mercoledì 15 ottobre 2014

Come faccio a rinunciare al cioccolato?

Vi dico subito che io non posso.  Nel modo più assoluto. Poco tempo fa ho avuto modo di parlare con una donna  che mi confessato (orrore!!!) di non amare il cioccolato. Ma come è possibile non amarlo?
Come si fa a non gustare quel sapore dolce o amaro (a seconda che sia fondente, al latte o bianco) che ti riempie il palato  con la sua morbidezza? Lo so sembro uno spot pubblicitario, ma non posso assolutamente esimermi dal cantare l’elogio al cioccolato e anche dallo sfatare alcuni luoghi comuni, come per esempio che faccia ingrassare o faccia venire i brufoli. (Sapete che mia madre diceva che il cioccolato “scalda” e quindi è per questo che vengono le emorroidi e i foruncoli? Cose da pazzi!!! Per fortuna tutto questo oggi  è stato ampiamente smentito….)

Oddio, io sono un pochino esagerata, perché se mi regalano una scatola di cioccolatini, la stessa non dura fino a sera. Idem quando, presa da una voglia assolutamente irrefrenabile e incontenibile, entro in pasticceria e mi compro (goduriaaaaaaaaaaaaa) un etto di bucce d’arancia ricoperte di cioccolato. In questo caso le faccio fuori una dietro l’altra, e chi mi guarda vede nei miei occhi un piacere puro e assoluto.
Naturalmente poi mi pento, perché il mio obiettivo non era quello di trangugiarlo , ma di gustarmelo, però non ci riesco proprio…

Ma se  io non sono nelle condizioni di dirvi come si fa a rinunciare il cioccolato, questo non significa che sia impossibile: ho chiesto a un esperto  che mi ha dato qualche dritta (ma già premetto che io non la seguirò) che vi illustro qui di seguito:

  • cercate di non eliminarlo del tutto (questo mi piace…), ma di ridurne decisamente  le quantità (d’altra parte meglio poco che niente, no?)
  • Anche se è vero, non insistete nel dire che “il cioccolato crea dipendenza, quindi io non posso farne a meno”. Se lo dite ve ne convincerete sempre di più e non riuscirete mai a smettere di abboffarvi di praline, cioccolatini, tavolette ecc.
  • Non tenetelo in casa, nemmeno nascosto, (perché tanto sapete dove l’avete messo quindi non vale) . In questo modo se proprio vi prende la smania dovrete uscire per comprarlo e magari diluvia o fa freddo o vi siete già messe in tenuta da casa, avete già messo in garage l’auto…..quindi sarà più facile rinunciare.
  • State lontane dalle pasticcerie e cioccolaterie, se le incontrate sul vostro cammino attraversate la strada . Per voi (noi)  un posto così è come un pusher per il drogato…
  • Tenete sempre un cioccolatino (UNO, non DIECI) in borsa per i casi di emergenza. Però non barate, deve essere l’unico della giornata.
  • Mettete in giro la voce che non amate il cioccolato. La maggior parte delle persone vi guarderà come se foste delle marziane, ma almeno eviterete che  amici /conoscenti/clienti/ colleghi vi regalino  con una bella e grande scatola…….
  • Tenete a portata di mano spazzolino e dentifricio. Se vi viene la voglia (a me sempre) e siete in un posto dove c’è un bagno, lavatevi i denti. Il sapore del dentifricio aiuta a far passare la voglia di dolce (a meno che non siate appassionate di After Eight)
  • Incollate sul posto più vicino a dove tenete i cioccolatini la foto di una donna snella e bella che mangia verdura. Ad ogni cioccolatino che mettete in bocca guardate la foto e convincetevi che lei davvero  non mangia cioccolato (il potere dell’emulazione  fa miracoli)
  • Quello che scrivo adesso non fa parte della lista di consigli, ma dato che è un episodio divertente accaduto a una mia amica ve lo racconto : una sera un tipo che le faceva il filo è passato a prenderla in auto sotto casa e quando lei è entrata le ha regalato una scatola di cioccolatini. Non l’avesse mai fatto, l’incauto! Lei non ha aspettato nemmeno un secondo, si è letteralmente buttata sulla scatola, ha strappato la carta senza nemmeno dare uno sguardo alla confezione e ha iniziato a mangiare come se ne andasse della sua vita. Lui la guardava allibito e sconcertato (me l’ha raccontato lei) perché vedeva che lei era molto più attratta dal contenuto della scatola che da lui e non aveva mai visto una persona così vorace. Morale: a scatola finita (5 minuti) ha inventato una scusa e se ne è andato mollandola lì. Non l’ha mai più sentito né visto.


