lunedì 6 ottobre 2014

Come si fa a vivere con un ipocondriaco?

All’inizio può sembrarvi una persona che tiene alla sua salute, ma piano piano vi accorgete che non solo ci tiene, ma che appena ha un minimo cenno di malessere, è sicurissimo di avere o stare per avere una grave malattia. 
E non sto parlando delle lagne “normali" di ogni uomo che appena ha 37 di febbre dice di essere in punto di morte, sto parlando di chi  interpreta ogni piccolo, minimo sintomo come segnale di  qualcosa di drammatico che gli sta per accadere: un po’ di batticuore è già un infarto; una sbucciatura a un ginocchio diventa “una ferita”; un raffreddore è sicuramente l’inizio di “una polmonite”; la gamba che duole significa che c’è un embolo, se non va di corpo per un giorno ha un blocco intestinale ….e così via. Voi sapete benissimo che non è vero, ma non c’è rimedio che tenga: è ossessionato dall’idea della malattia e questa ossessione potrà essere curata solo andando da uno psicoterapeuta.

Come si fa per riconoscerlo?  nella maggior parte dei casi :

  • ti obbliga  a cercare su Internet (quando non cerca da solo , il che è peggio) qualsiasi informazione inerente ai suoi sintomi e in questo modo appena trova una descrizione dove viene evidenziato qualche sintomo in più di quello che lui ha, apriti cielo! Se lo sente immediatamente addosso!!! 
  • Se non ha internet vuole a tutti i costi che si chiami un medico e poi, finita la visita, vi guarda con sguardo indagatore per capire se il responso del dottore risponde al vero o state nascondendogli qualcosa
  • Se hai anche solo delle vaghe nozioni di medicina non ti salvi, per lui sei uguale a un  medico e ti assillerà con le sue domande ogni minuto (però in questo caso  hai un piccolo vantaggio  : se lo rassicuri ti crede e  si tranquillizza subito)
  • Chiede agli altri se non si sentono in perfetta forma  e a risposta positiva si sente immediatamente la stessa cosa (magari anche un po’ più grave)
  • Racconta a tutti i suoi “mali” per cercare di avere risposte che lo tranquillizzino (tipo “sì l’ho avuto anch’io questo sintomo, ma mi è passato appena mi sono alzato dalla sedia”)
  • La farmacia è il suo posto preferito per lo shopping.
  • Prova tutti i nuovi medicinali che riesce a farsi prescrivere, legge il bugiardino e si ritrova in quasi tutti i sintomi descritti anche quelli rarissimi
  • Non vuole stare solo per paura di sentirsi male, anche se sta benone
  • Ha un indirizzario praticamente infinito di medici per ogni specialità, persino quelli che trattano malattie rare e li consulta tutti ( e tutti lo sfuggono come la peste)
  • Sta attentissimo a quello che mangia, perché è informatissimo su tutte le proprietà (naturalmente  negative) dei cibi che potrebbero nuocergli



Con uno così la vita famigliare può diventare un inferno perché lui pretende che tutti siano sempre focalizzati sulla sua salute, sui suoi sintomi e sulle sue “sensazioni”, quindi, poiché al di fuori della psicoterapia non ci sono soluzioni,  i casi sono tre  :

  • lo piantate in asso con i suoi presunti malanni e ve ne andate di casa
  • assumete un medico che resti a sua  disposizione 24 h su 24
  • lo assecondate, ma poi prenotate un soggiorno di un anno per voi in una clinica psichiatrica

Il desiderio di prendere medicine è forse la più grande differenza tra l'uomo e l'animale. William Osler



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