceneri dell’ “autodistruzione” senza troppi problemi né fatica. Basta volerlo.

Allora, come si fa per rimettersi in sesto?

La prima cosa è valutare in modo obiettivo e oserei dire spietato la nostra condizione estetica attuale.  Per esempio il colore dei nostri capelli è doppio? ( cioè la radice è tutta bianca e il resto scuro? Oppure la radice è scura e il resto è biondo non per volontà ma per incuria? ) Urge prendere una decisione, o tutte bianche oppure con una tinta che ci valorizzi. Il taglio è andato a farsi benedire ormai da tempo e abbiamo tanti  ciuffi disordinati e spioventi? Non c’è niente di peggio da vedere quando ci si guarda allo specchio e il morale va sottoterra. I capelli sono importantissimi per una donna e cambiare colore , taglio o pettinatura può , in un sol colpo rovesciare completamente – in positivo – la sua immagine e la sua sicurezza.

La seconda è il corpo: facciamo un bell’esame di coscienza e cerchiamo di capire come vorremmo essere rispetto a come siamo diventate. Non necessariamente più magre magari, ma più toniche, oppure più giovani, o con meno seno….le possibilità sono tantissime, ma a tutto c’è un rimedio. Chi è ingrassata potrebbe anche non riuscire a dimagrire, oppure non aver voglia di sottoporsi a diete drastiche , ma non per questo deve deporre le armi: basta trovare un abbigliamento con colori e forma che nascondano  i rotolini e il gioco è fatto. Per essere più toniche, non è fondamentale andare in palestra, ci sono tantissimi esercizi da fare a casa anche se la cosa che io consiglio più di tutte è quella di camminare a passo veloce almeno mezzora al giorno. Vorremmo essere più giovani? Non è necessario andare dal chirurgo plastico, basta adottare colori , pettinatura e trucco che ringiovaniscano un po’, magari con l’aiuto di un buon make up artist che ci consigli in base alla nostra età e tipo di viso ed evitare di voler sembrare delle ragazzine quando non lo siamo più, diventando invece fiere della nostra età.

La terza è imparare a coccolarci, a sentirci la persona più importante della nostra vita e quindi trattarci bene, fare quello che ci dà gioia, comprarci un abito che ci piace anche se sfora un po’ il budget, ricordarci che ci meritiamo tutto quello che facciamo per noi.

La quarta, come conseguenza diretta della terza è la testa, nel senso di cervello. Per rimettersi in sesto bisogna rimettersi in pista e quindi riscoprire i nostri interessi e  le nostre capacità, farci nuovi amici, impiegare l’uso di internet  e dei libri per arricchire la nostra cultura, insomma stimolare il pensiero positivo alla voglia di vivere. Può darsi che questa sia la parte in assoluto più difficile e allora il mio consiglio è cominciate dal corpo e se vi vedrete più belle e diverse anche la testa ragionerà in modo diverso.

L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.” Cesare Pavese




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