Se tutti questi consigli non vi hanno convinto, allora lasciate perdere, mangiate cioccolato , ma gustatevelo con tutti i vostri sensi, come scrivono nel loro sito www.cioccolato.it  e che qui riporto in parte,   quelli della Compagnia del Cioccolato: (La Compagnia del Cioccolato è l’associazione dei consumatori di cioccolato, che ne tutela il consumo, verificando la qualità dei cioccolati, così da informare e orientare i propri soci.)



Vista. Una volta aperta la tavoletta, come prima cosa deve essere osservata attentamente sia la parte superiore che quella inferiore, nonché la sezione dopo averne spezzato alcuni quadratini. La parte superiore deve presentarsi lucida, omogenea; la parte inferiore non deve avere striature, macchie, bolle d’aria, ma deve essere uniforme e liscia; anche la sezione deve essere omogenea, liscia, senza bolle d’aria, come fosse porcellana.
 Udito. Una tavoletta di cioccolato fondente quando viene spezzata deve produrre il tipico snap, quel suono netto e pulito che siamo abituati a sentire. Per gli altri tipi di cioccolato questo parametro è poco significativo.
 Tatto. Una volta in bocca, il cioccolato deve sciogliersi rapidamente e in modo uniforme, senza dare sensazioni grasse, molli o gommose. Deve trasformarsi in una pasta setosa e scorrevole, priva di granuli e non sabbiosa, deve avvolgere la bocca senza rimanere appiccicosa. Deve essere meno astringente possibile, sensazione simile a quella offerta dai cachi acerbi. Un cioccolato avvolgente e piacevole, che non offra percezioni di spicco (come acidità, astringenza, amarezza, ecc.) ci darà anche una sensazione di maggiore rotondità.
 Olfatto. E’ tramite l’olfatto che percepiamo quelli che chiamiamo sapori, profumi, aromi. Il naso è l’organo più coinvolto in ogni degustazione: i recettori nasali ricevono le molecole del cioccolato per via retro-olfattiva, passando dalla bocca al naso attraverso la faringe. Un buon cioccolato deve essere ricco di profumi, aromatico, offrire sensazioni di complessità e completezza. Oltre all’aroma primario di cacao, che ci aspettiamo intenso ma non estremo, una tavoletta di qualità deve offrire anche degli aromi secondari, ovvero un insieme di profumi ricco e piacevole; talvolta è possibile identificarne alcuni, ad esempio di frutta, fiori, caramello, tabacco, caffè, liquirizia, spezie, legno, e tanti altri. Ma anche senza dare loro un’identità precisa, la presenza di un bouquet aromatico complesso e gradevole è di certo un importante valore aggiunto. E quanto più a lungo i profumi si faranno sentire, tanto migliore sarà anche la persistenza del cioccolato.
 Gusto. Il gusto è correlato a quanto lingua e bocca sono in grado di percepire, ovvero ai quattro sapori fondamentali: dolce, amaro, acido e salato. Un buon cioccolato non deve essere troppo dolce, in relazione alla sua tipologia: fondente, latte, gianduia, ecc.; non deve neanche dare sensazioni di amarezza, in particolare per le tavolette non fondenti. In modo simile, anche l’acidità deve essere contenuta, non deve farsi notare. E’ altresì importante che queste sensazioni gustative siano in equilibrio tra loro, evitando che una di esse spicchi più delle altre creando di conseguenza un disomogeneità sensoriale.
 Alla fine, il cioccolato deve lasciarci una sensazione finale piacevole, complessivamente appagante, elegante ed armoniosa, proprio come ci aspettiamo da una grande tavoletta; devono invece essere assenti, o più limitate possibili, le caratteristiche meno piacevoli (come astringenza, amarezza, acidità, ecc.)

 Occorre sempre tenere presente che per apprezzare al massimo un cibo occorre saperne riconoscere tutte le sue caratteristiche, nel bene e nel male. Occorre quindi sapere quali sue caratteristiche andare ad analizzare, e come farlo. Solo così potremo, da un lato, sfruttare al meglio le capacità sensoriali di cui la natura ci ha dotati, e, dall’altro, riconoscere pregi e difetti di ogni cioccolato. E, finalmente, godere del piacere che ci offre

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