domenica 16 novembre 2014

Come sopravvivere alla maleducazione

Perché parlo di sopravvivenza? Perché spesso le persone maleducate sono anche aggressive , irrispettose e sgarbate,  quindi chi si ritrova a doversi confrontare con  una persona di questo tipo in un certo senso deve “sopravvivere” per non soggiacere all’altrui prepotenza ( e anche per non ricambiare con la stessa moneta) .

Purtroppo oggi educazione sembra ormai essere una parola e un modo di fare obsoleto, fuori moda, “da vecchi” in un mondo che vuole essere giovane sempre e a tutti i costi.  
La persona maleducata è sempre sulla difensiva, si crede importante, tende a sopraffare gli altri , a prevalere su di loro per avere il massimo controllo (e quindi potere) possibile, naturalmente nella sua concezione.

Infatti un numero sempre più elevato di persone si comporta in modo maleducato senza nemmeno accorgersene, perché  per loro gli individui  e i loro sentimenti  sono come invisibili e inesistenti: quello che conta è solo l'interesse personale, il proprio vantaggio. 
Purtroppo sto notando che è anche una questione di ceto e di età: i cosiddetti ricchi (o meglio arricchiti) tendono ad essere molto strafottenti , forti del loro potere monetario, mentre le persone meno abbienti sono più gentili, così come tanti  giovani sono decisamente molto più  maleducati di quanto possono esserlo le persone più mature.

Ahimè la maleducazione si manifesta  in tante situazioni, ad esempio:

  • sui mezzi di trasporto: è facilissimo vedere che ci sono persone che spintonano, si siedono velocissime in modo da non permettere ad altri di farlo, stanno sedute scomposte e invadono il già scarso spazio altrui.
  • Mentre si è in fila: spesso  la gente scavalca impunemente la coda  , senza curarsi delle proteste degli altri e altrettanto  spesso rispondendo pure male
  • In un luogo chiuso: quando le persone  parlano sempre a voce altissima  o si muovono scompostamente in luoghi dove si dovrebbe stare al proprio posto e , magari, pure in silenzio
  • Per strada: quando la gente  getta per terra, chewing gum , carta, mozziconi di sigaretta (quando non li spengono direttamente nelle piante davanti a qualche portone o negozio) o, peggio del peggio, buttano la spazzatura nei cestini dei rifiuti che si trovano all’angolo delle strade (e che non sono pattumiere)  Per non parlare di quelli che non raccolgono gli escrementi dei loro cani..
  • Al ristorante: alcuni  sono arroganti e trattano male il cameriere come se fosse un essere inferiore
  • Al telefono : quando qualcuno non risponde “pronto” , ma “chi è”?
  • Davanti a un favore :  sia che venga  loro fatto o semplicemente che ottengano una risposta tanti  non dicono mai “grazie”
  • Nel momento in cui si  incrocia qualcuno che si  conosce : ci sono persone che  non salutano mai per primi  e anche  se vengono salutati   fanno pure fatica a ricambiare !  (e di questi ce ne sono davvero tanti)
  • Sui marciapiedi: dove  l’invasione di chi va in bicicletta contromano , come se fosse un  pieno diritto, è costante
  • Ad un invito scritto i (avete presente quelli con la sigla RSVP?), taluni non rispondono  con la scusa che “ tanto se non chiamo vuol dire che vado”.


Come si può fare, allora, per scampare all’altrui poca educazione senza metterci allo stesso livello?

Io faccio così:
  • ogni volta che mi ritrovo un cafone davanti, prima di parlargli  conto fino a 20 (dieci è troppo poco per un carattere come il mio), poi gli spiego con parole chiare e precise che una certa cosa non si fa, o non si dice perché mi  dà fastidio. Se non capisce e continua imperterrito nel suo comportamento allora agisco. Per esempio se mi rivolgono una frase tipo “  vada a rompere i coglioni da un’altra parte “ sorrido e rispondo “se non li ha come posso romperglieli?” . Di solito restano basiti perché da una signora è una risposta che non si aspettano proprio.
  • Se qualcuno mi sorpassa mentre sono in fila, glielo faccio notare avvertendolo che la fila inizia più indietro e non davanti a tutti. Se dimostra che delle mie parole se ne fa un baffo, allora lo prendo gentilmente per un braccio e lo riporto indietro. Va notato che le altre persone che si vedono superate di solito fanno immediatamente fronte comune con chi ha il coraggio di reagire, quindi non rischio nulla, perché tutti mi danno sempre manforte.
  • Se sono a teatro, a un concerto o  in Chiesa e sento qualcuno che continua a parlare dei fatti suoi, mi volto e nel tono più gentile, ma anche più fermo possibile gli chiedo di smettere o di uscire. Nel 90% dei casi funziona. Nel 10%....li guardo storto voltandomi ogni 5 minuti e alla fine….desistono!
  • Se per strada vedo qualcuno che fa finta di non vedere il suo cane che sta facendo i bisogni nel bel mezzo del marciapiede, li avvicino e dico “credo che lei non abbia visto che il suo cane sta sporcando, vuole un kleenex per raccogliere?” Tutte le volte che l’ho fatto non ho mai avuto un rifiuto….
  • Non mi metto mai a litigare violentemente con chi non conosco perché so che potrei correre dei rischi, ma lo fulmino con lo sguardo (almeno quello!!!)
  • Cerco sempre di pensare che molte persone non hanno avuto la possibilità di imparare ad essere educate quindi se mi accorgo di aver a che fare con una di queste, cerco di evitarla il più possibile (cioè in pratica sono costretta a fare l’eremita o quasi)
  • Non presto orecchio quando qualcuno inizia a strillarmi contro, semplicemente me ne vado.
  • Non mi aspetto mai ringraziamenti, perché ormai so che nella maggior parte dei casi non arrivano
  • Cerco di non vivere come offesa personale un comportamento che non mi piace. Anche in questo caso preferisco uscirmene dal contesto.
  • Se non vengo salutata da chi incrocio, me ne infischio e saluto io per prima. Se non ricambiano (succede molto più spesso di quanto si possa pensare) pronuncio, in modo da farmi sentire la frase “davvero educato/a e gentile!” Tutte le volte che l’ho fatto la volta dopo – chissà come mai – hanno ricambiato il mio saluto …
  • Con quelli che non rispondono agli inviti, quando arrivano dico “ah! Che piacere vederti! Dato che non mi hai risposto pensavo non venissi!” A buon intenditor…
  • Contro le biciclette non posso fare nulla perché non sono un vigile, ma appena posso cammino zigzagando in modo da costituire un ostacolo e farle scendere dal marciapiede.


La buona educazione non sta nel non versare la salsa sulla tovaglia, ma nel non mostrare di accorgersi se un altro lo fa.
Anton Čechov, Quaderni, 1891/1904













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